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“Esprimo il mio più vivo apprezzamento al nostro legislatore fautore del disegno di legge in materia di contrasto ai reati di violenza e discriminazione per motivi fondati sul sesso, sul genere (misoginia), sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere; strumento normativo frutto di sintesi certosina di diversi apporti partitici confluiti nel testo approvato due giorni fa in Commissione Giustizia della Camera”. È quanto afferma la consigliera regionale di parità, Ivana Pipponzi evidenziando che il disegno di legge, nel rispetto degli articoli 2, 3 e 21 della Costituzione, ha l’obiettivo di prevenire e contrastare l’insorgere di condotte discriminatorie e violente motivate dal sesso, dal genere, dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere.



“I report – afferma Pipponzi - ci consegnano dei numeri ancora agghiaccianti tanto sul fronte delle aggressioni omolesbotransfobiche che su quello della misoginia: nella risoluzione per la prevenzione e la lotta al sessismo del Consiglio d’Europa (CM/Rec(2019)1 la violenza sessista è stata giuridicamente definita come ‘qualsiasi atto, gesto, rappresentazione visiva, parole dette o scritte, pratica, comportamento basati sull’idea dell’inferiorità di una persona o di un gruppo di persone in ragione del loro sesso’. Attraverso il ddl in parola non si vulnera la libertà di pensiero né il pluralismo delle idee, bensì li si rafforza aggiungendo nuovi spazi di libertà e sicurezza: il ddl contiene, infatti, formulazioni inclusive che non mettono a rischio alcuna dimensione dell’identità. Sesso, genere, orientamento sessuale e identità di genere non definiscono soggettività o gruppi: individuano ambiti della personalità che vengono protetti da discorsi e crimini d’odio. Sono, peraltro, previste specifiche azioni positive di promozione della pari dignità sociale e dell’inclusione, nonché alla protezione e al supporto delle vittime, anche attraverso la creazione di nuove case rifugio”.

“Siamo dinanzi ad un imperdibile appuntamento con la storia - conclude la consigliera regionale di parità - si impone un radicale cambiamento culturale che consenta all’intero Paese di superare radicalmente ogni forma di discriminazione e di violenza perpetrata ai danni delle persone LGBTQI+ e delle donne, in ragione di caratteristiche legate alla personalità e all’identità, contrastando i comportamenti discriminatori e contribuendo a rimuovere gli ostacoli che limitano di diritto e di fatto la parità e l’uguaglianza”.