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Estendere gli strumenti di contrasto delle infiltrazioni criminali anche ai rapporti economici tra privati

 

Questo l’obiettivo dell’adesione in Prefettura di Confindustria Basilicata al “Protocollo di legalità”

 

Nella Sala Italia del Palazzo del Governo, alla presenza del Prefetto di Potenza Michele Campanaro, il Presidente di Confindustria Basilicata Francesco Somma ha formalizzato l’adesione di Confindustria Basilicata al “Protocollo di legalità” stipulato tra Ministero dell’Interno e Confindustria il 1o giugno scorso, avente per oggetto l’estensione del ricorso alla documentazione antimafia, nei rapporti economici tra imprese private aderenti al sistema confindustriale.

"Confindustria Basilicata - ha affermato il Presidente Somma - ha scelto di aderire tra le prime in Italia al Protocollo, impegnandosi direttamente nelle procedure relative alla certificazione antimafia, per consolidare il proprio impegno a favore della cultura della legalità nell'esercizio d'impresa e della prevenzione delle infiltrazioni criminali, convinti che la partnership pubblico privata possa essere preziosa per favorire ulteriormente lo sviluppo di un’economia sempre più sana sul nostro territorio. Semplificazione, velocizzazione e maggiore trasparenza sono tre fattori chiave che insieme a sistemi di controllo adeguati, sono un grande alleato della legalità. Uno sforzo ancora più necessario in questo determinato momento storico, alla luce delle sfide ambiziose, ma al contempo anche di difficile gestione, relative all’attuazione del PNRR. Siamo grati a sua Eccellenza, il Prefetto Michele Campanaro, che grazie alla sua proattività ha dato subito seguito sul territorio agli impegni che conseguono al Protocollo  sottoscritto a Roma da Ministero dell’Interno e Confindustria".

Nel corso dell’incontro, sono stati illustrati dal Prefetto i contenuti del Protocollo che, con l’adesione volontaria di Confindustria Basilicata, consentirà l’accesso diretto, attraverso il rilascio di credenziali, alla Banca dati nazionale unica per la documentazione antimafia – B.D.N.A.. Inoltre, con l’adesione di oggi al Protocollo, Confindustria Basilicata si impegna a diffonderne la conoscenza a livello territoriale, per promuovere l’adesione delle imprese associate ed il rispetto degli impegni connessi, cioè la richiesta di informazione antimafia per le stesse imprese aderenti e, per i loro fornitori, della comunicazione o della informazione antimafia, in relazione agli importi dei contratti (sino a 150.000 euro o superiori).

L’attività di prevenzione e contrasto delle infiltrazioni mafiose nell’economia lucana sana è al centro dell’impegno di questa Prefettura - ha sottolineato, in conclusione, il Prefetto Campanaro - come dimostrano le 14 interdittive antimafia adottate dall’inizio dell’anno. In questa scia, si colloca l’adesione di oggi al Protocollo di legalità da parte di Confindustria Basilicata, che estende l’ambito applicativo delle cautele antimafia ai rapporti negoziali di natura privatistica, intercorrenti tra imprese aderenti al sistema confindustriale. Ringrazio il Presidente Somma per aver accettato prontamente questa sfida, circostanza che potrà rivelarsi particolarmente preziosa nella delicata fase di rilancio economico di questa regione, favorita dalle ingenti risorse del P.N.R.R.”.

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GDF: IMPEGNO “A TUTTO CAMPO”
CONTRO LA CRIMINALITA’ A TUTELA
DI CITTADINI E IMPRESE

Nel 2021 e nei primi cinque mesi del 2022 la
Guardia di Finanza ha eseguito 2.207 interventi
ispettivi e 975 indagini per contrastare gli illeciti
economico-fi nanziari e le infi ltrazioni della
criminalità nell’economia: un impegno “a tutto
campo” a tutela di famiglie e imprese, destinato a intensifi carsi
ulteriormente per garantire la corretta destinazione delle risorse
del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
CONTRASTO DELL’EVASIONE FISCALE
Interventi mirati e selettivi, fondati sull’incrocio delle banche
dati fi scali e di polizia, sul controllo economico del territorio e
sulle risultanze delle indagini di polizia giudiziaria e valutaria,
nei confronti dei contribuenti ad elevata pericolosità fi scale
e, in particolare, verso coloro che pongono in essere condotte
fraudolente e illeciti a carattere internazionale: è questa, in
sintesi, la strategia adottata dal Corpo dall’inizio della pandemia
per arginare i più gravi e diffusi fenomeni di illegalità tributaria e
tutelare l’economia legale dall’illecita concorrenza dei frodatori
del fi sco e dei grandi evasori.
Nel periodo gennaio 2021– maggio 2022 sono stati scoperti
31 evasori totali, ossia esercenti attività d’impresa o di lavoro
autonomo completamente sconosciuti all’Amministrazione
fi nanziaria, nei cui confronti è stata constatata una base
imponibile netta ai fi ni delle II.DD. di circa 4 milioni di euro,
e 88 lavoratori in “nero” o irregolari.
Sono state eseguite, inoltre, 76 indagini delegate dalla
magistratura, che hanno portato alla denuncia di 62 soggetti
per reati fi scali, di cui 5 in stato di arresto (principalmente
riferibili all’utilizzo di fatture false, all’occultamento delle
scritture contabili e all’omessa dichiarazione).
Il valore dei beni sequestrati per reati in materia di imposte
dirette e IVA è stato dicirca 4,4 milioni di euro.
Molteplici interventi sono stati svolti nel settore delle accise,
al fi ne di contrastare la fi liera distributiva parallela delle merci
illecitamente introdotte sul territorio regionale, mediante servizi
di prevenzione lungo le rotabili maggiormente interessate dai
traffi ci commerciali, nonché attraverso l’esecuzione di indagini
di polizia giudiziaria volte a neutralizzare l’operatività delle
organizzazioni criminali operanti nel redditizio settore.
Nel settore del gioco illegale ed irregolare, sono stati eseguiti
15 interventi e verbalizzati 26 soggetti.
TUTELA DELLA SPESA PUBBLICA
Nel corso del periodo gennaio 2021– maggio 2022 la Guardia
di Finanza ha dedicato una particolare attenzione agli illeciti in
materia di spesa pubblica e a tutte le condotte che, mettendo
a rischio la legalità e la trasparenza che devono connotare
l’azione della Pubblica amministrazione, pregiudicano la
corretta allocazione delle risorse, favorendo sprechi, truffe,
malversazioni e indebite percezioni.
765 sono gli interventi complessivamente svolti a tutela
dei principali fl ussi di spesa, dagli appalti agli incentivi alle
imprese, dalla spesa sanitaria alle erogazioni a carico del sistema
previdenziale, dai fondi europei alla responsabilità per danno
erariale, cui si aggiungono 120 deleghe d’indagine concluse
in collaborazione con la Magistratura ordinaria e 79 deleghe
svolte con la Corte dei Conti.
Le frodi scoperte dai Reparti in danno del bilancio nazionale
e comunitario sono state pari a circa 15,5 milioni di euro,
mentre si attestano su circa 150 mila euro quelle nel settore
della spesa previdenziale, assistenziale e sanitaria, con un
numero di soggetti denunciati complessivamente pari a 57,
nonché eseguiti sequestri per oltre 4,1 milioni di euro.
Per quanto concerne gli strumenti fi nanziari della Politica
Agricola Comune, sono state scoperte indebite percezioni e/o
richieste di contributi per circa 2 milioni di euro.
Sono attività, quelle appena sintetizzate, che hanno quasi sempre
una ricaduta sul versante erariale, nell’ambito del quale sono
stati segnalati alla Magistratura contabile danni per circa 23
milioni di euro, a carico di 93 soggetti.
In materia di Appalti denunciati 8 responsabili per
un’assegnazione irregolare di somme pari a oltre 1,3 milione
di euro.
Tra i controlli in materia di prestazioni sociali agevolate, il
Corpo ha realizzato uno specifi co dispositivo operativo volto
al contrasto dei fenomeni di illecita apprensione del “reddito
di cittadinanza”. Gli interventi svolti in quest’ultimo ambito,
anche con il contributo dell’INPS, sono stati indirizzati,
in maniera puntuale e selettiva, nei confronti delle posizioni
connotate da concreti elementi di rischio e hanno permesso di
intercettare oltre 1,3 milioni di euro indebitamente percepiti,
nonché di denunciare all’Autorità Giudiziaria, per le ipotesi
di reato previste dalla normativa di settore, 227 soggetti. Tra
questi fi gurano anche soggetti evasori totali, persone dedite a
traffi ci illeciti e anche appartenenti ad associazioni criminali, già
condannate in via defi nitiva e che stavano scontando la pena in
carcere.
I servizi svolti per garantire la tutela della legalità nella
Pubblica Amministrazione hanno portato alla denuncia di 66
soggetti, di cui 33 pubblici uffi ciali e/o incaricati di pubblico
servizio, 17 tratti in arresto, nonché eseguiti sequestri per
oltre 1,6 milioni di euro. In tale ambito, riveste importanza
strategica anche la collaborazione con l’Autorità Nazionale
Anticorruzione, su cui delega, nel corso del periodo gennaio
2021 – maggio 2022, i Reparti hanno effettuato controlli in
materia di contrattualistica pubblica e accertamenti nel settore
anticorruzione e trasparenza.
CONTRASTO DELLA CRIMINALITÀ
ORGANIZZATA
ED ECONOMICO-FINANZIARIA
La strategia perseguita dalla Guardia di Finanza a contrasto
di ogni forma di infi ltrazione della criminalità organizzata
ed economico-fi nanziaria negli interessi fi nanziari, economici
e imprenditoriali legali, è ulteriormente rafforzata per l’esigenza
di salvaguardare il “sistema Paese” nella delicata fase post
emergenziale.
In quest’ottica, si è proseguito nell’opera di rafforzamento
dello sviluppo degli accertamenti patrimoniali in
applicazione della normativa antimafi a, anche nei confronti
di soggetti connotati da “pericolosità economico-fi nanziaria”,
il monitoraggio delle diverse manifestazioni della criminalità
nel territorio di riferimento, includendo la c.d. “area grigia”,
rappresentata da soggetti che, pur non organici alle consorterie
criminali, si propongono quali “facilitatori” della penetrazione
criminale nel tessuto socio-economico.
L’azione volta alla prevenzione e repressione del riciclaggio
dei capitali illeciti per impedirne l’introduzione nel tessuto
economico-fi nanziario sano del Paese, nonché per intercettare
possibili pratiche di fi nanziamento del terrorismo, si è fondata
e continuerà sempre più a basarsi nell’esecuzione di mirate
indagini di polizia giudiziaria e attraverso l’approfondimento
delle segnalazioni di operazioni sospette inviate dai soggetti
obbligati ai sensi della normativa antiriciclaggio.
Sempre allo scopo di garantire la tutela della trasparenza
e della legalità del sistema economico imprenditoriale,
ulteriore priorità del Corpo continuerà ad essere quella di
reprimere i reati fallimentari, societari e bancari, nonché
i fenomeni usurari e di abusivismo bancario e fi nanziario,
per salvaguardare i risparmiatori da offerte di soluzioni
d’investimento non sicure.
Nel corso del periodo gennaio 2021 – maggio 2022, con
riferimento ai risultati conseguiti in applicazione della
normativa antimafi a, sono stati sottoposti ad accertamenti
patrimoniali 94 soggetti ed ammonta a circa 1,3 milionidi euro
il valore dei beni mobili, immobili, aziende, quote societarie
e disponibilità fi nanziarie proposti all’Autorità Giudiziaria
per il sequestro.
Tali misure ablative ricomprendono l’esecuzione di sequestri di
prevenzione, ai sensi del Codice Antimafi a, conseguenti allo
svolgimento di accertamenti nei confronti di soggetti connotati
da c.d. “pericolosità economico-fi nanziaria”, ovvero coloro
che per condotta e tenore di vita, debba ritenersi che vivano
abitualmente, anche in parte, con i proventi derivanti da ogni
genere di attività delittuosa, in particolare di natura tributaria,
societaria, fallimentare, ecc..
Sono stati eseguiti 739 accertamenti a seguito di richieste
pervenute dai Prefetti della Repubblica, la maggior parte dei quali
riferiti alle verifi che funzionali al rilascio della documentazione
antimafi a.
In materia di repressione del riciclaggio dei capitali illeciti
sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria di 23 persone
per i reati di riciclaggio e auto-riciclaggio, dei quali 5sono
stati tratti in arresto. Il valore del riciclaggio accertato si è
attestato di oltre 16,4 milioni di euro, mentre quello relativo
autoriciclaggio accertato è risultato di oltre 28,4 milioni di
euro; inoltre sono stati effettuati sequestri per circa 19 milioni
di europer riciclaggio e per oltre 15,3 per autoriciclaggio..
Con particolare riguardo al campo dei reati fallimentari sono
stati denunziati alla competente A.G. 61 soggetti, di cui 8 in
stato di arresto, inoltre sono statie ffettuati sequestri di beni
per un valore pari a oltre 2 milioni di euro, su un totale di
patrimoni risultati distratti di circa 11,4 milioni di euro.
A tutela del mercato dei beni e dei servizie a contrasto dei
fenomeni di contraffazione di marchi registrati, usurpazione
di indicazioni di origine e qualità delle merci, false attestazioni
concernenti la corrispondenza dei prodotti agli standard di
sicurezza previsti, nonché delle violazioni alla normativa sul
diritto d’autore, i Reparti operativi della Basilicata hanno
effettuato 96 interventi e dato esecuzione a 35 deleghe
dell’Autorità Giudiziaria, sottoponendo a sequestro circa
1,7 milioni di prodotti industriali contraffatti, con falsa
indicazione del made in Italy e non sicuri, per un valore di
circa 7, 2 milioni di euro.
CONTROLLO DEL TERRITORIO
Nel quadro delle attività di controllo del territorio da parte delle
varie forze di polizia, anche la Guardia di Finanza ha fornito il
proprio apporto con l’impiego di 4.128 pattuglie nel servizio
“117” oltre a quelle impegnate in altri servizi programmati, a
cui si aggiungono quelle relative ai “Dispositivi permanenti
di contrasto ai traffi ci illeciti” e i “Dispositivi operativi per
il contrasto alla contraffazione e all’abusivismo commerciale
organizzato””, impiegate dai Comandanti Provinciali per
corrispondere alle attivazioni delle Autorità Prefettizie.
A seguito dell’emergenza epidemiologia, la Guardia di Finanza,
unitamente alle altre Forze di Polizia, ha assicurato l’attuazione
delle misure di contenimento della pandemia eseguendo, nel
2021 e nei primi 5 mesi del 2022, oltre 22.000 controlli, che
hanno consentito di sanzionare numerosepersone fi siche e
attività commerciali.
Nell’ambito del contrasto ai traffi ci illeciti di sostanze
stupefacenti sono stati eseguiti 406 interventi, condotti anche
attraverso un capillare monitoraggio delle arterie stradali
di collegamento tra i maggiori siti di interesse operativo,
che hanno portato al sequestro di circa 5,4 chilogrammi di
sostanze stupefacenti e alla denuncia alla competente Autorità
Giudiziaria di 121 persone, di cui 29 in stato di arresto, nonché
alla segnalazione di 29 assuntori alle competenti Prefetture.

 

 

 

 

di Antonella Sabia

 

 

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Continua a tenere banco la vicenda (la battuta sui “gargarismi” riferita all’assessore Donatella Merra) che negli scorsi giorni ha coinvolto l'ex assessore alla Salute, oggi consigliere regionale, dr. Rocco Leone, caso che è rimbalzato anche a livello nazionale; persino La7 è andata a far visita a Policoro al politico (che si è sottratto alle telecamere), senza fortuna. Sulla vicenda si attende un commento della leader nazionale di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, finora mai arrivato, ma abbiamo parlato con l'avv. Ivana Pipponzi, Consigliera Regionale di Parità che ha dato il suo punto di vista, rilanciando una proposta.

d: La triste uscita di Leone negli scorsi giorni è stata da lui catalogata come “goliardia”, quale rischio si corre in questi casi?

r: Ritengo che le scuse che sono state offerte dal consigliere Leone, adducendo come scusante la goliardia, come parole dette ad una persona con cui si ha un rapporto di amicizia, non possono essere nè giustificate nè giustificabili. Ritengo incredibile quello che ha affermato, perché se fosse stato detto da un normale cittadino, sarebbe state già di per sé grave, sessista e naturalmente anche volgare; tutto questo a maggior ragione se proviene da una persona che ricopre un importante incarico istituzionale. Ci aspettiamo che le Istituzioni diano il buon esempio e non cadano quindi in questi beceri commenti sessisti, perché l’opinione pubblica ci guarda, soprattutto i ragazzi e le ragazze a cui dobbiamo consegnare il nostro futuro, ci osservano e ci giudicano, in alcuni casi ci emulano. In caso contrario, diventa tutto sterile per le Istituzioni che si occupano di parità e di pari opportunità, quindi anche per il mio ruolo di Consigliera di Parità, diventano inutili tutte le azioni positive, la promozione al contrasto agli stereotipi di genere, al linguaggio e appunto ad un sistema patriarcale, che è poi basamento delle discriminazioni a carico delle donne, e se vogliamo anche delle violenza sulle donne. Chi parla male, pensa male e purtroppo a volte agisce anche male.

d: Quali provvedimenti si sarebbe aspettata nei giorni a seguire?

r: C'è stata una condanna unanime da parte di tutti, anche dallo stesso presidente Bardi, ma d'altro canto frasi come queste non possono non essere condannate. Dopodiché va detto che il consigliere regionale Leone si trova lì perché votato in una elezione democratica, e quindi di conseguenza nessuno ha il potere di rimuoverlo dal suo incarico, solo lui potrebbe farlo in seguito a dimissioni (che rappresenterebbero il segno di una effettiva comprensione di quanto detto). Voglio ricordare che quando nelle istituzioni si parlava con un linguaggio “aulico”, le dimissioni arrivavano anche soltanto per una frase infelice. In ogni caso, Leone si è autosospeso, ma non credo che con questo provvedimento possa dire di aver interiorizzato fino in fondo la gravità del gesto.

d: Al di là delle semplici scuse e manifestazioni di vicinanza arrivate in questi giorni da più parti, cosa sente di dire all’assessore Merra?

r: Ancora una volta confermo tutta la mia vicinanza all’assessora Merra, che ha ben circoscritto e centrato la questione: queste frasi provengono da persone che probabilmente hanno una cultura profondamente machista, che evidentemente non hanno recepito fino in fondo il discorso della cultura paritaria, dell’inclusione, del rispetto soprattutto, della piena parità e pari opportunità, quindi dove manca una certa sensibilità, si può facilmente incorrere in questo tipo di affermazioni e di condotta.

d: “Pago lo scotto di essere l’unica donna in Giunta”, è stato il commento dell’assessore Merra in seguito alla frase sessista. Quanto c’è di vero in queste parole?

r: Questo è vero, perché –purtroppo- essendo l’unica donna in giunta, forse spesso si trova a dover fronteggiare atteggiamenti tipicamente maschili; forse, per essere rispettata, deve persino anche un po' “snaturare”, in senso lato, la propria femminilità, cioè magari alzando la voce, per essere”alla pari” con gli uomini.

d: Come Consigliera regionale di Parità quali azioni ha messo o metterà in campo su questa vicenda?

r: Ho riproposto ancora una situazione di “moral suasion”, cioè la possibilità da parte di Leone di devolvere una certa cifra a un centro anti-violenza e/o casa rifugio; penso ad esempio Telefono Donna, che come sappiamo purtroppo non naviga in buone acque, e ospita numerose donne vittime di violenza domestica con minori. Una dazione economica probabilmente sarebbe un grosso aiuto per questi centri e chi viene ospitato, un gesto importante e di grande attenzione sull’argomento: non cancellerebbe il fatto, ma bisogna comunque sempre tenere alta l’attenzione su queste tematiche. Questa proposta non è una mia invenzione, spesso nelle condanne per violenza domestica come pena accessoria, c'è proprio il risarcimento dei danni alle vittime, sperando che faccia comprendere al condannato la condotta che ha posto in essere. Come pubblico ufficiale, continuerò nelle mie azioni positive, con momenti formativi soprattutto nelle scuole, come quello che ho tenuto negli istituti tecnici e licei a Maratea, in cui si è parlato di parità, di inclusione, linguaggio sessista e di genere. Bisogna partire proprio dalle scuole, per sviluppare sempre di più e meglio la cultura paritaria che è alla base del contrasto di tutte le discriminazioni e violenze di genere. Continuerò inoltre a sostenere le donne che vengono presso il mio ufficio per fare denunce e quindi chiedere la risoluzione delle loro vicende.

 

 

 

 

potenza_melfi_26_04_2022.jpg«Con profondo dolore esprimo il mio personale cordoglio alla famiglia della giovane donna che ha perso la vita in un tragico incidente lo scorso sabato sulla strada statale Potenza-Melfi».

Lo afferma il presidente della regione Basilicata Vito Bardi, che prosegue: «Un evento drammatico che ha lasciato nello sconforto l’intera comunità, incredula per la perdita di una persona amata da tutti. Gli attestati di stima e di affetto che le sono stati rivolti in queste ore di sconforto raccontano di una donna speciale che ha trasmesso, attraverso il suo sorriso e la sua dolcezza, le virtù della bontà e dell’altruismo. Il suo impegno nella parrocchia di San Giovanni Bosco a Potenza, la sua dedizione verso gli altri, il suo amore per i più bisognosi sono i tratti più belli di una personalità che annunciava grandi cose. Un esempio di umanità sana e pulita per tutti noi. Il vuoto lasciato nella comunità sarà incolmabile, come inconsolabile sarà il dolore dei genitori che hanno perso il loro fiore più bello. Non sarà facile per loro proseguire nel cammino della vita, ma son sicuro che la loro Linda li saprà condurre con il suo amore guidandoli dall’alto».

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Il Procuratore della Repubblica di Potenza, Francesco Curdo, e la Direttrice Regionale della Basilicata dell'Agenzia delle Entrate, Luisa Giordano, hanno sottoscritto il 16 febbraio 2022, un protocollo d'intesa per rafforzare la collaborazione tra Autorità Giudiziaria e Amministrazione finanziaria.

L'accordo mira a intensificare il dialogo tra Procura della Repubblica e Agenzia delle Entrate, agevolando le reciproche attività allo scopo di contrastare efficacemente l'evasione fiscale e i reati tributari.

In particolare, l'intesa prevede l'istituzione di un tavolo tecnico e di una rete di referenti per rendere più rapide le comunicazioni.

Inoltre, con la sottoscrizione dell'accordo, l'Agenzia delle Entrate si impegna ad integrare le notizie di reato con le informazioni patrimoniali ai fini dell'applicazione delle misure cautelari reali e a comunicare tempestivamente il ricorso, da parte del contribuente, anche nell'interesse di quest'ultimo, a procedure conciliative e di adesione. La Procura della Repubblica di Potenza si impegna ad assicurare la tempestiva trasmissione all'Agenzia delle Entrate dei dati e delle notizie acquisiti nell'ambito delle proprie indagini e rilevanti ai fini della tassazione di proventi illeciti o del disconoscimento di costi e spese non deducibili.

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“La vicenda vissuta dalla sindaca di Ruoti Anna Maria Scalise, e riportata in questi giorni dai mass media, ripropone l’eterno interrogativo del perché ci siano poche donne sindaco, ancor meno presidenti di giunte regionali o a capo di partiti politici”. Così in una nota la presidente Crpo, Margherita Perretti che aggiunge: “Perché, ancora troppo spesso, e la recente esperienza delle candidature al Quirinale lo dimostra, le donne vengono chiamate alla bisogna in maniera strumentale, per candidature da bruciare, sacrificare o, ancor peggio, come nel caso del Comune di Ruoti, per fare da prestanome. E quando, come nel caso di Annamaria Scalise, rifiutano questo ruolo e si muovono in modo autonomo e competente, viene azionata la macchina del fango senza alcuno scrupolo. Una donna più fragile, meno tenace ed esperta, sicuramente sarebbe annegata in questo mare di calunnie e diffamazioni. La sindaca Scalise ha invece tenuto testa egregiamente e la macchina della giustizia ha dimostrato di funzionare bene”.

“Come Commissione Regionale Pari Opportunità esprimiamo tutta la nostra solidarietà alla sindaca di Ruoti Anna Maria Scalise che, nonostante quanto costretta a subire nel corso del suo mandato, ha svolto con grande efficacia ed ottimi risultati la sua azione amministrativa, ed evidenziamo l’importante lavoro svolto dalla Magistratura. Possiamo guardare al futuro con maggiore ottimismo – conclude la Presidente Crpo - perché, anche se lentamente, un cambiamento è in atto”.

“Intendo esprimere solidarietà nei confronti della sindaca Scalise di Ruoti. – Afferma in una nota Carmela Carlucci Consigliera regionale M5s Basilicata- Quello che ha dovuto subire è umanamente e politicamente intollerabile. Offese e atti persecutori non sono strumenti politici, ma solo espressione di un modo corrotto e deteriore di esercitare il potere. Dunque, solidarietà alla sindaca Scalise, affinché possa tornare a esercitare serenamente il proprio ruolo. Sul resto, la magistratura farà il suo corso e i lucani le proprie valutazioni. Rammarica ricordare che finché la Basilicata non si libererà di questi ‘metodi’, non crescerà mai”

“Esprimo vicinanza e solidarietà al Sindaco di Ruoti Anna Maria Scalise per quanto accadutole, sono certo che il lavoro di Procura e Forze dell’Ordine, ai quali vanno i miei complimenti, potrà accertare i fatti e stabilire la verità. Ritengo – prosegue il Sindaco di Potenza Mario Guartente – di una gravità assoluta che persone che rappresentano le Istituzioni, o che le abbiano rappresentate in passato, commettano violenze di vario genere ai danni di chi è chiamato a svolgere le loro stesse funzioni oggi, qualora l’impianto accusatorio venisse confermato. Se poi consideriamo che in questo caso l’amministratrice pubblica è una donna, il tutto assume contorni ancora più tristi, in ragione del garbo, non solo istituzionale, che ogni donna merita. Mi auguro che la macchina della solidarietà e della indignazione possa attivarsi a tutti i livelli”.

“Ho sempre avuto fiducia nella giustizia e nel lavoro della magistratura –afferma, sempre in un comunicato, la sindaca Scalise- Per parte mia ho soltanto difeso la mia dignità di donna ed il mio ruolo pubblico a servizio della comunità di Ruoti. I fatti emersi parlano da soli. Oggi mi viene restituita la mia onorabilità. Non avrei mai immaginato di dovermi difendere da comportamenti così aggressivi e sono rattristata per la parabola umana di persone a cui non ho inteso mai procurare un benché minimo danno e verso cui non porto ne’ porterò mai rancore. Alla luce di quanto accaduto avverto ancor di più la responsabilità di chi esercita un ruolo pubblico e la necessità di impegnarsi per il bene della propria comunità”.

Il presidente della Regione Vito Bardi dal canto suo si è recato di persona dalla sindaca Scalise per manifestare la sua solidarietà e la vicinanza istituzionale. (nella foto) "Sempre dalla parte della legalità e del rispetto delle persone", ha dunque scritto in un post su Facebook.

 

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di Antonella Sabia

 

 

 

 

Da mesi ormai Rossellino vive in uno stato di insicurezza e terrore a causa di numerosi furti o tentativi di furto, che hanno interessato diverse abitazioni della zona. Abbiamo fatto il punto della situazione con Marco Tavassi, referente del Gruppo Ricreativo Rossellino che si occupa di volontariato, iniziative sociali e culturali.

d: Quanti colpi effettivi sono stati messi assegno e in quanto tempo?

r: La situazione va avanti da oltre un anno, già lo scorso Natale -nonostante chiusure e coprifuoco- ci furono i primi episodi di furti, in abitazioni vuote, usate come seconde case. La situazione è continuata a periodi, tra momenti di tranquillità e periodi più concitati, ma se ne contano decine e decine tra quelli che sono stati denunciati o di cui abbiamo avuto notizie. Dapprima è stata interessata la zona di Rossellino-centro (via Saragat), poi è stato il momento di via Rifreddo e lungo la statale, mentre oggi l’attenzione è sulla parte più alta che comprende via Sant’Oronzo, con la costante delle Contrade Ciciniello e Faloppa.

d: Immaginate ci sia un filo conduttore tra i vari tentativi o le abitazioni vengono scelte a caso?

r: Probabilmente studiano i movimenti degli abitanti delle varie zone, la maggior parte delle case colpite erano vuote, non sono mancati però tentati furti in abitazioni con all’interno i proprietari, e questo ha contribuito ad alimentare la paura perché non sappiamo è stato fatto di proposito.

d: I responsabili non sono mai stati riconosciuti e/o fermati?

r: L’episodio più importante si è verificato proprio domenica scorsa, perché dopo un furto che sono riusciti a portare assegno, e un altro tentato tra le 18 e le 20, sono scappati: qualcuno che aveva notato una macchina sospetta lo aveva segnalato alle Forze dell’ordine. Una volta intervenuti, sono riusciti a rintracciarla poco dopo sulla s.s. 92, C’è stato un breve inseguimento, è stato forse il primo momento dove sono stati più vicini a prenderli, ma purtroppo ad un certo punto hanno abbandonato la macchina, e sono scappati a piedi facendo perdere le tracce nei boschi, difficili da controllare al buio.

d: Che tipo di rassicurazioni avete ricevuto dalle Forze dell’ordine?

r: Si è creato un clima di terrore tra gli abitanti di Rossellino, tanto che ogni volta che sospettano di qualche macchina, talvolta ferma anche per caso, li contattano e intervengono. A distanza di mesi, però, non ci sono stati mai sviluppi significativi, spesso manca proprio il personale per riuscire a coprire una zona così vasta. Domenica scorsa un po’ tutti siamo scesi in strada, e abbiamo sperato realmente che fosse arrivato il momento di mettere la parola fine a un incubo.I sentimenti si mescolano perché c’è la paura di non poter stare tranquilli nemmeno in casa, considerando che ci sono molte persone anziane o donne con figli piccoli, e poi c’è anche la rabbia perché stiamo parlando di una situazione che dura da troppo tempo, ci sono brevi momenti di tregua, ma ogni volta speriamo sia l’ultima.Qualche tempo fa, in seguito a uno degli episodi, abbiamo scritto una lettera aperta al Prefetto, al Questore e al Sindaco per chiedere maggiori controlli da parte della polizia locale, un’attenzione maggiore all’illuminazione pubblica, perché ci sono ancora delle zone buie, nonostante le tante segnalazioni fatte.

d: Ci sono telecamere a Rossellino?

r: Ci sono prima del cavalcavia, vicino all’autorimessa degli autobus, poi non ce ne sono più. Abbiamo anche preso contatto con il Coordinamento delle Contrade che si farà portavoce nei prossimi incontri pubblici, anche dei nostri problemi.

d: Rossellino può essere considerata periferia cittadina, quali disagi si incontrano quotidianamente?

r: Il cambio di denominazione da contrada, alle diverse vie, non ha cambiato quella che è la sostanza. Nonostante la mia giovane età non ho memoria di interventi basilari effettuati in questa zona, mi riferisco a problemi riguardanti le strade, allagamenti dopo le piogge, l’illuminazione pubblica, o nella bella stagione ciò che riguarda la manutenzione del verde. Volendo spostarsi più in là verso il PalaPergola, c’è una frana da mesi e la strada è chiusa, e poco più su del palazzetto l’area che dovrebbe servire per l’inversione di marcia degli autobus, è diventata praticamente una discarica a cielo aperto. Sarebbe auspicabile risolvere almeno i problemi ordinari, gli interventi straordinari poi sarebbero un sogno.

d: Penso anche al trasporto pubblico, quanto vi isola dalla città?

r: Purtroppo è un po’ limitata come zona, Rossellino-centro è più servito, ma ci sono tante altre realtà più distanti dal centro che hanno diversi problemi, a Poggio Cavallo per esempio ci sono delle abitazioni che non hanno nemmeno l’attacco fognario, e nel 2022 è impensabile.

d: Come rappresentante di questo gruppo, cosa auspica per il suo quartiere?

r: La nostra speranza è che si possa arrivare a una soluzione a questa nostra emergenza di sicurezza, così come la ritengono gli abitanti di Rossellino, perché ormai non si sta più tranquilli. Non è nostra intenzione polemizzare, ma vogliamo evitare di arrivare a dover fare cose inutili come le ronde notturne, come forma di auto vigilanza, perché diventerebbe più dannoso che altro. Comprendiamo le difficoltà delle forze dell’ordine e dell’amministrazione che hanno anche tanti altri problemi, ma chiediamo tutti gli sforzi possibili da mettere in campo con la collaborazione dei cittadini -per quello che compete loro- affinché si possa tornare almeno a vivere tranquilli nelle proprie case. È questo il nostro desiderio.

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Con la copertura finanziaria assicurata dal Presidente della Regione Basilicata Bardi, il Commissario liquidatore del Consorzio per lo sviluppo industriale Fiengo ha garantito l’immediato avvio dei lavori di messa in sicurezza sul tratto di strada di 3,400 Km. che costeggia i più importanti insediamenti della zona industriale di San Nicola di Melfi. «L’incontro in Prefettura a Potenza, dopo la morte di Rossella alla fine del suo turno di lavoro notturno, segna un primo passo per affrontare con le misure, gli strumenti, i provvedimenti e le risorse finanziarie necessarie, la sicurezza dei lavoratori dell’area industriale di San Nicola di Melfi dentro e fuori le fabbriche. Altri passi devono essere compiuti da chi ha competenze e responsabilità». E’ il commento del Segretario Generale UIL Basilicata, Vincenzo Tortorelli, che ha partecipato al Tavolo in Prefettura e che riconosce al Prefetto Michele Campanaro l’impegno e la sensibilità, prima di tutto civica, per i problemi sollevati dal sindacato. Hanno partecipato alla riunione il Presidente della Provincia Rocco Guarino, il Sindaco di Melfi Giuseppe Maglione, il Commissario liquidatore del Consorzio ASI Giuseppe Fiengo, l’Amministratore Unico di APIBAS Luigi Vergari, il Questore Antonino Romeo, il Comandante provinciale dei Carabinieri Nicola Albanese, il Comandante provinciale della Guardia di Finanza Michele Onorato, il Comandante della Sezione Polizia Stradale Giovanni Consoli, il Comandante provinciale dei Vigili del Fuoco Giuseppe Paduano, il direttore interinale dell’Ispettorato del Lavoro Angelo Romaniello, quello della Direzione Regionale INAIL Loretta Allegretti, la responsabile di E-distribuzione dell’ area Potenza-Melfi Tiziana Lopardo ed i segretari generali regionali di CGIL, CISL e UIL Angelo Summa, Vincenzo Cavallo e Vincenzo Tortorelli. Sette gli interventi urgenti richiesti: 1) realizzazione di un sistema di rallentamento della velocità costituito da bande trasversali ad effetto ottico ed acustico o vibratorio; 2) ripristino ed eventuale integrazione dell’illuminazione pubblica nei punti critici; 3) sostituzione della segnaletica verticale parzialmente sbiadita; 4) installazione di segnaletica che prescriva la diminuzione del limite di velocità a 40 km/h in prossimità di tutti gli attraversamenti pedonali, da posizionare in corrispondenza dei punti di passaggio dei pedoni; 5) manutenzione della vegetazione sui bordi della strada, che ostruisce la visuale della segnaletica verticale; 6) ampliamento dei cc.dd. ‘golfi di fermata’ destinati al trasporto pubblico collettivo di linea o, in alternativa, apposizione di strisce di delimitazione della fermata riservata agli autobus; 7) collocazione di ‘dispositivi retroriflettenti integrativi’ (cc.dd. occhi di gatto) a rafforzamento della segnaletica orizzontale in prossimità degli attraversamenti pedonali. E' anche emersa l’ampia disponibilità del Governo regionale a programmare, con il ricorso ad appositi stanziamenti, gli interventi strutturali di messa in sicurezza di tutte le quattordici aree industriali inserite nel Piano Strategico Regionale, recentemente approvato dalla Regione Basilicata.

 

 

 

 

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Si è concluso a Matera con l'assoluzione dell'ex presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella (attualmente consigliere regionale del Pd), il processo di primo grado per la cosiddetta "Sanitopoli lucana" . La Corte si è riservata di depositare le motivazioni della sentenza in 15 giorni.

"Un fortissimo abbraccio al mio amico Marcello Pittella, assolto finalmente da ogni accusa! Ripristinata la verità, restituito l'onore; rimane il danno per le sofferenze ingiustamente patite, rimane il danno per la Basilicata guidata da un centrodestra senza qualità". Commenta così su twitter l'assoluzione dell'ex presidente della Basilicata, il senatore lucano del Pd, Salvatore Margiotta.

Per il Vicepresidente del Consiglio regionale, Mario Polese: “Ora si riapra il dibattito politico su una ingiustizia che grida vendetta. Gli ‘avvoltoi’ giustizialisti chiedano scusa. Marcello Pittella è stato assolto. E’ una notizia bellissima che rende il prossimo Natale ancora più sereno. Si rende giustizia a un uomo per bene che ha subito un grave torto tanto da essere stato detenuto agli arresti domiciliari per fatti che evidentemente non erano mai avvenuti”.

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