- Renato Armignacco
- Venerdì, 08 Maggio 2026 09:32
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Nella serata del 6 maggio Bernalda è scesa in strada per la Palestina. Il corteo è partito da largo San Donato e ha attraversato corso Umberto I fino a piazza Plebiscito, tra bandiere, slogan e richiami alla Palestina libera, coinvolgendo lungo il percorso oltre 200 persone. All’arrivo, il cammino collettivo si è trasformato in un sit-in partecipato, mantenuto su toni composti per tutta la durata della serata, con famiglie, bambini e cittadini di diverse età.
A fare da filo conduttore c’era una storia che parte proprio da Bernalda. Quella di Dario De Palma, 28 anni, attualmente imbarcato sulla Don Juan, una delle imbarcazioni della Sumud Flotilla. Durante il sit-in è stato diffuso un messaggio audio di Dario, ascoltato insieme alla sua famiglia, presente tra i partecipanti. Quel messaggio ha dato alla piazza il suo momento più intenso. Nella voce di Dario De Palma, la mobilitazione per la Palestina e per la Flotilla ha smesso di essere una vicenda lontana ed è diventata qualcosa di riconoscibile, capace di toccare persone e famiglie della porta accanto.
L’iniziativa del 6 maggio è nata dalla mobilitazione spontanea di gruppi di associazioni e giovani pro Palestina, senza una struttura organizzativa definita. Il microfono è rimasto aperto fin dall’inizio, permettendo a chiunque di prendere parola. Si sono alternati contributi diversi, tra riflessioni sul genocidio perpetrato dal governo Netanyahu ai danni del popolo palestinese, richiami ai diritti, testimonianze personali e appelli alla pace e alla resistenza. La piazza ha seguito con attenzione, passando dai cori del corteo all’ascolto degli interventi, in un flusso continuo che ha dato al sit-in un carattere spontaneo assembleare e meno rituale.
Nella fase iniziale del sit-in si è registrato anche un breve momento di confronto durante l’intervento del comico bernaldese Dino Paradiso. Alcune parole utilizzate per descrivere quanto sta accadendo in Palestina hanno suscitato contestazioni da parte del pubblico, generando uno scambio rapido, rientrato nel giro di pochi minuti. È stato uno dei passaggi in cui è emersa con maggiore evidenza la sensibilità della piazza sul linguaggio, sulle definizioni e sul peso politico delle parole quando si parla di Gaza.
Tra i momenti più significativi ci sono stati gli interventi dei familiari di Dario De Palma. Il fratello Pietro si è rivolto direttamente ai presenti con un appello a sostenere la scelta di Dario e, più in generale, le iniziative a favore del popolo palestinese. Le sue parole hanno riportato il racconto su un piano vicino, familiare, riconoscibile. Dietro la missione, i comunicati internazionali e le polemiche, c’è anche una famiglia che segue, aspetta, ascolta e prova a trasformare la preoccupazione in presenza pubblica.
Tra le istituzioni presenti, l’unico intervento è stato quello della sindaca di Bernalda, Francesca Matarazzo. Un intervento dai toni misurati e prudenti, seguito dalla scelta di non aggiungere ulteriori contributi istituzionali, lasciando spazio alle voci della piazza. Presenti anche i consiglieri regionali Viviana Verri, Piero Lacorazza e Piero Marrese, che hanno seguito il corteo e il sit-in restando tra i cittadini, in ascolto. La loro presenza ha accompagnato la mobilitazione senza sovrapporsi al protagonismo dei giovani, delle associazioni e dei familiari di Dario.
Nel corso della serata è stato richiamato anche il contesto legato alla missione della Flotilla, con il riferimento agli attivisti Tiago e Saif, attualmente in stato di arresto, citati durante gli interventi. Il loro nome è entrato nella piazza insieme a quello di Dario, come parte di una vicenda che mette in relazione attivismo civile, blocco di Gaza e pressione internazionale.
Non è passata inosservata la presenza delle forze dell’ordine, che hanno svolto il loro lavoro con grande professionalità. Polizia, Digos e Guardia di Finanza hanno seguito il corteo e il sit-in dall’inizio alla fine, in un clima rimasto sempre pacifico. Gli organizzatori le hanno ringraziate pubblicamente. Resta però il dato politico e simbolico di uno schieramento ben visibile davanti a una partecipazione composta, fatta di famiglie, bambini e interventi a microfono aperto. Una presenza importante che, soprattutto nelle manifestazioni pro Palestina, continua a interrogare il modo in cui questo Paese guarda al dissenso, alla solidarietà internazionale e alla libertà di prendere parola nello spazio pubblico.
La serata si è chiusa con la piazza ancora raccolta attorno alla voce di Dario De Palma e agli appelli arrivati dal microfono. Gaza e la Palestina, utilizzando un titolo cinematografico, sono una realtà molto forte, incredibilmente vicina. A Bernalda quella vicinanza ha assunto la voce e il coraggio di Dario De Palma, il volto della sua famiglia, i passi delle oltre 200 persone in corteo, le voci dal microfono, la presenza dei bambini.
Una comunità che per qualche ora ha guardato alla Palestina come fosse dietro l’angolo. E ha scelto di non restare in silenzio.








