- Redazione
- Categoria: Editoriale
- Sabato, 06 Giugno 2026 05:59

Cari Contro-Lettori,
il problema è che il futuro, ce lo raccontano. Sempre.
L’intelligenza artificiale. Le città intelligenti. Le comunità energetiche. Gli ospedali di comunità. Le piattaforme. Gli algoritmi. La transizione. L’innovazione.
Ma poi basta uscire di casa.
Ed ecco che, taaac! (come diceva Pozzetto), il futuro si inceppa.
Si inceppa sulle strade che franano. Sui paesi che si svuotano. Sui medici che mancano. Sui giovani che partono. Sui servizi che arretrano. Sulle attese che si allungano.
Una comunità che perde abitanti ogni anno (e pensare che c’è chi fa persino “negazionismo” su questa diaspora tutta nostra!) non può accontentarsi delle slide. Un territorio che vede chiudere serrande, scuole e uffici non può vivere soltanto di annunci. E la cosa fa ancora più male se ci fermiamo a riflettere e scopriamo che pure “questa” Basilicata, quando vuole, sa sorprendere. Come un vecchio attore hollywoodiano in disarmo che all’ultimo momento però ti tira fuori l’interpretazione da Oscar. Per intenderci, un anziano John Wayne che –dopo tutta una serie di western convenzionali- vince il Premio per un film crepuscolare come “Il Grinta”.
E infatti la nostra terra sorprende ancora quando diventa set cinematografico internazionale. Sorprende la sua “True Grit” (“vera grinta”, come il titolo originale del film citato), con la quale parla al mondo. Sorprende quando i professionisti lucani dimostrano competenza, creatività, capacità. Sorprende quando le sue eccellenze sanitarie salvano vite. Sorprende quando la sua storia, da San Gerardo ai giorni nostri, continua a generare identità e appartenenza.
Il problema, dunque, non è la Basilicata in sè. Ovvio. Non c’è bisogno della zingara.
Il problema è la distanza che spesso separa le sue potenzialità da chi le amministra. Sissignore. Il gap tra le sue energie e le strategie. Perché governare non significa raccontare ciò che potrebbe essere, ma il Qui e Adesso. Puro e semplice.
E allora, una volta per tutte, abbiamo ancora la volontà di prenderci cura di questa terra?
Perché il futuro della Basilicata non si gioca tra vent’anni. Si gioca stamattina. Mentre leggete, bontà vostra, questo giornale. E’ una partita durissima che si gioca sulla strada che percorriamo ogni giorno, sull’ospedale che raggiungiamo, sul paese che decidiamo di non abbandonare.
E sulle scelte che qualcuno, finalmente, dovrebbe avere il coraggio di compiere. Con vera grinta, non importa l’età.







