- Redazione
- Sabato, 11 Luglio 2026 07:30

L'idea di realizzare una zipline nel Vallone Santa Lucia a Potenza nasce con un obiettivo preciso: dotare il capoluogo lucano di un'attrazione capace di intercettare nuovi flussi turistici e contribuire a cambiare la percezione di una città che, pur ricca di storia, cultura e paesaggi, è rimasta finora ai margini dei grandi circuiti del turismo esperienziale.
Un'infrastruttura di questo tipo non rappresenterebbe soltanto un'attrazione in sé, ma potrebbe diventare il punto di partenza di un sistema più ampio, capace di creare sinergie con le altre eccellenze della Basilicata. Chi scegliesse di vivere l'adrenalina della zipline a Potenza potrebbe essere invogliato a proseguire il viaggio verso Maratea, magari trascorrendo una giornata o un soggiorno nello splendido scenario del Lido Macarro. Allo stesso modo, i tanti visitatori della costa tirrenica potrebbero trovare nella zipline un motivo in più per conoscere anche l'entroterra lucano.
È questa la logica del turismo moderno: non competizione tra territori, ma collaborazione. Per raccontare cosa significhi costruire negli anni una realtà imprenditoriale capace di diventare un punto di riferimento ben oltre i confini regionali, abbiamo incontrato Peppe e Laura, componenti della famiglia del Macarro.
Lo stabilimento, ci spiegano, sorge nella suggestiva Cala di Don Nicola, meglio conosciuta come Macarro, a Marina di Maratea. Nato nel 1979, offre da oltre quarant'anni servizi balneari e assistenza ai bagnanti, consolidando un'esperienza che gli ha consentito di diventare una delle realtà più apprezzate della costa lucana. La spiaggia, insignita della Bandiera Blu, è incastonata tra pareti rocciose e immersa nella macchia mediterranea, con un'ampia area verde ombreggiata che rappresenta una delle caratteristiche più apprezzate dagli ospiti.
Ma il Macarro è soprattutto una storia di famiglia.
Laura racconta che tutto ebbe inizio grazie all'intuizione della zia Linda, che avviò l'attività con pochi ombrelloni e una gestione semplice, quasi familiare, frequentata inizialmente da un ristretto gruppo di amici. Con il passare degli anni, grazie all'impegno costante dell'intera famiglia, quel piccolo stabilimento è cresciuto fino a trasformarsi nella realtà conosciuta oggi.
Emblema di questa storia è anche una semplice frisella, preparata appositamente per il Macarro da un forno di Laino, in Calabria, utilizzando farina integrale. Un prodotto genuino che, nel tempo, è diventato uno dei simboli dell'accoglienza del lido, conquistando il palato di tanti visitatori e contribuendo a creare un'identità riconoscibile, fatta di tradizione e autenticità.
Guardando al domani, Peppe e Laura preferiscono mantenere uno sguardo concreto. Più che inseguire programmi a lungo termine, spiega che oggi la priorità è vivere pienamente il presente, continuando ad accogliere con entusiasmo gli amici e i turisti che ogni estate scelgono il Macarro. Per il futuro, aggiunge, ci sarà tempo.
Il tema centrale dell'intervista diventa però quello della collaborazione tra imprese e territori. Alla domanda se sia più efficace fare squadra oppure procedere ognuno per conto proprio, i due gestori evidenziano come lavorare per la crescita della propria attività significhi, inevitabilmente, contribuire anche alla crescita dell'intero territorio. Pur parlando dell'esperienza del Macarro, sottolineano che la vera forza dell'azienda risiede nella famiglia e nel gruppo di lavoro, formato anche dai collaboratori che ogni stagione condividono sacrifici e responsabilità. È proprio questo spirito di squadra, vissuto soprattutto nei momenti più impegnativi, a rappresentare uno degli elementi che hanno permesso al lido di consolidarsi negli anni.
Un messaggio che si trasforma anche in un consiglio rivolto ai giovani che desiderano intraprendere un'attività imprenditoriale. Peppe e Laura invitano a credere nelle proprie idee e a non smettere mai di inseguire i propri sogni, anche quando il contesto economico appare difficile. Laura, in particolare, ricorda come lei e sua sorella fossero ancora bambine quando la zia immaginò quel piccolo stabilimento balneare e come, insieme al padre, allo zio e all'intera famiglia, abbiano scelto di portare avanti quel progetto fino a trasformarlo in una realtà conosciuta ben oltre i confini della Basilicata. Proprio per questo, il suo invito ai giovani è quello di non scoraggiarsi davanti alle difficoltà, ma di perseverare con determinazione.
È una testimonianza, la loro, che si lega perfettamente all'idea della zipline di Potenza. Perché il turismo non cresce grazie a un'unica attrazione, ma attraverso una rete di esperienze complementari, capaci di valorizzarsi reciprocamente. Così come il Macarro è diventato negli anni un simbolo dell'accoglienza di Maratea grazie alla visione e alla tenacia di una famiglia, allo stesso modo una nuova attrazione nel capoluogo potrebbe rappresentare un tassello importante di un'offerta turistica integrata, nella quale Potenza, Maratea e tutte le eccellenze lucane smettano di essere realtà isolate per diventare tappe di un unico grande viaggio alla scoperta della Basilicata.
Alfonso “Claudio” Rossiello







