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di Walter De Stradis

 

 

 

 

Parla svelto e in una frase dice tantissime cose (e meno male che il taccuino di una volta è stato sostituito dal registratore digitale –ndr). Il quarantacinquenne sindaco di Lauria (in attesa delle imminenti, nuove elezioni) si vede che è un animale politico: Angelo Lamboglia è un ingegnere aereonautico, ma non fa voli pindarici. Non si sottrae alle domande sul vero o presunto “feudo pittelliano” di Lauria, ma anzi ne fa un “centro di gravità” della discussione, sperando (per citare ancora Battiato) che a Bardi “faccia cambiare idea” sul come ci si rapporta con certi territori lucani.

d: Come giustifica la sua esistenza?

r: Con la fortuna di essere venuto al mondo. Sono figlio di una delle tante famiglie laboriose della Basilicata, mio madre era casalinga e mio padre un operaio. Ho potuto studiare e oggi sono ingegnere aeronautico, ma ho sempre coltivato la passione politica, con un mio personale percorso: la sinistra giovanile, gli incontri con i presidenti Lacorazza, Speranza e le feste a Metaponto; i primi ruoli nella sezione Ds; l’abbandono del Pd e la candidatura con IdV; il “ritorno” nel centrosinistra; la candidatura alle regionali con “Realtà Italia” e Pittella Presidente; l’elezione a sindaco di Lauria. Fra una quindicina di giorni si apre la campagna elettorale per le elezioni comunali d’autunno. Sarà un’estate “caldissima”.

d: Si ricandida?

r: A Lauria c’è la politica e non si può parlare da “uomo solo al comando”. Dal canto mio, ho dato piena disponibilità, mi aspetto una valutazione politica su quanto posto in essere, ma penso di avere le carte in regola.

d: Ergo, come sindaco si promuove.

r: Con la sufficienza. Degli obiettivi li abbiamo certo raggiunti: viabilità, programmazione, riorganizzazione (dodici assunzioni e altri concorsi in itinere), finanziamenti messi in campo, sgravio (forse un unicum in Italia) delle unità non domestiche al 100%, sgravio (quota variabile) delle unità domestiche… In questi giudizi deve vincere la politica.

d: Lei dice: “A Lauria C’E’ la politica”. Qualcun altro, magari da Potenza, direbbe: a Lauria “CI SONO i Pittella”. O magari non è più così?

r: Sicuramente chi prende i voti in un posto, diventa un’icona di quel posto stesso; ma d’altronde, lo stesso accade nel Melfese, in Val D’Agri, a Potenza…

d: A Francavilla…

r: Ovunque. Sta di fatto, però, che poi i NUOVI amministratori hanno tutto da dimostrare. Dal canto mio, tutto si può dire, tranne che i Laurioti non mi hanno votato: ho preso mille voti alle provinciali, tremila alle comunali (con una lista indipendente), mi sono candidato e sono stato eletto sindaco (col Pd) con circa mille voti di lista, alle regionali ho preso milleseicento voti soltanto a Lauria…Che ti piaccia o meno, con le realtà che vengono votate bisogna confrontarsi, è lì che nasce la dialettica politica.

d: Ma conviene –come sostengono alcuni- che Bardi e soci hanno vinto perchè in primis HA PERSO il centrosinistra, anche a causa di una certa ostinatezza politica di Pittella, a seguito delle ben note vicende?

r: Non parlerei tanto di ostinatezza dei singoli, come causa della debacle, quanto della litigiosità del centrosinistra. E’ necessario recuperare la capacità di ascolto nei confronti della gente. Con le “antipatie” di parte, non si va molto lontano. Un sindaco –ad esempio- dice sempre bene di se stesso, ma in realtà dovrebbe avere qualcuno, al di sopra di ogni appartenenza, che possa “sondare” il terreno per conto suo e che gli dica qual è l’umore generale. Altrimenti ci convinciamo di cose che non esistono.

d: “Un sindaco dice sempre bene di se stesso”: mi dica una cosa negativa che la riguarda.

r: Essere affezionato al lavoro…

d: Ma questa è un cosa positiva.

r: No, perché spesso ti trovi a svolgere il compito di altri (magari per tappare un buco), e poi per questo motivo paghi per il LORO operato e ricevi anche le LORO critiche, perché “non fai partecipare”.

d: Forse le tiro una palla lenta, ma –da cittadino e da amministratore- trova che il nuovo corso regionale questa “capacità di ascolto nei confronti della gente” l’abbia poi effettivamente dimostrata?

r: Loro hanno vinto sull’aspettativa di un ricambio, e perché noi non abbiamo ascoltato e non abbiamo messo in campo il meglio. Oggi il centrodestra ha vinto, ma non se n’è reso conto. In primis loro fanno un errore di partigianeria, condannando aspramente tutto ciò che viene “da prima”; in secundis, etichettando i territori “per colore” politico. Le istituzioni non hanno colore politico. Facciamo l’esempio del Covid: abbiamo scritto alla Regione trentamila volte…guardi, siamo stati uno dei paesi più colpiti e ce la siamo cavata, ma non si può NON ricevere manco una telefonata, quando invece ci ha chiamato la Prefettura, il Direttore Generale dell’Asp…. Insomma, è un ruolo istituzionale quello di stare vicino.

d: Lei parla di Bardi?

r: Della Regione, dell’assessore, del Presidente…capsico che non si può stare con tutti e 131 i comuni, ma almeno i casi più particolari hanno bisogno di un’interfaccia regionale, no? Chi si poteva muovere sul territorio, era l’Unità di Crisi regionale…

d: Eppure l’assessore alla sanità, Leone, è stato sindaco pure lui.

r: Eh, non so cos’è successo. Lui, o meglio loro, dicono che era un periodo troppo delicato…però, io ho vissuto anche il noto e grave incidente al Palazzetto dello sport (c‘è stata purtroppo la perdita di una vita umana), ma a parte il Prefetto non si è presentato nessuno. Le comunità hanno bisogno di segnali. In quel caso abbiamo ricevuto un semplice messaggio, ma serviva la presenza. Ripeto, le comunità non hanno colore. Posso capire che noi di Lauria paghiamo “lo scotto” di aver avuto un Presidente della Regione…

d: Pittella…

r: …che tra l’altro è ancora un consigliere regionale, ma questo non può essere un elemento per isolare i territori. La battaglia politica si fa pure, ma le istituzioni sono istituzioni…

d: Il vice sindaco di Potenza, Vigilante, in occasione dell’inaugurazione di oggi (giovedì –ndr) della Piazza dei Comuni, rivolgendosi a Bardi ha detto: «Se vuole essere ancora Generale, questi sono i suoi soldati…». Si riferiva a voi sindaci lì presenti. Condivide?

r: Io apporterei una correzione: la democrazia non prevede in politica un ordine militare o le caserme. Ognuno deve essere rispettoso dell’altro, in virtù dei vari ruoli.

d: Non si sente dunque un soldato di Bardi?

r: Né di Bardi, né di Pittella, né dei consiglieri regionali, né di nessun altro. Mi sento un sindaco eletto democraticamente e noi sindaci –seppur fra i meno indennizzati, perché qualcuno ritiene che debba essere così- siamo quotidianamente faccia a faccia con i cittadini. Dentro e fuori dal municipio, i cittadini vogliono risposte da NOI. Per esempio, si è perso un sacco di tempo sul dissesto, con responsabilità anche del precedente governo regionale certo, ma c’è voluto un anno per la nomina di un commissario! E i cittadini vogliono notizie da noi sindaci.

d: Se potesse prendere Bardi sottobraccio, cosa gli direbbe?

r: Di essere presente, di sfruttare i canali istituzionali, attraverso Anci e i rappresentanti territoriali, e di mettere in atto una discussione sul Pnrr, un asset fondamentale. Insomma: dobbiamo svilupparle le trasversali? Il famoso “corridoio” che da Foggia si congiungeva a Potenza, arrivava a Lauria per poi giungere sulla Salerno-Reggio Calabria? Dobbiamo sviluppare la Murgia-Pollino? Qual è l’idea che si ha del turismo e delle aree interne, per mettere in connessione i parchi o l’area Sud? Quei soldi per il piano regionale dei trasporti perché non sono stati effettivamente reinvestiti? Abbiamo scritto più volte a Fanelli: la gestione comprensoriale della ciclovia è FONDAMENTALE! Va consegnata e va individuato un gestore, perché un fiore all’occhiello. Il processo dei contratti di sviluppo per le aree industriali, le Zes: quando parte l’infrastrutturazione legata anche a quello che deve fare il Ministero? Lauria –ma non solo- ha necessità di investire in tal senso e di capire che prospettive ci sono.

d: Lei ha posto una serie di interrogativi. Adesso chiedo io a lei: QUANDO viene Mancini a Lauria? (com’è noto, l’allenatore della nazionale lo aveva promesso a un lauriota, in caso di vittoria degli Europei - ndr)

r: Mancini e soci in questi giorni, ovviamente, non rispondo più a nessuno perché immagino siano tempestati. Noi gli abbiamo inviato una nota ufficiale a abbiamo parlato col “gancio” che ci consentì di avere Mancini come testimonial alla nostra Festa dello sport del 2019. Io l’ho invitato per settembre…

d: In piena campagna elettorale sarebbe il massimo.

r: Non credo, diciamocelo, perché è facile fare polemica su ogni cosa. Ma vista la visibilità che ci ha data, mi auguro vivamente che accolga il nostro invito.

d: Giocatori e allenatori sono molto scaramantici, quindi vedo buone probabilità…

r: E tra non molto c’è anche il Mondiale.

d: La canzone che la rappresenta?

r: “La Leva calcistica del ’66”, di De Gregori.

d: Il film?

r: “Basilicata Coast to Coast”, di Rocco Papaleo, perché rappresenta i miei territori e una certa idea della ruralità e del concetto di sostenibilità come risorsa.

d: Il libro?

r: “Ragazzi di vita” di Pasolini. Ci vedo i sacrifici delle nostre famiglie, che hanno portato a quel lento uscire fuori da situazioni precarie, consentendoci un’istruzione e una carriera.

d: Mettiamo che fra cent’anni scoprono una targa suo a nome al comune di Lauria: cosa le piacerebbe ci fosse scritto?

r: «Grazie per l’impegno profuso».