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«La musica popolare tra tradizione e futuro: questa la tematica magistralmente affrontata dal Direttore di “Controsenso Basilicata” Walter De Stradis nel corso di un brillante incontro tenutosi presso la Sala Pinacoteca dell’I.C. “D.Savio” del Capoluogo, mercoledì 17 maggio, alle ore 10:30, con gli alunni delle classi Terze Secondaria frequentanti il Corso di Strumento musicale».

E’ quanto si legge in una nota dell’Istituto.

«L’evento, favorevolmente accolto dalla Dirigente Dott.ssa Diana Camardo, organizzato e curato con grande professionalità dai Proff.ri Alessandro Leoci, Enzo Cerbino, Domenico Sannella, Bartolomeo Telesca, Anna Caforio, Vittoria Buscicchio, nell’ambito dell’importante appuntamento del Maggio potentino, si è aperto con l’eccelsa esecuzione di “Lu braccial” e “Ninna nanna lucana”, a cura degli allievi Cristian Calcagno, Giulia Fanelli, Giovanni Gruosso, Francesco Romano.

Quindi, la parola a De Stradis che, da subito, ha incantato il pubblico presente, suscitando curiosità ed interesse. La musica popolare, caratterizzata da ritmi vivaci e spesso incalzanti, non è, come sembrerebbe, così tanto lontana dalla contemporaneità. Spesso legata alla ritualità di un popolo, essa scandiva il ritmo della vita di ciascun uomo del popolo: le fasi del lavoro, il ritrovo delle feste profane, il ciclo degli appuntamenti religiosi, quindi sempre è stata strettamente connotata da immediatezza e pura spontaneità. “Il frutto diretto di una forte necessità”. Collante sociale tra gruppi diversi, la musica popolare si è sempre distinta perché coinvolgente, inclusiva, fortemente motivante. Il suo valore culturale è, pertanto, impagabile. “E se nell’odierno contesto storico – ha concluso l’autore - siamo tutti chiamati ad essere cittadini senza confini, capaci di identificarci come membri di una comunità globale, sempre dobbiamo conservare e tutelare la memoria delle nostre origini. La memoria è infatti la bussola che ci consente di capire quale direzione intendiamo dare alla nostra esistenza, con chi desideriamo accompagnarci, per quali obiettivi e finalità val davvero la pena costruire percorsi di vita che siano importanti e significativi”.

“Lo chiamavano Michele di Potenza” e “Conversazioni sulla musica lucana” (Villani Editore) – quest’ultima opera presentata pochi giorni orsono – focalizzano entrambe l’attenzione sull’immenso patrimonio musicale di cui la Basilicata – definita “Patria del Folk” - è fedele interprete e custode. Alla sua gente, operosa ed accogliente, a volte poco consapevole della sue grandi potenzialità, il compito di garantire la continuità delle tradizioni, onde passare con fierezza ed orgoglio il testimone alle nuove generazioni, mantenendo vive storia, cultura, identità.

GRAZIE DIRETTORE DE STRADIS!»