- Redazione
- Sabato, 04 Ottobre 2025 07:36

Cari Contro-Lettori,
chissà se il vecchio Vespone di regime –dopo la sua "prodezza" col portavoce italiano della Flotilla- pure direbbe che qui in Basilicata c’è chi “se ne fotte” di aiutare i lucani. Forse no, eh, visto dove tira il vento di questa bagnarola (nazional-regionale). D’altronde, la nostra “classe” politica, che in pubblico mima la spavalda camminata alla Aldo Maccione (in Francia ribattezzato “Aldo la classe”), pare in realtà specializzata nell’arte antica del “galleggiamento”. Non nel senso acquatico, ma appunto politico, sociale, culturale. E che mi hai portato a fare, sopra a Posillipo, se non mi vuoi più bene? Qui i Frecciarossa vanno e vengono come comete, lasciando i pendolari a rincorrere autobus sostitutivi degni di una sceneggiatura di Kafka. Che è poi quel tizio che scrisse di un altro tizio che a un certo punto diventava uno scarafaggio gigante. Qui parliamo de “le Metamorfosi” di una regione che discute di alta velocità mentre si arrangia con la scomodità, che sogna collegamenti con Milano ma spesso non riesce neppure a collegare Potenza a se stessa. Tra una buca e un autovelox spara-multe.
Sul fronte economico, il bollettino è quello di una guerra a bassa intensità: fabbriche che si svuotano, logistiche sospese, operai in cassa integrazione e royalties petrolifere che restano sulla carta, più simili a promesse da (s)campagna(ta) elettorale che a entrate concrete. Ricordate il “gas a gratisse”? Ricchi premi e conguagli per tutti. L'acqua? Meglio non parlarne.
La sanità? Da un lato la Regione che recita l’elenco dei trionfi: assunzioni, investimenti, digitalizzazione. Dall’altro l’opposizione che denuncia la favola (quella di Pinocchio?), ricordando liste d’attesa di 400 giorni e cittadini costretti a chiedere prestiti per togliersi un dente. Per la serie, “qui chi non ha pane, non ha nemmeno i denti”.
Persino la Chiesa prova a reinventarsi: a Potenza si sperimenta il Pos per le offerte, segno che anche da Lassù si sono accorti che da queste parti, le monete scarseggiano.
Walter De Stradis







