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Cari Contro-Lettori,

come ben sanno gli appassionati di narrativa horror, pare che il grosso dell’iconografia moderna del terrore sia nata praticamente in una sola notte, in una magione sul lago nei pressi di Ginevra, chiamata villa Diodati.

Era l’estate del 1816 e il celebre poeta maudit Lord Byron vi ospitò alcuni amici, fra i quali il suo medico personale, il dottor Polidori, e una diciassettenne, certa Mary Shelley. Per farla (molto) breve, in virtù di una sfida letteraria maturata fra intellettuali che si annoiavano davanti al camino, a seguito di quella notte particolare nacquero “Il Vampiro” (di Polidori, romanzo breve che conteneva già in nuce il successivo “Dracula” di Stoker), e “Frankenstein” (della Shelley, che non ha bisogno di presentazioni). Insomma, ci fu tutto un lavorio di suggerimenti, sogni e ispirazioni vicendevoli fra poche persone che portò alla creazione di miti letterari (e cinematografici) sfruttatissimi e copiatissimi ancora oggi e che hanno macinato una quantità di soldi inimmaginabile.

Facciamo un salto temporale e arriviamo all’estate del 2019: c’è un nugolo di “poeti e intellettuali”, riunitisi attorno a un certo Generale Bardi -in una magione in viale Verrastro a Potenza chiamata “Regione Basilicata”- che forse si annoiano: quel che è certo però, è che non riescono a buttar giù uno straccio di “Piano strategico” regionale (nonostante la loro “sfida letteraria”, ben accolta dai lucani che li avevano da poco votati), che vedrà infatti la luce circa due anni e mezzo dopo.

Per la serie: il mondo è proprio strano. C’è chi riesce a partorire non uno, ma ben due capolavori, due pietre miliari, in una sola notte e chi ci mette quasi due anni per stilare un compitino.

Da questa settimana, infatti, analizzeremo punto per punto il Piano Strategico (ovvero, la bozza, o per meglio dire “la creatura”) che il professor Bardenstein e i suoi assistenti hanno approvato pochi giorni orsono, laddove ci si sarebbe aspettati di poterlo leggere –come invece era previsto- a sei mesi dal loro insediamento. Lo stesso generale napolucano afferma che se lo avessero scritto prima, il Piano, oggi sarebbe “carta straccia”, visto che nel frattempo c’è stato il Covid e ora arrivano i soldi del Pnrr. Capovolgendo il discorso, allora, al cittadino non resta che chiedersi –piuttosto- cosa sarebbe stato allora il Piano strategico del Generalissimo SENZA il Pnrr. Siamo alle porte del Natale, e il “regalo”, anzi la “manna dal cielo”, per Bardi sembra essere già arrivata, insomma. Una giustificazione per il preside che levati, neanche la più solerte delle mamme potrebbe approntare.

Consoliamoci col fatto, almeno, che siamo l’unica regione che non rischia la zona gialla.

Per questa settimana può bastare.

Ps. Il "professor Bardenstein" della vignetta in prima pagina, pur rappresentando il Generale Bardi, è in realtà l’attore Boris Karloff, così come appare nel manifesto originale del film “Frankenstein 70”: la sinistra e causale somiglianza non ha necessitato di alcun ritocco grafico. Quando si dice che la satira a volte si fa da sola.                             Walter De Stradis