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di Antonella Sabia

 

 

 

 

Nell’ambito delle iniziative legate alla Giornata Internazionale della Donna,la Consigliera Regionale di Parità, avv. Ivana Pipponzi, unitamente all’Ordine degli Avvocati di Potenza e al Comitato Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati, ha organizzato il convegno “Donne e discriminazioni dell’egida del diritto”, che si è tenuto questo pomeriggio presso il Palazzo della Cultura di Potenza.

Tema centrale dell’incontro, il macrosistema delle discriminazioni di genere in cui possono incorrere le donne, da quelle sul posto di lavoro, alle violenze in ambito domestico, discriminazioni verso donne disabili, -con la testimonianza di due donne non vedenti, Giovanna Ruggieri e Anna Varriale- oltre a quelle che subiscono le persone LGBT, entrando poi nel dettaglio di quali sono tutte le tutele connesse.

La Consigliera Regionale Pipponzi, ha focalizzato il suo intervento sulle discriminazioni sul posto di lavoro, constatando che si tratta di un fenomeno assolutamente attuale e stringente, ed è quindi inaccettabile che ancora oggi si debba parlare di discriminazioni al lavoro e si debbano continuamente registrare simili azioni, poiché queste condotte si riverberano poi negativamente sull’intera società. Quando si parla di discriminazioni di genere, corre immediatamente l’idea a una cultura ancora sessista e patriarcale. È evidente come anche l’assenza di welfare e di misure di sostegno adeguato, troppo spesso costringano le lavoratrici a scegliere di abbandonare il posto di lavoro, per dedicarsi alla maternità, o addirittura rinunciarci. A questo si aggiungono ulteriori discriminazioni derivanti dal divario retributivo, maggior accesso a part-time e quindi meno ore di lavoro, che si traducono in minori scatti retributivi e minori contributi versati, di conseguenza anche una pensione più bassa.

La sottovalutazione di questi fenomeni fa sì che essi vengano considerati soltanto come fatti privati della lavoratrice o del lavoratore discriminato e non come una piaga che riguarda l’intera società. Da tutto questo, deriva il fenomeno della denatalità con evidente impatto sull’intero sistema sociale, che deve spingerci a chiedere chi pagherà domani le nostre future pensioni, chi provvederà all’assistenza degli anziani, se non ci sono bambini”, ha affermato l’avv. Pipponzi.

È evidente quindi che si tratta di argomenti collegati tra loro, imprescindibili l’uno dall’altro.

Si è discusso molto anche di un altro fenomeno ampiamente sottovalutato nel passato, le molestie sul posto di lavoro, su cui è intervenuta la ratifica della Convenzione con la Legge n. 4 del 2021, che ha ridato la giusta importanza e forte valorizzazione ai fenomeni di molestie sessuali e violenze sui luoghi di lavoro, considerate vere e proprie discriminazioni.“È fondamentale dunque introdurre azioni forti e incisive di contrasto, naturalmente le istituzioni hanno il dovere di attuare tutte le normative vigenti, quindi sostenere sempre di più e meglio le azioni dei soggetti deputati al contrasto di ogni forma di discriminazione sui luoghi di lavoro. La stessa Consigliera di parità agisce in qualità di pubblico ufficiale nel contrasto alle discriminazioni ai sensi del codice sulle pari opportunità, ed è un’autorità garante nell’attuazione della normativa sulle parità e sulle pari opportunità”, ha concluso l’avv. Pipponzi.