- Redazione
- Sabato, 19 Settembre 2026 07:42
Cari Contro-Lettori,
che la Basilicata sia terra
d’ingiustizie se n’è accorto anche
il mio cane. Partecipò a un
concorso di bellezza, insieme a
molti altri colleghi quadrupedi, ma
a vincere fu -casualmente, ovvio- il
cagnolino dell’assessore.
Prendiamo la questione Petrolio,
amici sportivi.
Roma ci regala il Decreto Legge n. 157: la
democrazia ad estrazione rapida. La formula
è chiarissima: o diciamo di sì all’ennesimo
pozzo col sorriso sulle labbra, o ci mandano
un bel Commissario governativo che dirà di
sì al posto nostro.
Noi, che di petrolio ne abbiamo tanto da
poterci accendere le sigarette direttamente
dal rubinetto di Viggiano, siamo riusciti nel
miracolo tutto lucano di essere i più ricchi
del sottosuolo e i più poveri del distributore.
E la nostra classe politica reagisce con
il consueto piglio da leonessa: scatta la
foto ricordo col ministro Pichetto Fratin
e intona una celebre aria napoletana da
rassegnazione.
L’opposizione, come rileva l’opinionista
Petrone, evoca i fantasmi gloriosi della
Scanzano che fu, ma pare non avere nemmeno
più i numeri di telefono della gente per
riempire una piazza.
Nel capoluogo, intanto, la situazione
raggiunge vette di puro surrealismo. Per
riaprire la storica scala mobile “Prima”,
chiusa da mesi, servono oltre sei milioni di
euro che la Regione continua a promettere
col classico «Sì, faremo, faremo...». E’
la versione, perlomeno, dell’assessore
comunale Costanza, intervistata a pranzo. Il
“faremo” regionale sarebbe diventato ormai
una forma verbale a sé. Un altro primato.
Il ragionier Fusco, su queste pagine, una
volta parlò di una Città, e in fin dei conti di
una regione, delle “tre P”: Puniti, Prima
nomina e Pensionati. E’ proprio il caso di
aggiungerne altre tre: Petrolio, Politica e
Poltrone. E vai col tango.
Ce n’è a sufficienza, insomma, per far
indispettire persino i cani. Il mio è già a buon
punto.
Buona lettura.
Walter De Stradis







