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La Cultura, che bella parola. Pensate che a Potenza, anche se magari se ne sono accorti in pochi, c’è “persino” un assessorato. Essì, perché la cultura, quella con la “c” minuscola, offre sempre l’occasione per presenziare alle occasioni più disparate, a volte consente anche –diciamocelo- di prendersi un quota parte di meriti che non sono neanche propri. Ma poi, fare in modo che ci sia Cultura, con la “C” maiuscola, e cioè Cultura appagante e pagante, democratica, aperta a tutti e a tutti facilitata, è una parola, con la p minuscola, nel senso che se ne parla moltissimo e basta. Una volta, quando l’Inter non vinceva neanche la Coppa del Nonno, girava una battuta: “I nerazzurri sulla carta sono fortissimi. Perciò dovranno ricoprire di giornali il manto di San Siro”. Ecco, forse ad alcuni Amministratori del Capoluogo che non decolla –che pur ha un numero invidiabile di strutture, enti, associazioni, e soprattutto occasioni, a disposizione- piacerebbe tappezzare, chessò, la desolatamente vuota Piazza Prefettura (Notte di Capodanno docet) di quotidiani e giornali che parlano della loro “forza”, in ambito Cultura. Ma, ahiloro, non è così. Eppure con la Cultura si mangia, è sicuro…ma allora perché non si fa di tutto, seriamente, affinché questo accada? Perché magari con la Cultura si mangia pure, ma non porta voti. Oppure sì? Viene in effetti da pensare che il tutto dipenda dall’osservatore, e se questi è un osservatore …“interessato”… o meno.

Il dibattito continua. (Wal. De S.)