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Cari Contro-Lettori,

«Mio marito in vita sua non aveva mai chiesto nulla. Alla fine, aveva solo chiesto di essere curato».

Così la moglie di Antonio.

Ci saranno il tempo, il modo e le sedi giuste per capire COSA e soprattutto CHI non ha funzionato. Perché è evidente che più di qualcuno DOVRÀ RISPONDERE (e RISPONDERNE) a circa un migliaio di domande, se è vero com’è vero che uno, per giorni, chiede di essere aiutato, di ottenere un tampone e il soccorso invocato, praticamente implorato, arriva solo dopo articoli di giornale e bufere sui social.

E poi muore.

 

 

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Cari Contro-Lettori,

secondo la visione “eternalista” della realtà, così come propugnata anche dal celebre scrittore inglese Alan Moore (che a sua volta deriverebbe dalla concezione del Tempo, da parte di Einstein, come dimensione spaziale), passato, presente e futuro coesistono, come le moltissime pagine di un libro assai voluminoso, in cui è già scritta la storia dell’universo. Dice Moore che –per capire il concetto- basta immaginare la “pizza” di un vecchio film, ove la pellicola stessa è un mezzo statico e immobile, in cui le scene iniziali e finali coesistono: è solo il passare della luce del proiettore, in questo caso la nostra coscienza, che ci dà il senso dello svolgersi degli eventi.

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(FOTO ROCCO ESPOSITO)

 

Cari Contro-Lettori,

da quando impazza l’emergenza Coronavirus, sono spuntate un po’ ovunque citazioni di libri, film o fumetti (perlopiù di fantascienza USA), che decenni addietro –alcuni con precisione quasi “chirurgica”- avrebbero prefigurato l’attuale scenario di pandemia.

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Cari Contro-Lettori,

questo maledetto CoronaVirus, che più di ogni altra cosa sembra nutrirsi delle nostre ansie (specie se alimentate da pasticci comunicativo-istituzionali, vedi il caso del “paziente 1” di Trecchina,  dalla Regione inizialmente segnalato, erroneamente come ricoverato al San Carlo!), sembra fagocitare qualsiasi altra discussione sui numerosi problemi lucani, che ci ritroveremo puntuali come un treno (è una battuta), quando (si spera presto), quest’emergenza sarà finita.

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Cari Contro-Lettori,

la Uil fa gentilmente sapere che le retribuzioni medie dei lavoratori lucani dipendenti del settore privato sono di circa 700 euro mensili inferiori a quelle medie dei lavoratori lombardi e di circa 500 euro mensili inferiori a quelle dei lavoratori piemontesi ed emiliani. È quanto si ricava da uno studio del sindacato che si riferisce al 2018 ed è basato su dati Inps pubblicati nell’Osservatorio sui lavoratori dipendenti del settore privato. E mica cotica.


La Basilicata si colloca al quart’ultimo posto della graduatoria: le retribuzioni medie ammontano a 1.243 euro (Lombardia 1.944 euro, Piemonte 1.738 euro, Emilia 1.730 euro) con forte differenza tra lavoratori full-time (circa 1.600 euro al mese) e part-time (632 euro al mese). La Uil ha spiegato che si tratta di una mappatura che, seppur non esaustiva della totalità dell’occupazione dipendente (sono infatti esclusi gli operai agricoli e domestici), intende fotografare la composizione geografica, per qualifica, per genere e per età di tale tessuto occupazionale, ponendo particolare attenzione a come questi indicatori influiscano sulle retribuzioni medie mensili di ogni lavoratrice e lavoratore. «I dati accompagnati da tabelle e grafici –ha commentato laconicamente il segretario regionale della Uil Vincenzo Tortorelli – sono molto più eloquenti di tante parole di analisi, ma alcune riflessioni meritano di essere fatte». A cominciare, aggiungiamo noi, da quelle riportate questa e la scorsa settimana circa il “ritocchino” di stipendio ai più stretti collaboratori (pubblici) di Bardi, in buona parte campani, soprattutto –piuttosto e anzichenò- alla luce del caos, comunicativo e istituzionale, che ha caratterizzato questi giorni di CoronaVirus, di Corna e Bi-Corna (ovvero gli opportuni scongiuri), di Quarantene (vere o presunte) & Quaresima (che è partita il 26 febbraio scorso). Ma, si sa, in questo momento il posto più sicuro in città è dalle parti della Regione, ove sono tutti felici e contenti all’ombra del Vesuvio. Bardi in consiglio regionale ha tacciato di “villania” (riferendosi alle accuse di Cifarelli) i discorsi sulla “napoletanità”, facendo notare che la giunta del precedente governo era composta da non lucani. Tutto vero (e non ci sembra che le critiche in quel caso siano venute a mancare), ma è altrettanto giusto far rilevare al Governatore che –oltre al discorso sulla mortificazione delle professionalità lucane che rimangono a guardare alla finestra- oggi come ieri solo i buoni risultati (forse) possono silenziare tutto. Quando ci sono. E qui, come direbbe Tortorelli, «alcune riflessioni meritano di essere fatte». Anche se –a conferma paradossale di quel che dice Bardi, ovvero che la capacità (o il suo contrario) non ha a che fare con la provenienza- ci sarebbe da riflettere molto anche sul lavoro e il ruolo svolto da alcuni suoi stretti “consiglieri” (che gli stanno sempre appiccicati) e che –in effetti- Lucani sono.

Walter De Stradis

 

 

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Cari Contro-Lettori,

riprendendo, dal numero scorso, il discorso sullo spopolamento, tocca segnalare che insieme al Molise, la Basilicata è la regione che nel 2019 ha avuto la più alta emorragia di abitanti: l’1% in meno. L’aridità della percentuale, è ingannevole, o meglio, fuorviante. Dietro quel numeretto apparentemente trascurabile a una lettura svogliata, si nasconde un vero dramma, ovvero «I vicoli che muoiono, queste botteghe che chiudono, i paesi che scompaiono lentamente», per mutuare le parole di Pietro Cirillo da Tricarico, cantautore lucano di musica popolare che abbiamo intervistato a pranzo.

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Cari Contro-Lettori,

pare che qualcuno lì a Hollywood stia pensando di realizzare un nuovo film da girare qui in Basilicata. Ma, questa volta, la nostra terra non offrirà soltanto le location, ma anche l’argomento del lungometraggio.

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Cari Contro-Lettori,

da Generale a marinaio il passo è breve, se –al di là degli annunci tanto al chilo- alla teorie poi non segue la pratica. Perché, si sa, il diavolo si nasconde nei dettagli.

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