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“Esprimo il mio più vivo apprezzamento al nostro legislatore fautore del disegno di legge in materia di contrasto ai reati di violenza e discriminazione per motivi fondati sul sesso, sul genere (misoginia), sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere; strumento normativo frutto di sintesi certosina di diversi apporti partitici confluiti nel testo approvato due giorni fa in Commissione Giustizia della Camera”. È quanto afferma la consigliera regionale di parità, Ivana Pipponzi evidenziando che il disegno di legge, nel rispetto degli articoli 2, 3 e 21 della Costituzione, ha l’obiettivo di prevenire e contrastare l’insorgere di condotte discriminatorie e violente motivate dal sesso, dal genere, dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere.

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Si terrà domani, 7 luglio alle ore 17.00 presso l’Università degli Studi della Basilicata, a Potenza in via Nazario Sauro, la cerimonia di inaugurazione ed installazione della “Panchina rossa”. L’iniziativa è frutto di un’azione sinergica tra la Consigliera regionale di parità, Ivana Pipponzi e la Rettrice dell’Unibas, Aurelia Sole.

La cerimonia rientra nel panel eventi del Manifesto “Un Patto per le Donne” istituito dalla Consigliera di Parità, cui ha aderito il Cug Unibas.“Dalla valenza fortemente simbolica, - spiega la Pipponzi - ha lo scopo di stimolare l’attenzione delle studentesse e degli studenti, futuri attori del domani, al fenomeno di stringente attualità e drammaticità quale quello della violenza di genere e del femminicidio.

I dati nazionali e regionali sul femminicidio, sulla violenza di genere e sulle molestie sessuali, anche sui luoghi di lavoro, ci consegnano una cruda e drammatica realtà in costante aumento, anche durante il periodo pandemico dove le donne si sono trovate a convivere con il proprio aguzzino, recluse tra le mura domestiche.

Come affermato dalla Convenzione di Istambul, la violenza di genere è un fenomeno strutturale della società, ancora sommerso, poco conosciuto e spesso impunito, legato ad una cultura fondata sulla disparità tra l’uomo e la donna; risultano centrali, pertanto, campagne di sensibilizzazione e di formazione delle coscienze, quale quella dell’apposizione della panchina rossa.

L’iniziativa, infatti, persegue il fine di formare le studentesse e gli studenti alla cultura della Parità di genere e delle Pari Opportunità, sviluppando una nuova coscienza ‘valoriale’ improntata all’inclusione ed al rispetto delle differenze, bandendo così ogni forma di prevaricazione tra i generi (e tra ogni forma di diversità), che rappresenta il volano della violenza.

Nel contempo – conclude la Consigliera regionale di Parità - si è inteso fornire un utile servizio alle vittime di violenza essendo stata apposta sulla panchina una targa dedicata con i riferimenti telefonici (0971.55551 - 1522) del Centro antiviolenza regionale ‘Telefono Donna’, che ha collaborato all’iniziativa, e del numero nazionale antiviolenza”.

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Tragedia a Cursi, in provincia di Lecce. Un Assistente Capo Coordinatore del Corpo di Polizia Penitenziaria, da molti anni in servizio nella casa di reclusione di Opera a Milano, tornato nel luogo d’origine per alcuni giorni di ferie, si è tolto la vita. L’uomo è stato rinvenuto da un familiare. A darne notizia è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.

“Siamo sconvolti”, dichiara Donato Capece, segretario generale del SAPPE. “Tragedia nella tragedia, aveva avuto un fratello, anche lui appartenente alle Forze di Polizia, che qualche anno fa si era tolto la vita”.

Capece non entra nel merito delle cause che hanno portato l’uomo a togliersi la vita, e sottolinea: “bisogna evitare qualsiasi tipo di strumentalizzazioni, ma sembra davvero non avere fine il mal di vivere che caratterizza gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria, uno dei quattro Corpi di Polizia dello Stato italiano. Questo è il terzo suicidio nelle file della Polizia Penitenziaria dall’inizio dell’anno, e due hanno visto coinvolti poliziotti che lavorano in Lombardia. Lo scorso anno 2019 erano stati 11 i poliziotti penitenziari che si sono tolti la vita.”

Per il SAPPE “servono con urgenza soluzioni concrete per il contrasto del disagio lavorativo del Personale di Polizia Penitenziaria. Come anche hanno evidenziato autorevoli esperti del settore, è necessario strutturare un’apposita direzione medica della Polizia Penitenziaria, composta da medici e da psicologi impegnati a tutelare e promuovere la salute di tutti i dipendenti dell’Amministrazione Penitenziaria. Non mettere in atto immediate strategie per contrastare il disagio che vivono gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria sarebbe irresponsabile. Mi rivolgo al nuovo Capo del DAP, Bernardo Petralia, e rinnovo il nostro appello al Ministro Bonafede: non si perda ulteriore tempo su questa grave, inquietante ma ancora troppo trascurata drammatica realtà dei suicidi nelle fila della Polizia Penitenziaria!”.

 

 

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Proseguono a Banzi i disservizi del locale ufficio postale. A denunciarli è l’amministrazione comunale che si è fatta portavoce delle lamentele di numerosi cittadini.

Durante il periodo di lockdown dovuto al Coronavirus – si denuncia in una nota – l’orario di apertura era limitato a qualche ora a settimana. Con le nuove disposizioni non sono aumentati i giorni e le ore, i cittadini attendono a lungo per poter entrare alle poste per
fare operazioni fondamentali per la vita quotidiana famigliare.

Forte preoccupazione esprime a nome dell’amministrazione il Sindaco Pasquale Caffio, visto l’arrivo di numerosi emigranti per l’apertura postCovid-19 e anche per l’imminente festivita’ del Santo Patrono San Vito Martire,che sia pur in tono minore a giorni interesserà la comunità’ Bantina.

Il Vice Sindaco di Banzi Angelo Dragonetti annuncia “imminente una missiva alla
direzione Regionale di Poste Italiane per segnalare con forza la necessità di porre
fine ai disagi che si registrano da molto tempo”.
Dragonetti segnala anche assembramenti vista la vicinanza con gli uffici comunali e soprattutto anche il quotidiano assalto di contribuenti provenienti dalla vicina Genzano e da Palazzo San Gervasio.

 

 

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Il Tribunale di Potenza ha assolto “per non aver commesso il fatto” l’avv. Massimo Maria Molinari, all’epoca (2009) vice sindaco e assessore del Comune di Potenza. L’inchiesta riguardava presunti favoritismi nella costruzione del nuovo cimitero di Potenza. Il tribunale ha quindi assolto con formula piena Molinari, il quale aveva rinunciato alla prescrizione per poter essere giudicato con regolare processo.

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di Walter De Stradis

 

 

Compie sessant’anni proprio oggi il Prefetto della Provincia di Potenza (in città dal marzo dell’anno scorso), il commendator Annunziato Vardè, calabrese nativo di Nicotera. Modi pacati e piacevoli, ha ricoperto identico ruolo nelle città di Ragusa e di Brindisi, occupandosi, tra l’altro, di questioni cruciali attinenti l’immigrazione. Con lui, nella giornata di giovedì scorso, si è parlato principalmente della questione Covid.

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Con i bar e ristoranti rimasti chiusi per oltre due mesi e mezzo, anche il settore della distribuzione ne ha risentito, in particolare quella di cibi e bevande, alimenti soggetti a scadenza. È quello che è accaduto a un noto distributore potentino di prodotti surgelati, Nicola Lapolla, che negli scorsi giorni ha dato vita ad una bella iniziativa che ha coinvolto tanti cittadini, donando oltre 35mila gelati, in scadenza. Uno stock acquistato prima dell’emergenza Coronavirus, che sarebbe dovuto essere consegnato ai gestori dei locali in questi mesi in cui tutta l’Italia si è fermata. Abbiamo contattato il sig. Lapolla di Surgelmarket, gestore anche di un punto vendita alla periferia di Potenza, a cui abbiamo chiesto come sono andati questi mesi, e come la gente è tornata a fare acquisti.

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di Antonella Sabia

 

L’emergenza sanitaria degli ultimi mesi, di fatto, si è tramutata quasi subito in emergenza sociale, da nord a sud, al dolore che ha investito chi ha perso i propri cari, si aggiunge il tema della povertà. A pagarne le conseguenze sicuramente tante famiglie che già vivevano in condizioni di disagio, ma dal report della Caritas diocesana di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo, emerge uno scenario ulteriormente trasformato.

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di Walter De Stradis

 

E’ nativa di Nola e ha a lungo lavorato nella “terra dei fuochi”. Da circa tre anni in servizio a Potenza, laureata in giurisprudenza e filosofia, la Comandante della Polizia Locale, Anna Bellobuono, durante l'emergenza Covid è venuta a contatto anche con il “fuoco” che pulsa nelle vene dei potentini. Quello della dignità.

D: Come giustifica la sua esistenza?

R: E’ sempre stata questa la mia occupazione. Vinsi inizialmente un concorso in provincia di Bari, e dopo tredici anni come agente, nel 2008 ne vinsi un altro come funzionario apicale e divenni comandante in provincia di Napoli. A seguito di ulteriori concorsi e avvisi lavorai poi a Casoria e a Salerno, e –in seguito a un trasferimento in mobilità- eccomi qui a Potenza. Una città che ho imparato ad apprezzare.

D: Lei dice “una città che ho IMPARATO ad apprezzare”. L’impatto iniziale non è stato dei migliori?

R: No, no…si è trattato semplicemente di una città nuova. E diversa, rispetto alle altre in cui ero stata. Il mio impatto è stato positivo, fin dall’inizio, con la struttura.

D: Ossia la Polizia Municipale.

R: Sì. La città è un po’… particolare, ma perché ha un centro storico, importante, “staccato” dal resto, in particolare dalle tante contrade. Ciò comporta un impegno maggiore.

D: Rispetto a cosa?

R: A una presenza diversa a fronte di esigenze diverse. Ne consegue che i residenti del Centro badano più a questioni di traffico, parcheggi, inquinamento, mentre nelle contrade si avvertono di più le problematiche ambientali, edilizie, quelle relative alla raccolta differenziata…  

D: Proprio la settimana scorsa avete diramato un comunicato sull’attività di controllo sul corretto conferimento dei rifiuti. Il fenomeno più sanzionato è stato quello della “migrazione dei rifiuti”, cioè il conferimento effettuato nelle postazioni presenti nella zona extraurbana (in cui il sistema di raccolta è garantito mediante cassonetti stradali), a opera di soggetti residenti fuori dal territorio comunale o residenti nell’area urbana, nelle zone in cui vige un sistema di raccolta diverso (Bucaletto e Centro Storico).

R: Sì, sono state due settimane di controlli serrati. Sono state impiegate pattuglie in abiti civili e abbiamo potuto constatare che la maggior parte dei potentini è rispettosa delle regole. Tutto ciò ci conforta, perché queste sono attività che vengono svolte con enorme sacrificio: si tratta di dedicarvi otto unità (due in abiti civili e due in uniforme, su due turni), in un momento molto particolare. Stiamo infatti coadiuvando le attività di ordine pubblico con la Prefettura e con la Questura: una grossa mole di servizi congiunti notturni, pattugliamenti, controllo delle attività commerciali e delle distanze di sicurezza…

D: Ha letto le dichiarazioni dell’assessore all’ambiente, Galella, che a inizio maggio sul nostro giornale chiedeva ufficialmente più multe (in ambito conferimento dei rifiuti) da parte della Polizia Locale? Diceva che quelle fatte fino a quel momento erano troppo poche.

R: Credo di averle già risposto. Per fare multe occorrono il servizio in borghese e gli appostamenti, soprattutto nelle zone extraurbane (ove non ci sono orari di conferimento), mentre in città –in Centro, soprattutto- il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti non si verifica.

D: I problemi sono quindi nelle zone rurali.

R: Quello principale è l’abbandono dei rifiuti in determinati, pochi, siti “strategici” (che sono comunque sotto controllo e vengono ripuliti). Esistono punti in cui il problema è incancrenito, è vero, ma probabilmente è una questione di assenza di bidoni e quindi riguarda la programmazione a monte.

D: Prima di venire a Potenza, qualcuno le aveva detto che –specie in passato- qui c’erano stati delle frizioni -diciamo una non convergenza di visioni- fra la politica che amministrava e la Polizia Locale?

R: No. Forte delle competenze acquisite, non ho manco chiesto. Guardi, io ho lavorato in situazioni molto più complesse: Casoria è una città di 100mila abitanti ove c’è un problema di rifiuti serio serio, con tanto di traffici illeciti gestiti dai Rom, infiltrazioni di stampo camorristico, collusioni coi colletti bianchi. Potenza ha i suoi, di problemi, ma non certo questi.

D: Chi ha avuto esperienza in territori più turbolenti e viene a lavorare qui, sovente parla di “isola felice”, una locuzione però non sempre appropriata…

R: Infatti arrivata qui non mi sono posta la questione dell’ “isola felice” o meno, quanto quello della riprogrammazione dei servizi, con le risorse che avevo a disposizione, sulla scorta della mia esperienza. I problemi sicuramente ci sono, perché Potenza è una città come tante altre.

D: Si ritiene soddisfatta delle risorse che ha trovato?

R: Dipende da cosa si vuole fare. Venuta qui, ho svecchiato il parco auto, ho rimesso a posto la struttura, ho rimodulato gli incarichi interni. Mi sono guardata intorno e mi sono resa conta di cosa avesse bisogno la città: in primis la presenza costante, in strada, di personale in uniforme. E’ una forma di prevenzione e di sicurezza per il cittadino. Ci chiedono più sanzioni? Beh, la Polizia Locale di Potenza non ha eguali: abbiamo elevato in modo esponenziale la capacità d’incasso e soprattutto gli accertamenti, abbiamo messo l’autovelox sulla Potenza-Melfi, in un tratto di strada che ha visto numerosi incidenti mortali. Nel centro abitato sanzioniamo il problema (che c’è) delle soste vietate, delle deiezioni canine, dei “sacchetti migratori”, delle attività abusive dal punto di vista edilizio, delle attività commerciali non in regola. Il totale non ci consegna certo una città “a zero illeciti”, e quindi un’isola felice, ma una città come tutte le altre, alla quale potremmo attribuire un livello di “media sicurezza”, perlomeno rispetto a situazioni più problematiche. Dal punto di vista ambientale, nello specifico, non si può certo dire che siamo in presenza di un disastro: si può migliorare, ma non è questo il grosso problema.

D: E quale sarebbe, invece?

R: La questione delle energie alternative, ad esempio: sono diversi i comitati sorti sulla questione. Si tratta di trovare la giusta mediazione fra le esigenze del cittadino, la tutela del paesaggio e i vantaggi offerti dalle energie alternative.

D: Un’altra polemica che c’è stata, soprattutto nel periodo natalizio, è stata quella sul famoso “terzo turno” in Centro, istituito per garantire la presenza dei vigili nelle ore di “movida” giovanile del week end. Alcuni lamentano che il risultato è stato solo un aumento di multe a danno dei residenti. Si è letto che non ci sarebbe stata una convergenza di intenti fra lei e il Comune.

R: Premetto che non mi appassiono alle polemiche. Posso solo dire che, su richiesta dell’Amministrazione, in via sperimentale, abbiamo messo in campo cinque operatori, in servizio fino alle 24, in particolare nel centro storico. Tuttavia il cittadino, aduso al turno dei vigili che terminava alle 20, dopo quell’ora aveva l’abitudine di parcheggiare OVUNQUE. Di conseguenza, a prescindere dalla scopo per il quale ho impiegato le forze, ovvero il presidio, se ci sta una macchina sul marciapiede, o sul passo carrabile, beh, non si può non sanzionare. Non posso chiedere all’agente di non farlo. Mi sembra ovvio.

D: Come avete organizzato il lavoro nel periodo di lockdown?

R: Con molta cautela. Ho personalmente garantito la massima sicurezza dei miei operatori, degli ambienti e dei veicoli. Il primo mese ho mandato a casa il 50% del comando (con ferie e congedi, la Polizia Locale non fa smart working). Adesso sono tutti operativi. Gli uffici sono vuoti e sono tutti per strada.

D: Il tampone è stato fatto a tutti?

R: Sì, e sono stati tutti negativi.

D: In questi momenti durissimi anche voi siete giunti in soccorso di alcune famiglie in situazioni difficili. C’è una qualche storia che l’ha segnata?

R: In effetti c’è stato un episodio che mi ha lasciata scossa. E’ stato in occasione di un accertamento sanitario obbligatorio, che si fa a livello domiciliare. Entrati in un’abitazione, ci siamo subito resi conto di una situazione davvero ai limiti: gente chiusa dentro, senza di che vivere. Ma si tratta di persone molto dignitose: non hanno voluto aiuto e quindi abbiamo lasciato le provviste fuori casa. Sono intervenute poi le associazioni di volontariato, ma in quel momento ho visto la dignità umana. Ho capito che il popolo potentino è molto orgoglioso. Vorrebbe farcela con le proprie forze. Io ne adoro l’etica.

D: Se potesse prendere sotto braccio il governatore Bardi cosa gli direbbe?

R: Prima della pandemia ci ho parlato, chiedendogli di sviluppare, con le regioni limitrofe, un piano di formazione professionale, una scuola interregionale, della Polizia Locale. Anche per mettere a frutto le nostre buone pratiche.

D: Quindi ritiene che siamo in grado di insegnare agli altri?

R: Assolutamente sì, questa polizia locale è piena di risorse: la pulizia e sì, anche l’orgoglio di questa struttura possono essere da esempio. Bardi era molto interessato, ma poi si è bloccato tutto per via della pandemia.

D: Il libro che la rappresenta?

R: Non mi rappresenta, ma l’ho riletto volentieri: “Cristo si è fermato a Eboli”.

D: La canzone?

R: Adoro la filosofia e mi piacciono le canzoni con un significato. Mi piace moltissimo Battiato.

D: Il film?

R: Guardo soprattutto documentari.

D: Fra cent’anni scoprono una targa a suo nome in questi uffici. Cosa vorrebbe ci fosse scritto?

R: Difficile dirlo. Spero solo che il mio passaggio qui non venga dimenticato. Sono solita dire: «Non guardatemi come una donna e nemmeno come un dirigente, ma semplicemente come una persona che vi sta dando uno strumento, che un domani userete anche senza di me».

 

 

 

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Prosegue in Val d’Agri la mappatura con tampone naso-farinegeo a tutti i cittadini maggiormente esposti a rischio contagio da Covid-19. L’attività di screening, svolta dagli operatori della squadra USCO del Distretto di Villa d’Agri con l’importante supporto dei volontari della Protezione Civile e dell’Enpas, ha lo scopo di definire un quadro completo della situazione dell’intera area con l’intento di scovare possibili asintomatici e prevenire la diffusione del virus. Ad oggi hanno già aderito al progetto sette Comuni: Marsicovetere, Grumento Nova, Brienza, Satriano di Lucania, Paterno, Montemurro e Sarconi. Altri sono in fase di adesione e di preparazione degli elenchi dei professionisti e dei lavoratori di front office da comunicare all’Asp. Sono stati effettuati finora 600 tamponi, risultati tutti negativi.

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 CONTROSENSO TORNA IN DISTRIBUZIONE SABATO 5 SETTEMBRE

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