castelloCARTONE

Un castello di polemiche. E’ lo strascico lasciato dalla festa “Meno uno” svoltasi a Matera qualche giorno fa per celebrare la ricorrenza ad un anno dal 2019, quando la città dei Sassi sarà Capitale Europea della Cultura.

Ad aprire le danze è stato un critico di professione: Vittorio Sgarbi che era a Matera durante la cerimonia di costruzione e distruzione (dopo un giorno) dell’opera in cartone dell’artista Oliver Grossetete. Con un post sul suo profi lo uffi ciale, pubblicato il giorno dopo l’evento, Vittorio Sgarbi ha criticato pesantemente la grande festa del “meno uno” svoltasi in piazza Vittorio Veneto. Sgarbi scrive su Facebook: “Come sperperare il denaro pubblico. Per “festeggiare” l’avvicinarsi del 2019, quando Matera sarà “Capitale europea della cultura”, hanno dato incarico a un “artiscuncolo” francese, tale Olivier Grossetête, di costruire un castello di cartone perché poi la gente potesse buttarlo giù. Costo dell’operazione e di tutto il corollario di preparativi: 200 mila euro”. In assenza di informazioni uffi ciali sul costo dell’evento sui social, per giorni, si è assistito al balletto delle cifre su quanto sia costato effettivamente l’evento. Solo dopo diversi giorni la Fondazione Matera Basilicata 2019 ha rotto il silenzio rendendo noto l’effettivo costo dell’operazione pari a 102mila euro. Che non sono comunque pochi. A criticare l’evento anche il senatore materano Tito Di Maggio: “Ha ragione Vittorio Sgarbi quando invita a venire a Matera per Matera; i quattro eventi tematici per il 2019 si muovono tra il provinciale e il “famo qualcosa così tanto per”....! Nella testa del Direttore Verri si è ingenerata la certezza che il merito di Matera Capitale Europea della Cultura sia dovuto per il 90% al progetto e per il 10% alla città: io credo esattamente il contrario. Così come continuo a credere che Matera 2019 sia l’archetipo delle occasioni perdute; gli eventi restano eventi per loro stessa natura e, come tali, passano; lasciando, talvolta, non sempre, qualcosa di non fruibile, come il ricordo per esempio. Temo che neppure questo sia il nostro caso, proprio per la ‘provincialita’ e la pochezza dei progetti preparati. Abbiamo l’arroganza e la tracotanza della stupidità; e non vogliamo sentire ragione. I suggerimenti sono visti come tentativi di sabotaggio, le esperienze altrui???, cazzate: noi saremo molto più bravi. Io penso a Matera 2020, a rifl ettori spenti, quando l’eventifi - cio sarà fi nito. E mi rimane la certezza che il giapponese o il cinese o il turista di qualsiasi altra parte del mondo verrà a Matera per Matera! Abbiamo avuto la nostra occasione. A Genova i turisti ci tornano perché i lavori della Capitale Europea hanno lasciato uno dei più grandi Acquari del Mondo, cioè si è lasciato un motivo, una ragione per essere scelti....noi avremmo potuto realizzare il Museo Demoetnoantropologico, con la Storia dell’uomo da 10.000 anni fa ad oggi e, invece, ci siamo fatti abbindolare dai De Ruggeri, Verri, Pittella e compagnia cantando. Dispiace”. Di Maggio apre il tema spinoso dell’assenza di infrastrutture fisiche per Matera 2019. Ad oggi non è stato fatto nulla e Matera è ancora senza un teatro ed il progetto della cava del sole è ancora senza un bando. Lo studioso materano Giovanni Caserta esprime alcune rifl essioni dopo la festa del “Meno Uno” della Fondazione Matera-Basilicata 2019 parlando di Matera come “una città di cartone”. “Che cosa abbia prodotto – afferma Caserta- questa ulteriore performance ideata da menti illuminate, venute da lontano, non so. Abbiamo sentito che avrebbe dato qualche ora di gioia ai materani, che, di fatto – abbiamo visto - hanno ballato in piazza, come a Rio de Janeiro e Cacao Meravigliao. E vada. Il carnevale, a Matera, dura ormai da tre anni e più. Ed è un carnevale costoso. Sulla scia del borbonismo tradizionale, siamo a festa, farina e forca (cioè alti prezzi, multe e tariffe in progressione, spese pazze, salotti pubblici “sempre più buoni” con fi tti privati “sempre più alti”, periferie sempre più abbandonate, caffè a Matera a 1 euro, ad Altamura a 80 centesimi…). Come se ciò non bastasse, ora ci si mette pure la Giunta comunale, con un carnevale in una città che non ha carnevale nella sua storia, tranne la donna che si veste da uomo e l’uomo che si veste da donna. Che si vuole di più? Inconsapevolmente, scherzi freudiani, con la costruzione in cartone, i suoi ideatori hanno prefi gurato la città che ci lasceranno: una città di cartone. Nessuno, infatti, sa dire che cosa di materiale e concreto, in termini di strutture e infrastrutture, il 2019, in questi tre anni, ha prodotto. Si canta e balla. Matera s’amuse. Intanto sussiste il cimitero della Valbasento, langue la Ferrosud, emigrano i giovani e non giovani». Spendere i soldi in infrastrutture è al momento una delle priorità che la gente chiede
alla Fondazione Matera 2019. Richiesta quanto mai legittima per fare in modo che tutto questo non resti un “eventificio”.

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