- Redazione
- Sabato, 25 Luglio 2026 07:28

vignetta di King Buffino
Cari Contro-Lettori,
come ormai saprete, è uscita un’edizione di Topolino tradotta in dialetto potentino. Una bella iniziativa. Divertente, intelligente, identitaria. E siccome a noi piace ripeterci (non è che abbiamo tutta questa fantasia), come già in occasione della pubblicazione dei fumetti Disney ambientati in regione, torniamo a domandarci: se anche gli altri grandi personaggi delle “nuvole parlanti” arrivassero in Basilicata, cosa direbbero?
Diabolik, probabilmente, imprecherebbe, in lucano, lamentando che qualcuno sembra aver già organizzato il “colpo” da molti anni. Davanti a una regione che produce energia per mezzo Paese, ma continua a pagare carburanti e bollette da record, il ladro acrobata in calzamaglia delle sorelle Giussani scuoterebbe la testa e si girerebbe “di cuozzo” per andarsene. Alla svelta. E porca Eva.
Poi arriverebbe Tex Willer. Abituato alle praterie del Far West, penserebbe di essere finalmente a casa. Pozzi petroliferi, royalties, concessioni, interessi giganteschi. Scambierebbe le pale eoliche per i mulini a vento del New Mexico. Solo che, invece dei bisonti, troverebbe paesi vuoti. E capirebbe presto che il vero deserto non è quello scavato dal vento, ma quello lasciato dallo spopolamento. Qui il petrolio esce dal sottosuolo. I giovani, invece, dalla regione. Ed entrambi vanno fuori. Al galoppo.
Dylan Dog, cacciatore di mostri, o meglio, indagatore dell’incubo, creato da Tiziano Sclavi, avrebbe vita facile. Gli basterebbe fare un giro tra ospedali che arrancano, liste d’attesa infinite, trasporti impossibili, paesi e centri storici (come quello del Capoluogo) che perdono scuole, negozi e servizi. Alla fine del caso potrebbe tranquillamente archiviare il fascicolo con l’etichetta: “L’orrore/errore è amministrativo”. E i suoi amati morti viventi? Ah ahi, il maestro George Romero ce lo mostrò a suo tempo sul grande schermo: sono quelli che assaltano e affollano i supermercati e i centri commerciali. Non vi dice niente? Peccato.
Poi toccherebbe ad Alan Ford. Perché il Gruppo TNT vive di uffici improbabili, mezzi scassati, organizzazioni che funzionano per miracolo, pratiche infinite e personaggi convinti di dirigere il mondo -magari perchè “spinti” da qualche solito noto -senza riuscire a trovare nemmeno la porta d’uscita. In Basilicata il personaggio di Max Bunker potrebbe persino aprire una succursale.
Chiuderebbe il sipario il celeberrimo mago con baffetti e cilindro ideato da Lee Falk che –impossibilitato a fare magie per risolvere certi nostri problemi atavici- si tirerebbe il mantello sul volto, borbottando: “E che so’, Mandrake?”. Buona lettura.
Walter De Stradis







