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di Antonella Sabia

 

 

 

 

“Mens sana in corpore sano”, si dice sin dai tempi dei latini. Fare sport fa bene a tutti, e non solo dal punto di vista salutistico, in particolar modo per gli adolescenti, è fondamentale anche per combattere tutte le forme di apatia, aggressione, e distoglierli dai vizi e tutte le tecnologie di cui oggi sembrano non poter più fare a meno. E quando questo diritto viene negato, chi dovrebbe assumersi delle responsabilità? Torniamo a parlare oggi, di una questione che, sempre su queste pagine, venne trattata dal nostro caro AstroNik, che si era interessato della palestra dell’Istituto “Da Vinci-Nitti” di Potenza, in fase di progettazione. A distanza di tre anni, sempre con la professoressa Mariolina Camardese, torniamo sull’argomento, e ci spiega che tutto è rimasto pressoché invariato. “L’Istituto Nitti non ha mai avuto una palestra, dopo l’accorpamento con il Da Vinci, edificio costruito ex novo, si parlò tanto di questa palestra, che però, non è mai stata costruita benché avessero fatto il progetto, lo avessero approvato con un costo stimato sui 900.000 €”, ci riassume la prof. Camardese. “Questo impegno spesa, ad oggi non sappiamo a quanto è ammontato perché ci sono stati una serie di ricorsi da parte di alcune ditte, con il risultato che ancora oggi questa palestra non esiste. Da quando c’è stato questo accorpamento e quindi ci siamo trasferiti in questo nuovo edificio, gli alunni non godono di una palestra, viene leso quindi il diritto degli studenti, addirittura mi chiedo se non ci possa essere anche un’interruzione di pubblico servizio, poiché si tratta di scuola pubblica, e verrebbe meno quanto riportato nel terzo comma dell’Art. 32 della Costituzione (in materia di svolgimento dell’attività sportiva e ricreativa, attraverso strumenti idonei a garantire l’esercizio libero e gratuito dell’attività)”.

Ci siamo interrogati dunque su come viene svolta l’attività fisica da parte di questi studenti, che da anni non prendono parte a Campionati Studenteschi, non imparano cosa siano la competizione e l’agonismo, ma soprattutto viene meno anche l’idea di sport come risorsa economica di una intera città.“Prima del COVID, avevamo avuto la palestra Caizzo, che riuscivamo a raggiungere grazie alla Provincia che ci aveva messo a disposizione degli autobus - ci dice la prof. “ma attenzione, Comune e Provincia fecero una convenzione poiché le scuole superiori sono sotto l’egida della Provincia, che paga una cauzione per l’utilizzo dell’impianto sportivo, quindi siamo di fronte a una prima spesa; dopodiché la Provincia si vede costretta ad impiegare ulteriori risorse, per mettere a disposizione degli studenti degli autobus che consentono loro di spostarsi dal plesso scolastico a quello sportivo. Ovviamente parliamo di soldi pubblici, ritengo quindi che ci sia uno spreco sotto tutti i punti di vista. Proprio nei giorni scorsi mi sono interfacciata con l’ingegner Spera della Provincia: pare che il Consiglio di Stato è fermo da due anni su questo contenzioso che riguarda l’approvazione del progetto della palestra e quindi la vittoria della gara d’appalto”.

Oggi però per questi studenti si sono chiuse anche le porte della Caizzo, infatti dice la professoressa che “la scuola è cominciata a metà settembre, ma a tutt’oggi siamo privi di palestra, e pascoliamo il gregge (“mi sento un pastore adesso”, dice ironicamente) al Parco Mondo, dopo aver fatto la teoria in classe, e giustamente i ragazzi di questo sono stanchi. Essendo stata anche Coordinatore regionale di scienze motorie della Basilicata, mi piacerebbe poter fare lezione nel vero senso della parola, abbinare alla pratica anche la teoria, perché ogni cosa ha una sua spiegazione nel mondo della fisica. Il corpo è un motore che risponde a tutte le leggi della dinamica e quindi della fisica”.

Chiediamo se invece ci sono altre possibilità sul territorio, dice: “Sicuramente a Potenza ci possono essere altre soluzioni, ma il problema rimane sempre il trasporto, è stato lo stesso ingegner Spera a riferirmi che una ditta aveva vinto la gara, ma a fronte di un rialzo talmente alto, la Provincia non ha potuto più sostenere tali costi, anche alla luce dell’incremento energetico. Parrebbe che con il bilancio attuale, questi soldi sono stati trovati e quindi dovrebbero tornare a garantirci il trasporto per andare nuovamente alla Caizzo, perché altre scuole di Potenza dotate di palestre (che potrebbero mettere a disposizione i loro plessi), durante i Consigli di Istituto deliberano negativamente. Accade perché le palestre delle scuole, negli orari pomeridiani, sono messe a disposizione delle società sportive che ne fanno richiesta, proprio perché non sono di proprietà della scuola, ma degli Enti”.

Una triste realtà che viene accettata passivamente, nonostante anni e anni di solleciti, richieste di impegno.

Premetto che andrò in pensione da settembre, quindi questa cosa potrebbe anche non interessarmi, ma in quanto insegnante e donna impegnata nel mondo dello sport, ritengo non sia giusto quanto accade nelle scuole, anche alla luce di quel tanto chiacchierato titolo di Città europea dello sport. Non ci si rende conto che si sta negando un diritto agli studenti: ancor di più, perché lo sport è fondamentale per evitare tanti comportamenti che oggi di frequente interessano i ragazzi, in particolare dopo questi anni di COVID”, conclude la professoressa Mariolina Camardese.