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di Walter De Stradis

 

Accettura, in provincia di Matera, è un interessante e convincente esempio di “concentrato”, tanto dei lati luminosi quanto di quelli più oscuri, della più vasta regione che lo contiene, la Basilicata.

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Venerdì 13 settembre 2019 dalle ore 15 e sabato 14 settembre dalle ore 9 nel Teatro Guerrieri in Piazza Vittorio Veneto a Matera è in programma il congresso nazionale dal titolo “La cultura della rappresentanza paritaria: dall’uguaglianza formale all’uguaglianza sostanziale nella Magistratura e negli organismi forensi”, organizzato dall’Associazione Nazionale Magistrati in collaborazione con il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Matera e il suo Comitato Pari Opportunità.

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“Come da impegni assunti, riapre oggi il reparto di Terapia intensiva neonatale all’Ospedale San Carlo di Potenza, grazie al ripristino dell’organico attualmente in essere e soprattutto alla convenzione stipulata con l’Asl Napoli 3 Sud”.

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paduladestradis1.jpgPolitiche Giovanili e Pari Opportunità: da qualche tempo è questo il pane quotidiano della trentaduenne potentina Marika Padula, unico assessore (lei preferisce il termine declinato alla vecchia maniera) esterno della giunta “green” (per ragioni anagrafiche), del sindaco “green” (per ragioni anche partitiche) Mario Guarente.

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Annualmente la Svimez ci prospetta meritoriamente studi sul Paese e sul Mezzogiorno, evidenziando tendenze inconfutabili e dunque dati alla mano sul sempre più profondo divario tra Nord e Sud nel quadro di una crescita nazionale molto modesta che pone l’Italia tra le regioni meno dinamiche dell’Europa.

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di Walter De Stradis

 

Rocca Imperiale (Cs) è il primo comune della Calabria che –sulla costa Jonica- si incontra non appena usciti dalla Basilicata. In tempi recenti l’amministrazione comunale ha iniziato a guardare con più interesse alla nostra regione, non nascondendo l’eventualità di chiedere l’annessione al nostro territorio.

Alla “marina” del comune dei limoni, che per il momento rimane calabrese, il 20 agosto scorso si è tenuto un accorsatissimo concerto di Renzo Arbore e della sua Orchestra Italiana, ambasciatori mondiali della musica del Sud Italia (sebbene con un sound che si rifà a tutto il Sud del Pianeta), proprio nell’ambito del cartellone degli eventi del tradizionale “Lemon Fest”.

In quell’occasione abbiamo incontrato Arbore, accompagnato dal fido Mariano Caiano, voce solista dell’Orchestra, partenopeo, ma da anni residente in provincia di Potenza.  

 

Maestro, due anni fa lei ha partecipato al Capodanno Rai a Potenza…

 

Come posso dimenticarlo. Faceva molto freddo, se non erro la temperatura era di meno sei gradi.

 

…tuttavia non so se è a conoscenza che, all’indomani dell’evento, sui giornali e sui social molti l’hanno ritenuta, nonostante il freddo cane, quello più in forma. Non è piaggeria.

 

Rispetto a che? Il migliore della mia orchestra? (FA L’OCCHIOLINO)

 

No, della kermesse.

 

(SORRIDE) No, non ho mai saputo tutto ciò e, adesso che ne vengo a conoscenza a distanza di qualche anno, mi fa doppiamente piacere, considerando che l’Orchestra Italiana oggi è ancora meglio.

 

Era la prima volta che veniva a Potenza? Glielo chiedo perché, complice la Capitale europea della Cultura 2019, quando si parla della Basilicata l’abbinamento con Matera è quasi esclusivo.

 

In realtà io sono venuto a Potenza, in Via Pretoria, da ragazzino. Ero solito, inoltre, recarmi spesso a Rionero in Vulture, una realtà facile da raggiungere per chi, come me, proviene da Foggia. A Potenza avevo e ho tutt’ora degli amici, anche se uno di questi è purtroppo scomparso, mi riferisco al grandissimo Vittorio Camardese, un chitarrista eccezionale, nonché inventore del tapping, un modo particolare di suonare la chitarra.

 

Tempo prima ricordo che mi ero esibito proprio a Potenza per un concerto jazz con i miei amici del cosiddetto jazz napoletano, quindi posso asserire che una delle mie primissime esibizioni avvenne proprio lì da voi. Anche se non ricordo dove.

 

... la Basilicata però è celebre anche per il Jazz Club di Matera.

 

Certamente, anche se adesso si è aggiunta anche Policoro con il suo Swing, un genere musicale che a me piace moltissimo. Sono andato di persona a trovare i ragazzi di Policoro che, per l’occasione, hanno voluto riservarmi una splendida festa. I più curiosi possono vedere il video dell’evento sul mio nuovo sito, www.renzoarborechannel.tv. Mi consenta di pubblicizzare brevemente il mio canale televisivo, anche perché è gratuito, attivo ventiquattro ore su ventiquattro e non c’è neanche la pubblicità!

 

Policoro ultimamente è particolarmente gettonata. C’è stato Jovanotti, SALVINI...

 

Lo so bene. Ho visto qualche foto del concerto di Jovanotti, tra l’altro su una spiaggia meravigliosa.

 

Ehm, c’è stato anche SALVINI in spiaggia, tra i bagnanti, per una sorta di propaganda a ridosso della crisi di governo...

 

Vabè, vabè, Salvini non è …un artista, quindi non mi interessa. Io sono sempre a favore degli artisti. (risate generali, ndr)

 

Tornando brevemente alla Basilicata. La scelta della città o del paese ove organizzare il Capodanno Rai è spesso oggetto di feroci polemiche interne, forse derivanti anche da un certo campanilismo che lei, da uomo del Sud, immagino possa conoscere. Ha un messaggio da lanciare ai lucani in merito a queste diatribe? Sono solo guerre tra poveri?

 

Innanzitutto mi preme sottolineare che conosco benissimo questo tipo di dinamiche. In genere direi che l’alternanza delle località è sempre la scelta migliore. Certo Matera è la Capitale della Cultura, una città bellissima e proprio lì, insieme all’Orchestra Italiana, abbiamo fatto un concerto bellissimo, tant’è vero che mi sono anche ammalato! Tuttavia il campanilismo io l’ho superato da un pezzo. Sono nato a Foggia, poi mi sono trasferito a Napoli e, ciò nonostante, quando ritorno a Foggia molti mi danno del napoletano traditore, pensate un po’! Ho avuto la cittadinanza onoraria di Milano, di Bologna, di Positano, di Osimo e quella di Monte di Procida che devo ancora andare a ritirare. Il campanilismo dunque, specialmente tra noi terroni, come dice lei è un po’ una guerra tra poveri. Tuttavia noi non siamo poveri, anche perchè abbiamo delle grandissime ricchezze, come il turismo, dunque è necessario semplicemente far conoscere le nostre meraviglie non solo agli stranieri, ma anche agli Italiani del Nord, quelli che un tempo volevano dividere...

 

Nella sua lunga carriera di personaggio centrale della musica italiana, c’è stato un periodo in cui se lei buttava giù dalla sua scrivania qualche disco non c’era assolutamente la possibilità che quell’artista diventasse una celebrità.

 

(RIDE).

 

Si è mai pentito, invece, di aver lanciato qualcuno?

Pensandoci bene, direi proprio di no. Le assicuro che sono stati tutti formidabili, anche quelli che hanno messo fine alla loro carriera o che sono stati sotto le luci della ribalta solamente per un determinato periodo. Pensi che ho lanciato perfino Mino Reitano con “Avevo un cuore che ti amava tanto”, in un periodo in cui facevo la musica Beat. Ricordo che dissi a Gianni Boncompagni, con il quale dividevo tutta l’operazione Beat, che c’era un ragazzo che cantava una canzone bellissima, ebbene quel ragazzo era proprio Reitano. Dopo abbiamo lanciato tutti: Mia Martini, che si chiamava Mimì Bertè, e poi sono particolarmente orgoglioso di “A chi” di Fausto Leali che ha venduto un milione e mezzo di copie. Pensare che Fausto Leali all’epoca stava seguendo un’altra strada, con delle canzoni tipo Beatles. Come ascoltai Jannacci con “Vengo anch’io. No, tu no” capii che sarebbe stato un successo, nonostante in molti immaginavano che quel disco non mi sarebbe piaciuto, anzi ricordo che lo stesso Jannacci era solito ripetere: “Non sarà mai un successo”. Mi viene in mente anche Battisti con la scelta del 45 giri per “Acqua azzurra acqua chiara”(adesso l’hanno finalmente ammesso).

 

Senza dimenticare il lancio di “‘Na tazzulella ‘e café”, di un Pino Daniele esordiente.

 

Sì, ma anche dopo con “Je so’ pazzo”, anche perché –in una trasmissione radiofonica come la mia, che andava in onda a ora di pranzo- certo Pino non avrebbe potuto esordire con “Terra mia”, ci volevano pezzi più orecchiabili. Poi è stato il turno di un giovanissimo Baglioni e, ad “Altra Domenica”, di un certo Vasco Rossi da Zocca. La prima canzone che Vasco ha cantato in tv è stata “Faccio il militare”. Il video integrale è presente sul mio canale tv www.renzoarborechannel.tv.

 

Una volta un personaggio che lei ha lanciato e che le è molto devoto, Dario Salvatori, mi ha confessato di detestare i cosiddetti autori impegnati poiché, a suo dire, nella maggioranza dei casi non sono altro che degli ipocriti. Lei condivide questa tesi?

 

E quali sono i cantautori impegnati? Io non lo so davvero. Ma se penso a uno come Bob Dylan, si tratta senz’altro di cantanti in buona fede. Se dovessi cercare di ricordarmi qualcuno in mala fede, sicuramente qualcuno c’è stato, anche se non credo che si trattasse dei cantautori. I vari Guccini, De Gregori, i Nomadi o i CCCP, beh, alcuni erano “sanamente comunisti”, anche se io non lo ero. Ma per il resto, di cantautori impegnati non ne ricordo, tutt’al più qualche minore. Una sola volta ho assistito a un concerto jazz con un presentatore che, per strappare un applauso facile in malafede, ha salutato il pubblico col pugno chiuso, poi è stato accolto a suon di fischi e ha subito smesso.

 

Mi è capitato di leggere in questi giorni dei post polemici su Facebook di Giancarlo Governi, in merito ai cosiddetti padrini politici di taluni artisti e delle relative (s)fortune televisive. Non nascondiamocelo: in Rai la politica conta.

 

Sì, moltissimo, ma non nel settore artistico. Tra i conduttori e i giornalisti (soprattutto) forse sì, ma non tra gli artisti. Se non si è bravi o utili all’azienda, anche il raccomandato di turno le posso assicurare che dura pochissimi mesi. Mi vengono in mente alcune che hanno tentato di dire o fare, ma poi sono state sbugiardate subito.

 

 

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di Mario Petrone

 

 

Mai avrei immaginato di usare una dichiarazione di Polese Mario del PD Bas., per ragionare sui fatti e i misfatti del Bardi,

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La presenza di cinghiali avvistati in città a Policoro nei giorni scorsi, addirittura sulla spiaggia in piena stagione turistica, ripropone il problema della incontrollata proliferazione degli animali selvatici con il numero dei cinghiali presenti in Italia che ha superato abbondantemente il milione, con una diffusione che ormai si estende dalle campagne alle città.

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Riceviamo e pubblichiamo una nota della Consigliera regionale di Parità, Ivana Enrica Pipponzi

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di Walter De Stradis

 

Giuseppe Giuzio, quarantaseienne avvocato eletto con Fratelli d’Italia, è uno che anticipa le domande e che -essendo un maratoneta dilettante- ha il fiato giusto per le risposte particolareggiate. E’ lui il nuovo assessore al Bilancio-Programmazione-Patrimonio del Comune di Potenza.

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Ultima Edizione (14 Settembre 2019)

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