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È fondato il sospetto che Salvini consideri la Basilicata un cavallo di Troia?

La rivolta dei Portatori di voti ha bloccato la nomina degli esterni: un’ipotesi che aveva segnalato un disegno; un progetto: la vera posta in gioco. Non è infatti questo “quartiere di Napoli”, quest’“osso” conosciuto a Nord non tanto per la definizione di Manlio Rossi Doria, ma per il best seller di Carlo Levi! Il vero obiettivo era (è?) l’Europa, dove si gioca la “sfida della vita” per i Sovranisti continentali. In armonia con Orban, nella speranza che i Popolari lo riaccolgano e gli eredi Cdu della Merkel accettino, nell’alleanza UE, Salvini candidato a capo della Commissione. Un obiettivo di spessore storico, che ben valeva due “assessoratini”! E però, si poteva mai pretendere che, tuffatisi i portatori di voti a capofitto nell’onda utile, accettassero, comprensivi, di sacrificarsi per una strategia che scaturisce dalla riflessione e dalla lungimiranza di un monarca? Che gli assetati, i nuovi “ricchi”, quella che sarà la ciurma del Generale, non si ribellassero? Del resto, a giochi fatti, potrebbe esser bastato far circolare la notizia di quegli Esterni per lanciare il giusto segnale. E in ben due direzioni: verso il Governatore, cui potrebbe risultare molto utile un qualche sotterraneo aiuto dei più esperti; e verso gli ex socialisti lucani già in UE, da cui possibilmente .. .ereditare le filiere elettorali. Forse questo il vero fine per cui (oltre il petrolio che accredita presso Eni, Total etc) Salvini è sceso in Basilicata? Difficile infatti abbia sottovalutato che, non soltanto la volta scorsa, un Candidato lucano ottenne 247.000 voti (nientemeno!); che quel Lucano si é dichiarato ormai fuori dalla mischia e che, sempre Lui (salve inesattezze) aveva mostrato- occasionalmente? - una qualche vicinanza all’ex leghista Tosi e trionfato, pare come primo eletto, in non pochi piccoli comuni calabresi. Di qui, dunque, immaginabile che Salvini si sia posta la domanda circa la sorte e la provenienza di quella montagna di voti, incredibile per chiunque li abbia sempre contati uno alla volta; e che soltanto un Emilio Colombo, pur partendo da una dimensione locale irrisoria, aveva superato con il sostegno di tutta la DC in auge! Di più, proseguendo nel ragionamento, se quei voti erano arrivati dal PD come Organizzazione, perché proprio a Gianni e non ad altre importanti Personalità? Possibile che gli ex Pci, anzitutto Napolitano a suo tempo, avessero minore base di un ex-Psi? Da questi interrogativi avrà dunque arguito Salvini che quei voti, più che del PD, fossero personali: frutto di un lavoro di attenzioni capillari, già informatizzato quando i 5Stelle ancora non erano nati. E dunque, ha egli continuato a ragionare, se tali fossero stati e se ora gli amici che li avevano procurati rimanessero disorientati, perché non tentare di agganciarli? Insomma, anche la Basilicata “val bene una Messa”; come il resto del Sud: ma se per una finalità di molto più ambiziosa! Anche se, circa la sua conquista, negli ambienti “storici” della Lega si colgono dal Mattino del 6/5, preoccupazioni non lievi (“si sta imbarcando chiunque... senza che ci possa essere un controllo… Ha spesso spiegato ai suoi che il Mezzogiorno, …serbatoio di voti, è indispensabile…per arrivare a Palazzo Chigi” e oltre! Sicché, insediatosi su questo sfondo il nuovo Consiglio regionale, mentre fantastichiamo per dare un po’ d’importanza a questo povero “osso” dell’Appennino, sempre più scarno jellato e spopolato; e mentre Salvini offre prebende attingendo un po’ dappertutto per i suoi disegni, il Governatore Generale alza al vento le vele della sua nave: alla quale non possiamo non augurare una navigazione che sia proficua per questa Terra!