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(FOTO ROCCO ESPOSITO)

 

Cari Contro-Lettori,

da quando impazza l’emergenza Coronavirus, sono spuntate un po’ ovunque citazioni di libri, film o fumetti (perlopiù di fantascienza USA), che decenni addietro –alcuni con precisione quasi “chirurgica”- avrebbero prefigurato l’attuale scenario di pandemia.

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Cari Contro-Lettori,

questo maledetto CoronaVirus, che più di ogni altra cosa sembra nutrirsi delle nostre ansie (specie se alimentate da pasticci comunicativo-istituzionali, vedi il caso del “paziente 1” di Trecchina,  dalla Regione inizialmente segnalato, erroneamente come ricoverato al San Carlo!), sembra fagocitare qualsiasi altra discussione sui numerosi problemi lucani, che ci ritroveremo puntuali come un treno (è una battuta), quando (si spera presto), quest’emergenza sarà finita.

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Cari Contro-Lettori,

la Uil fa gentilmente sapere che le retribuzioni medie dei lavoratori lucani dipendenti del settore privato sono di circa 700 euro mensili inferiori a quelle medie dei lavoratori lombardi e di circa 500 euro mensili inferiori a quelle dei lavoratori piemontesi ed emiliani. È quanto si ricava da uno studio del sindacato che si riferisce al 2018 ed è basato su dati Inps pubblicati nell’Osservatorio sui lavoratori dipendenti del settore privato. E mica cotica.


La Basilicata si colloca al quart’ultimo posto della graduatoria: le retribuzioni medie ammontano a 1.243 euro (Lombardia 1.944 euro, Piemonte 1.738 euro, Emilia 1.730 euro) con forte differenza tra lavoratori full-time (circa 1.600 euro al mese) e part-time (632 euro al mese). La Uil ha spiegato che si tratta di una mappatura che, seppur non esaustiva della totalità dell’occupazione dipendente (sono infatti esclusi gli operai agricoli e domestici), intende fotografare la composizione geografica, per qualifica, per genere e per età di tale tessuto occupazionale, ponendo particolare attenzione a come questi indicatori influiscano sulle retribuzioni medie mensili di ogni lavoratrice e lavoratore. «I dati accompagnati da tabelle e grafici –ha commentato laconicamente il segretario regionale della Uil Vincenzo Tortorelli – sono molto più eloquenti di tante parole di analisi, ma alcune riflessioni meritano di essere fatte». A cominciare, aggiungiamo noi, da quelle riportate questa e la scorsa settimana circa il “ritocchino” di stipendio ai più stretti collaboratori (pubblici) di Bardi, in buona parte campani, soprattutto –piuttosto e anzichenò- alla luce del caos, comunicativo e istituzionale, che ha caratterizzato questi giorni di CoronaVirus, di Corna e Bi-Corna (ovvero gli opportuni scongiuri), di Quarantene (vere o presunte) & Quaresima (che è partita il 26 febbraio scorso). Ma, si sa, in questo momento il posto più sicuro in città è dalle parti della Regione, ove sono tutti felici e contenti all’ombra del Vesuvio. Bardi in consiglio regionale ha tacciato di “villania” (riferendosi alle accuse di Cifarelli) i discorsi sulla “napoletanità”, facendo notare che la giunta del precedente governo era composta da non lucani. Tutto vero (e non ci sembra che le critiche in quel caso siano venute a mancare), ma è altrettanto giusto far rilevare al Governatore che –oltre al discorso sulla mortificazione delle professionalità lucane che rimangono a guardare alla finestra- oggi come ieri solo i buoni risultati (forse) possono silenziare tutto. Quando ci sono. E qui, come direbbe Tortorelli, «alcune riflessioni meritano di essere fatte». Anche se –a conferma paradossale di quel che dice Bardi, ovvero che la capacità (o il suo contrario) non ha a che fare con la provenienza- ci sarebbe da riflettere molto anche sul lavoro e il ruolo svolto da alcuni suoi stretti “consiglieri” (che gli stanno sempre appiccicati) e che –in effetti- Lucani sono.

Walter De Stradis

 

 

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Cari Contro-Lettori,

riprendendo, dal numero scorso, il discorso sullo spopolamento, tocca segnalare che insieme al Molise, la Basilicata è la regione che nel 2019 ha avuto la più alta emorragia di abitanti: l’1% in meno. L’aridità della percentuale, è ingannevole, o meglio, fuorviante. Dietro quel numeretto apparentemente trascurabile a una lettura svogliata, si nasconde un vero dramma, ovvero «I vicoli che muoiono, queste botteghe che chiudono, i paesi che scompaiono lentamente», per mutuare le parole di Pietro Cirillo da Tricarico, cantautore lucano di musica popolare che abbiamo intervistato a pranzo.

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Cari Contro-Lettori,

pare che qualcuno lì a Hollywood stia pensando di realizzare un nuovo film da girare qui in Basilicata. Ma, questa volta, la nostra terra non offrirà soltanto le location, ma anche l’argomento del lungometraggio.

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Cari Contro-Lettori,
forse ingannato dalla somiglianza dei nomi dei due Santi Protettori, il governatore napo-lucano Vio Bardi sembra essersi confuso un tantino, dando vita, in uno sghémbo lavoro di “intelligence”, a una bondiana “Operazione San Gennaro” piuttosto che, magari, a una “Operazione San Gerardo” (in quanto Patrono del Capoluogo di regione) volta a risollevare le sorti della Basilicata.

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Cari Contro-Lettori,

alla stregua di novelli Sherlock Holmes, limitiamoci a mettere in ordine i fatti recenti e –affidandoci a un ragionamento deduttivo- giungiamo a delle conclusioni.
Il Governatore della Regione Basilicata, Vito Bardi, ha conferito l’incarico di Capo dell’Ufficio di Gabinetto del Presidente al dr. Fabrizio Grauso. Il professionista, pur avendo origini sarde (Cagliari), è nato a Roma e ha lavorato nello staff del Governatore della Campania, Caldoro. Sempre il nostro buon Generale ha poi nominato come responsabile dell’ufficio legislativo e di consulenza giuridica della Regione tale Antonio Ferrara, anch’egli proveniente dallo staff dell’ex governatore forzista della Regione campana.
Il Presidente del consiglio regionale della Basilicata, Cicala, ha dal canto suo individuato in Eleonora De Paolis Foglietta la sua portavoce: nata e cresciuta a Treviso, si è trasferita sei anni fa in Basilicata, dove tuttora risiede.
Il direttore generale dell’Azienda ospedaliera regionale “San Carlo” di Potenza, il campano Massimo Barresi, ha nominato direttore amministrativo l’avvocato Maria Acquaviva, “pescando” dall’albo degli idonei della Regione Calabria, in assenza di graduatorie lucane, ancora politicamente in stand-by, ma che erano in via di deliberazione. Sic stantibus rebus, lo stesso dg del nosocomio potentino, ha quindi poi affidato l’incarico di Direttore Sanitario al Dr. Rosario Sisto, campano, già direttore della Struttura Organizzativa Complessa (SOC) “Distretto Tagliamento” dell’Azienda per l’Assistenza Sanitaria AAS5 “Friuli Occidentale” di Pordenone.
Insomma, tutta gente non lucana.
Sia chiaro, si tratta di professionisti di cui non si discutono il valore, la serietà o le legittime ambizioini.
Fin qui, i fatti politici/amministrativi/burocratici.
Cambiamo genere.
L’8 giugno scorso, sotto l’egida del Collegio della Campania-Lucania del “Grande Oriente d’Italia”, si è tenuta la tradizionale tornata in “Camera d’Apprendista” per la consegna delle pergamene ai massoni eletti alla carica di Maestro Venerabile per l’Anno Massonico 2019. Fra i promossi (a scorrere i nomi pubblicati sul notiziario ufficiale “Erasmo”)- ci sono “incappucciati” di Napoli, Torre Annunziata, Avellino, Salerno, Caserta, Sorrento, ma nessuno dalla Basilicata. Manco uno.
Conclusione: visto come veniamo trattati -nei fatti- dalla politica, nelle istituzioni e negli uffici pubblici, e persino nelle Logge, ne consegue che noi Lucani non siamo buoni manco a fare i Massoni.

Walter De Stradis

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Cari Contro-Lettori,

secondo un’arcana e clamorosa simmetria fra le antiche concezioni delle filosofie/religioni orientali e le più moderne astrazioni della fisica quantistica, la realtà non esiste:

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Cari Contro-Lettori,

questa mattina (per chi legge), nell’Auditorium Moscati dell’Ospedale Madonna delle Grazie di Matera è in programma il convegno organizzato da Fials Matera sul tema “La Sanità Materana: Patto per la Salute”.

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 CONTROSENSO TORNA IN DISTRIBUZIONE SABATO 5 SETTEMBRE

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