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Cari Contro-Lettori,

negli ultimi giorni il bel viso di Claudia Cardinale, in dissolvenza in entrata, è apparso su schermi, grandi e piccoli, di social e tv. A seguito della sua dipartita, a più riprese sono stati richiamati alla memoria collettiva i capolavori del cinema a cui aveva preso parte, incluso, ovviamente, “Bello, onesto, emigrato Australia, sposerebbe compaesana illibata”. Diretta da Luigi Zampa nel 1971, la commedia fotografa una storia d’amore in qualche modo “di rassegnazione”, sullo sfondo dell’emigrazione italiana nel mondo. «La nostra è una vendetta –dice a un certo punto, nel film, un esule siciliano alla bella Claudia- infatti quando tornerò al mio paese mi comprerò un bar e lo metterò in c… a tutti!».

Non sappiamo se i giovani e meno giovani lucani costretti anche loro a emigrare (come se oltre cinquant’anni di “sviluppo” fossero passati invano) meditino similari propositi di “vendetta” (ma poi, nei confronti di chi, della politica?); certo è che, secondo i dati più recenti del Censimento permanente diffusi dall’Istat, al 31 dicembre 2023 i residenti in regione erano 533.233, con un calo di 4.344 persone rispetto all’anno precedente, pari a una contrazione dello 0,8%. Le proiezioni a medio-lungo termine non lasciano spazio all’ottimismo: entro il 2050 la regione rischia di perdere circa 100.000 abitanti, secondo le stime Istat riprese da analisi e cronache locali. In altre parole, un territorio già fragile vedrebbe svuotarsi progressivamente i propri centri, soprattutto quelli più piccoli e periferici. Non è un caso che nel Potentino ben 38 comuni siano stati definiti come “ultraperiferici”: realtà che distano oltre un’ora dai servizi essenziali e che vivono quindi condizioni di marginalità doppia, demografica e infrastrutturale.

Il fenomeno si riflette in tutti i settori della vita quotidiana. La scuola, ad esempio, fa registrare una riduzione continua di iscritti: nell’anno scolastico 2025-2026 gli alunni in Basilicata sono stati 65.434, dato che conferma un trend negativo ormai endemico.

Anche le analisi socioeconomiche sottolineano l’urgenza della situazione. Il Rapporto Svimez 2024 colloca la Basilicata tra le regioni meridionali più esposte al declino demografico, con pesanti ricadute sul tessuto produttivo e sull’attrattività dei territori.

Il quadro che emerge è quello di una regione che si svuota, con aree interne sempre più isolate e comunità locali costrette a fronteggiare lo spettro della desertificazione sociale. Un fenomeno che richiede politiche mirate di rilancio, investimenti in servizi e strategie di attrazione per i giovani, ma, a quanto pare, i nostri politici, con i loro annunci roboanti, stanno guardando un altro film.

Beati loro.

Walter De Stradis