editoriale2306

Cari Contro-Lettori,

«quella gomma che ti piaceva tanto sta tornando di moda in questi giorni». E’ una delle frasi-simbolo del telefilm “cult” “Twin Peaks” che impazzò, sui televisori di tutto il mondo, fra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta del secolo scorso. Diverso tempo dopo, citando la medesima frase sui social, il regista David Lynch annunciò l’imminente “revival” del serial, andato clamorosamente in tv nel 2017, a ben ventisette anni dall’ultima “puntata”. «Quella gomma che ti piaceva tanto sta tornando di moda in questi giorni»: a un certo punto, a oltre vent’anni di distanza dalle ultime “puntate”, sembrava che il serial della “Prima Repubblica” –tramite alcuni suoi “attori”, concetti e suggestioni- stesse tentando un “revival” –o peggio- “un’invasione di campo” nelle dinamiche politiche dei giorni nostri, in Basilicata come nel resto del Paese. Un fuoco di paglia? Un “incubo ad occhi aperti” (per rimanere a Twin Peaks)? Si vedrà, certo è che –se non nei fatti concreti- qualcosa sta accadendo, perlomeno in ambito “toponomastico”. Esatto. E così, a Melfi abbiamo un sindaco Valvano che si tiene stretta la piazza “Bettino Craxi”, nonostante la proposta contraria di una consigliera pentastellata richiami alla memoria una certa pioggerella di monete all’uscita di un certo albergo (mentre Johnny Pittella, intervenuto sulla polemica che si è innescata a livello nazionale, aggiunge pure: «Io non direi di no a una strada intitolata ad Andreotti»); a Potenza, invece, dopo il tentativo abortito a Matera (gli si voleva intitolare un belvedere), lunedì prossimo si inaugura una strada -quella che collega via Cavour all’Università- che porterà il nome di Emilio Colombo, senatore a vita e anche dopo, a quanto pare. Facile prevedere che le polemiche su queste gomme (per alcuni un po’ dure da masticare) tornate di moda, si protrarranno nei prossimi giorni, poiché diversi lucani non si sentono rappresentati da cotanti nomi illustri. Cosa che non accadrebbe –con tutta verosimiglianza- se il sindaco di un qualche comune lucano (specie di quelli che vanno in “dissolvenza”) inaugurasse finalmente una “Piazza Povero Cristo”. Come avrebbe detto Andreotti, la piazza logora chi non ce l’ha.

Walter De Stradis