- Redazione
- Sabato, 07 Febbraio 2026 07:16
di Walter De Stradis
Il quarantaduenne potentino Alfonso Nardella, segretario cittadino della Lega, è consigliere comunale da un anno esatto. E’ subentrato a Gianmarco Blasi, chiamato a ricoprire un incarico di governo regionale.
Arrivato al ristorante, si scusa per l’abbigliamento “non adatto”, a suo dire, per un’intervista (la sua prima in assoluto). Lo abbiamo preso tra un turno e l’altro. Lavora in una azienda con stabilimento a Tito ed è sindacalista nel settore metalmeccanico. Il che renderebbe ancora più plastico ciò che molti esperti da tempo sostengono: il “popolo” ormai lo trovi a destra.
d - Per chi leggerà, oggi è martedì 3 febbraio. La notizia del giorno è che Vannacci è ufficialmente fuori dalla Lega. Una perdita o no per il suo partito?
r - Sicuramente una perdita. Una persona che ha preso mezzo milione di voti si tiene in casa.
d - Proprio il 3 febbraio dell’anno scorso, invece, lei entrava in consiglio comunale al posto di Gianmarco Blasi. Lei si era già candidato una volta, senza essere eletto. Il Consiglio è come se l’aspettava?
r - Per come me l’aspettavo …è peggio. Finita la campagna elettorale, mi aspettavo un lavoro costante da parte di tutti. L’opposizione deve fare l’opposizione, è vero, però mi aspettavo un maggior coinvolgimento su alcuni processi. E ho scoperto che questa cosa non c’è, ma neanche nella stessa maggioranza! Quindi, vedere ogni volta queste decisioni calate dall’alto...
d - Quindi lei si aspettava un maggior coinvolgimento da parte della maggioranza?
r - Su scelte fondamentali. Cioè scelte per la città, che secondo me non hanno colore politico. E’ giusto sedersi a un tavolo e trovare una strada tutti insieme. Poi, certo, la maggioranza è la maggioranza, siamo d’accordo.
d - Però lei dice che anche nella maggioranza...
r - Anche nella stessa maggioranza, purtroppo, vedo questo mancato coinvolgimento.
d - Decide il sindaco e via?
r - Decide sempre il sindaco con la giunta, sì. Poco coinvolgimento.
d - E su che cosa avrebbe particolarmente gradito essere consultato anche lei?
r - Magari anche su questa tematica del senso unico, sedendoci a tavolino, anche con le parti sociali, con i cittadini, facendo un tavolo con i trasporti urbani, per vedere le varie problematiche. Mentre così, dalla sera alla mattina, abbiamo trovato dei sensi unici.
d - Sperimentali.
r - Così ha detto l’assessore. Però io vedo delle strisce blu già fatte. I parcheggi. Magari chi ci ha il garage a Via Garibaldi ora ha dovuto pagare il passo carrabile. Quindi poi vedremo se è sperimentale.
d - Ma è solo una questione di metodo?
r - Ma anche di sostanza. Però io non voglio giudicare se il senso unico andrà bene o non andrà bene, a livello di fluidità di traffico. Questo ce lo diranno i famosi 120 giorni di prova. Io punto l’attenzione su due o tre tematiche fondamentali. La prima è quella della sicurezza. … immaginiamo Corso Caribaldi, con i due parcheggi ambo i lati, una corsia centrale, traffico: se deve passare un’ambulanza, la vedo proprio critica! L’altro tema potrebbe essere quello dei Vigili del Fuoco: se c’è un’ autoscala dei pompieri -lunga un 10/12 metri- a Via Mazzini, penso che diventi difficile la svolta su Montereale. Quindi, proprio le vie di fuga per i soccorsi non sono state considerate. Un altro tema importante è quello dei trasporti. Non puoi chiudere Corso Caribaldi e togliere delle linee, mi viene in mente la 5A, che ha lasciato a piedi centinaia di ragazzi per andare a scuola. Avevano pagato anche l’abbonamento il mese prima. Dài! La cosa andava coordinata meglio. L’ultimo punto che vorrei focalizzare è, a mio avviso, la spocchia amministrativa dell’assessore. Perché mi sembra che quando viene preso in causa da qualche cittadino che gli fa notare qualcosa, lui a sua volta si arroga il diritto di rispondere anche con toni alti. E non lo dovrebbe fare. Perché, come dicevo prima, un assessore è di una parte politica, ma una volta eletto è l’assessore di tutta la città.
d - Poi c’è la questione, molto discussa, della chiusura della scala mobile “Prima”, giunta a “fine vita”. Si devono fare dei lavori, occorrono dei soldi. La giunta Telesca era riuscita a ottenere un anno di proroga, però c’è stato questo rimpallo delle responsabilità. Il Comune dice di aver inoltrato –inutilmente- le richieste finanziarie alla Regione. Dalla Regione -ma anche qualche sindacato e voi dell’opposizione- rispondono che la responsabilità dell’impianto ricade sull’amministrazione locale e che un eventuale intervento regionale sarebbe un “extra”, non la regola….
r - Assolutamente sì, questo è l’iter. A parere mio, penso che questa amministrazione abbia sbagliato qualcosa. E’vero che ha fatto una richiesta alla Regione, ma è stata accolta, eh! E la stessa Regione ha mandato un cambio della scheda al MISE, che quindi deve essere modificata.
d - Ma questo è avvenuto poco tempo fa.
r - No, è avvenuto già un annetto fa, l’OK del MISE è arrivato pochi giorni fa. Perciò, io dico: tu Comune, nel momento in cui hai già una richiesta e quindi sai che verrà finanziata… è solo una questione di tempo. Quindi magari potevi fare una variazione di bilancio e impostare dei soldi sulla scala mobile, sapendo che poi sarebbero rientrati attraverso la Regione. Ricordo una conferenza stampa del sindaco -se non erro dei primi di gennaio- in cui lui -in pompa magna- diceva che aveva messo 3.600.000 euro sugli asfalti nelle contrade. Giustissimo, le contrade hanno diritto alla stessa viabilità, però fare gli asfalti adesso o farli a dicembre… e invece utilizzare quei soldi per riaprire la scale mobile…insomma, io personalmente la vedo più come una scelta politica di creare un disagio, per poi dare le colpe alla Regione.
d - Però in ogni caso parliamo di una coperta troppo corta, se la tiri di sopra, ti scopri di sotto.
r - Sicuramente è una coperta corta, lo sappiamo da quarant’anni. Io infatti le colpe le faccio risalire proprio a quando sono state aperte le scale mobili. Perché se tu apri una struttura che ha già un “fine vita”, cioè una data di scadenza, probabilmente un qualche fondo annuale lo dovevi prevedere.
d - Tuttavia, sulle cose positive che si stanno facendo (penso al bocciodromo di Santa Maria) voi dell’opposizione dite che sono progetti della vecchia amministrazione (che vi vedeva al governo); mentre sulle cose negative, la precedente amministrazione non ha mai responsabilità. Come mai?
r - No, non è questione di cose negative, le amministrazioni parlano per atti. Quindi il primo atto che è stato mandato alla Regione per la scala mobile è proprio a firma di Guarente. Quindi già nel 2022 il sindaco Guarente chiese alla Regione di attenzionare questa situazione. Poi, l’iter amministrativo dello Stato è stato lungo, non ci piove, però è stato fatto. Loro, la maggioranza attuale, si prendono i meriti, ma certe cose sono progetti della vecchia amministrazione: Ponte Musmeci, Coni, Torraca… è un dato di fatto.
d - Lei cosa farebbe, immediatamente, per Potenza?
r - Penso che sia arrivato il momento di fare uno studio pianificato sul turismo, perché non possiamo vivere di soli servizi. In questo do ragione al Sindaco, ma come diceva anche Guarente, noi siamo una città che offre servizi a tutta la provincia; pertanto la Regione dovrebbe dare un contributo annuale, una cosa cadenzata e giusta. In ogni caso, però, dobbiamo iniziare ad invertire la rotta e creare anche noi qualche attrattore per la città. Magari inventarci qualche cosa sul concetto di “Capoluogo più alto d’Italia”, magari prevedere dei fondi per affidare il rilancio del centro storico a uno studio di marketing, qualcosa del genere.
d - Rigiro la domanda: lei ha un amico di Milano e lo porta a Potenza, che cosa gli fa vedere per primo?
r - I musei, le chiese, il Ponte Musmeci… ma di offerte, in realtà, non ce ne sono tantissime, dato che in 40 anni non si è mai deciso di puntare sul turismo.
d - Musei e chiese…non è poco.
r - Sì, certo. Potenza è una città bellissima, io la amo la mia città, però ci vuole qualche attrattore in più per richiamare i turisti.
d - Dal braccialetto che indossa vedo che è tifoso del Potenza. I successi della squadra potrebbero aiutare in questo discorso? Macchia, che è di diverso orientamento politico, sta facendo un buon lavoro?
r - Siamo contentissimi, abbiamo raggiunto un traguardo storico, la finale di Coppa Italia, mai fatta in città. Magari un passaggio in una Serie B inizierebbe a portare tutta la gente dalla provincia a vedere la partita; ma al di là del presidente attuale (perché c’è un motto nella curva, “cambiano i presidenti, i giocatori, ma il Potenza resterà sempre qui”), potrebbe essere un bello slancio per la città.
d - Cambiando completamente registro, l’altro argomento del giorno è ancora quello dei mini-vitalizi, le cosiddette indennità differite deliberate in Consiglio regionale. Una telenovela lunghissima, con modifiche e marce indietro solo annunciate, proposte di referendum ed ex consiglieri che hanno già inoltrato domanda per beneficiarne.
r - Io ho un’idea, ho un’idea chiara, e lo dico fuori dai denti, senza nessun tipo di problema. Io mi occupo anche di sindacato. Allora, diciamo che il principio è: chi lavora deve avere anche la retribuzione contributiva. E’ giustissimo, ma questo vitalizio, in questo modo, non andava fatto. Quindi io non sono per cambiare la norma, sono per abrogarla del tutto.
d - Che cosa c’è di veramente sbagliato?
r - E’ sbagliata soprattutto se è vero che ci sarebbe la possibilità di attingere –come abbiamo letto sui giornali (io non ho guardato le carte)- a un qualche fondo sociale. Ma a prescindere da dove verranno presi questi soldi, secondo me la legge andrebbe abrogata.
d - Qual è in questo momento un gesto veramente importante, che la politica dovrebbe fare nei confronti del cittadino?
r - Bisognerebbe puntare molto sul lavoro. Perché Potenza sta... Potenza e tutta la regione stanno morendo. Essendo sindacalista dirigente per la Confsal Fismic, ogni giorno assisto a dei tavoli di trattativa, che riguardano chiusure. Pensi alle difficoltà della Smart Paper, per dirne una recente, però è un tavolo di trattativa continuo, in Regione, quindi penso che sia arrivato il momento di fare qualche politica seria per il lavoro.
d - Però voi siete minoranza al Comune, ma maggioranza in Regione.
r - Sì.
d - I sindaci, perlomeno quelli intervistati da noi, lamentano l’assenza di Bardi. Pare che con gli assessori, invece, ci sia un maggior dialogo.
r - Sul discorso di Bardi non le so dire, perché non tratto le dinamiche regionali. Però per quanto riguarda il settore Lega, io vedo un Pasquale Pepe sempre sul territorio. Vedo un Francesco Fanelli e un Domenico Tataranno sempre sul territorio. Parlare degli altri partiti non è corretto, né ho le competenze, perché non sto lì dentro. Io quello che vedo, ripeto, sono quelle tre persone che stanno sempre sul territorio ed è questo che la politica ha bisogno di fare con i cittadini.
d - Lei è un consigliere che gira?
r - Io sono un consigliere che gira, sì.
d - E cosa le chiedono più spesso i cittadini?
r - Dalla piccola sciocchezza del marciapiede, al tombino dissestato. Non sono grandi le richieste. Potenza non ha bisogno di grandi strutture, ha bisogno di piccoli interventi, ma mirati.
d - Se potesse indicare una canzone utile a “titolare” il momento attuale della città, quale sarebbe?
r - “Che fantastica storia è la vita” (sorride)
d - Presumo “fantastica” tra virgolette.
r - Tra virgolette, sì. (sorride)








