- Redazione
- Sabato, 01 Novembre 2025 07:47
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di Walter De Stradis
«Grazie, per questo invito. Anche perché oggi trovare una persona che ti offre da mangiare è fantastico. Merce rara, mangerò la pasta col pane».
Per Carmine Davide Pace, trentaquattro anni, è la prima intervista in assoluto. Ma all’esponente di Europa Verde (che ha esordito in consiglio comunale eletto a sostegno del sindaco Telesca con “Insieme per Potenza”), evidentemente la presenza di spirito non manca.
d - Lei è stato eletto in consiglio comunale con “Insieme per Potenza”, però poi è transitato in “Europa Verde”. I motivi di questa “transumanza”?
r - (Sorride) Io riesco ad approdare in consiglio comunale grazie a un’idea, un’intuizione di Gaetano Fierro, che ovviamente ringrazio moltissimo per tutto quello che ha fatto per me. Tuttavia, una volta entrato, è cresciuta in me quell’esigenza di avere interlocuzioni anche con Roma, nell’interesse della città. Quindi, Fierro doveva accettare questo mia voglia, come buon figlio, di camminare con le mie gambe e cominciare a fare altre esperienze.
d - E si è arrabbiato, Tanino?
r - Tantissimo. Mi ha detto: “Sei uno s…”. Non gli do tutti torti, e lo ringrazierò sempre, ma ciò che ti può dare la struttura di un partito, non te lo può dare una realtà civica.
d - Una cosa che mi ha incuriosito del suo curriculum è che lei ha tutte le patenti, praticamente dalla A alla Z.
r - Sì, A, B, C, D, BE, CE, DE. Vede, io nasco da nonno contadino e papà imprenditore, in campagna, con la natura, sulle colline di Tito, Frascheto. Quindi da bambino ho imparto tutto quello che è la campagna, le mucche, le galline. Dopodiché, già dai 14 anni ho cominciato a bazzicare in azienda (edilizia, ristrutturazione, condotti, adotti, manutenzioni). E ho dovuto prendere tutte queste patenti (la D l’ho presa perché andavamo a fare le mangiate con gli operai!).
d - A parte il suo impiego in Acquedotto Lucano, leggo sempre nel suo curriculum che lei è esperto di questioni idrauliche e idriche. Colgo l’occasione per rivolgerle un quesito che i potentini si pongono da anni: come mai, quando piove, Potenza si allaga in quella maniera indecente?
r - Facciamo prima una piccola precisazione: acque potabili e fogne sono competenza di Acquedotto Lucano, e io non sono autorizzato a rilasciare dichiarazioni, attestazioni o documentazioni. A livello di acque bianche (nonché caditoie e canali) la competenza però è totalmente del Comune di Potenza. Venendo alla sua domanda, la colpa è un po’ di tutti, cittadini e istituzioni. Noi oggi non possiamo accettare che l’acqua di Montocchio passi da Via Serre e poi vada a finire a Don Bosco, Fondovalle e zona industriale. Il cittadino oggi si è fatto la casa, se l’è recintata, e scarica -tramite il canale- tutto su strada, oppure in fognatura. I vecchi canali che ci hanno passato i nostri nonni non ci sono più, perché oggi noi abbiamo creato un “imbuto”. Quei canali vanno recuperati dal Comune, censiti, magari parlando con i nostri nonni. Ogni particella, come usava una volta, dovrebbe prendere parte dell’acqua della strada, passarla alla particella di sotto, fino alla particella che va a confinare con i canali principali. Quando piove, invece, i canali principali sono vuoti, e l’acqua l’abbiamo solo sulle strade. Quando Gallitello si allaga, il Basento è vuoto, e non è normale. E poi, ci deve essere l’attenzione dell’assessorato: anche quando asfaltiamo dobbiamo stare attenti; le caditoie non le dobbiamo chiudere, dobbiamo pulirle, fare un servizio di manutenzione (che purtroppo non si può fare quasi mai, anche a causa dello scarso personale ACTA).
d - Essendo dei Verdi, si presume lei abbia una sensibilità ambientale. Qual è a suo avviso la situazione di Potenza?
r - Direi che occorre fare un censimento, un’anagrafe, delle piante presenti sul suolo del Comune. Le piante che sono state abbattute –com’è capitato oggi- devono avere un codice, un nome, altrimenti, nel momento in cui andiamo a reimpiantarne una nuova, anch’essa è “anonima”, e magari nell’arco di cinque anni rischia di sparire (perché c’è troppa acqua, o perché c’è la siccità) e nessuno ne ha cognizione. E dobbiamo pure convincerci che l’abbattimento deve essere l’ultimissima ipotesi. E’ vero, gli ultimi predisposti dall’assessore Beneventi erano per conclamati casi di sicurezza pubblica, ma in ogni caso ti piange il cuore nel vedere una pianta di cento anni buttata giù. Ma quest’ultima, a sua volta, deve dare vita a una o due piante, ma occorre che qualcuno controlli.
d - Potenza è una “città verde” secondo lei?
r - Per me sì, siamo messi bene, ma dobbiamo continuare, perché a ogni pianta che abbattiamo c’è una folla che ci attacca e ci mangia (come successo vicino Malvaccaro).
d - Però a Potenza c’è questa contraddizione: si parla sempre di diminuire il traffico veicolare e di incentivare l’uso dei mezzi pubblici –anche per ragioni ambientali- ma il trasporto pubblico, a sentire le lamentele, non funziona bene.
r - Ha le sue pecche il trasporto pubblico, però, diciamocelo, il potentino ama la macchina, in una famiglia ci sono più macchine che persone! E infatti se lei nota, i servizi pubblici sono vuoti. Bisogna contemperare le due diverse esigenze. Quello che migliorerei io è l’impostazione della chiamata. Ad esempio, nelle contrade, l’assessore Giunzio sta già lavorando a un sistema digitale che individua le segnalazioni (come da Giarrossa, dove abito), con un computer, generando poi un orario in cui partirà la navetta per raggiungere la città. Però ovviamente dobbiamo lasciare queste benedette macchine a casa.
d - Le contrade potentine da sempre lamentano di essere considerate “periferia” piuttosto che parte integrante della città. Da abitante delle contrade, immagino che abbia fatto anche lei la campagna elettorale lì.
Sì, sono il secondo più votato (ma sono sempre piccoli numeri). Giarrossa è stata sempre protagonista delle campagne elettorali. Con Guarente è stata addirittura fondamentale. Politicamente, se la sono contesa parecchie persone. Nonostante questo, è stata abbandonata da vent’anni. Io sto cercando di portare un mio contributo serio, come nel caso dei lampioni, però a volte abbiamo difficoltà a cambiare una lampadina! L’asfalto è arrivato con l’amministrazione precedente, ma solo in prossimità della campagna elettorale. Noi abbiamo aspettato dieci anni, forse di più, sin dai tempi di De Luca, e ora abbiamo una grande difficoltà, perché dobbiamo fare un tratto di strada (il sindaco attuale ha dato piena disponibilità). Insomma, Giarrossa è in uno stato disastrato.
d - Tutti vanno a chiedere i voti nelle contrade e poi se ne scordano, perché?
r - Beh sì, ma non è il caso di questa amministrazione, e del sottoscritto, che si batte per tutte le contrade. Ma sa, a volte, noi abbiamo avuto candidati da settecento voti a Giarrossa, che poi non sono riusciti a mettere una lampadina. La gente chiede a proposito della fogna, della pulizia dei canali, del problema dell’R4 (oggi se hai un immobile puoi solo abbatterlo, e non sistemarlo).
d - E questa amministrazione cosa ha fatto?
r - Il sindaco è riuscito a centrare l’obiettivo dell’attraversamento della fogna, le concessioni da parte delle Ferrovie dello Stato. Adesso Acquedotto Lucano deve stanziare dei soldi per completare tutto il progetto. A breve faremo il rifacimento –atteso da vent’anni- di un tratto di strada principale che collega Frascheto con Giarrossa (anche il comune di Tito ci darà una mano). Ma chiaramente, come consigliere, io devo dare risposta a tutti quanti, non solo alle contrade.
d - Quale potrebbe essere secondo lei un’idea di crescita per Potenza?
r - La città non è a misura di disabile. Basta guardare in giro, non se ne vedono. Ci sono, però non li vediamo. Noi non li mettiamo in condizione di uscire di casa e questo è gravissimo. Per prima cosa, allora, dobbiamo sistemare le strade, che sono distrutte. Però abbiamo fatto già molto: c’è il progetto di Via Vaccaro, dove abbiamo rifatto tutti il marciapiede (viene anche da un progetto della vecchia amministrazione). Però ci sono ancora zone che sono abbandonate.
d - Come viene percepita, secondo lei, l’amministrazione Telesca?
r - Sarà perché circa il 70% delle persone ha votato Telesca, ma io non vedo proprio un “cattivo consenso” (a parte quelli di destra che criticano per partito preso). In tutte le zone riusciamo a dare risposte, il sindaco è dappertutto, lo trovi sia nelle contrade, sia alle inaugurazioni; cerca di essere presente su tutti i territori. Le risposte vanno date alle contrade, è vero, ma su in città diciamo che ci siamo, ci sono cantieri ovunque. Non manca chi critica anche per questo!
d - Un domani, come consigliere comunale, per cosa vorrebbe essere ricordato?
r - Per il contatto capillare con le persone. Forse mi affollo di pensieri, ma io mi metto a totale disposizione di ogni cittadino che mi contatta. Però vorrei essere soprattutto ricordato per la soluzione dei problemi. Giarrossa, come le dicevo, è una contrada che è stata abbandonata. Voglio essere ricordato per la strada che sono riuscito a mettere, per l’installazione di lampioni, su zone che non ne hanno uno! Forse è proprio il ruolo del consigliere: il consigliere deve andare casa per casa, il consigliere deve lavorare. C’è un problema ad esempio a Corso Garibaldi: una fogna di cui un signore chiede -da anni- la pulizia, e quella persona non l’ascolta nessuno. Quindi manca forse il ruolo del consigliere che sì, deve portare avanti i regolamenti, i finanziamenti, ma deve uscire dal palazzo, deve stare su strada.







