- Redazione
- Sabato, 04 Aprile 2026 07:39

Cari Contro-Lettori,
negli ultimi giorni, soprattutto nella magica nottata di mercoledì scorso, sui social sono apparse molte foto di tifosi potentini -tra quelli della gloriosa pattuglia dei 25.000 che sono andati a Latina- che mostravano il segno della Vittoria con indice e dito medio, ma al contrario. Chi ha visto il film “L’ora più buia”, con un Gary Oldman da Oscar che interpreta Churchill, sa bene che il gesto epico va fatto con il palmo e non con il dorso della mano. Ma poco importa, visto che -pur sbagliando il verso- al buon Winston (e a tutta la sua nazione) portò lo stesso fortuna contro il Male. E ci auguriamo davvero, con tutto il cuore possibile, che questo trionfo sportivo, inedito per la città capoluogo, che ha mobilitato così tanta gente al seguito di un sogno, possa essere di buon augurio anche per la “nazione” potentina e, con essa, per tutta la Basilicata. Non è retorica d’accatto, o perlomeno consentitecela: se sindaco, presidente della Regione, assessori e consiglieri vari hanno esultato, sul posto o tramite comunicati, post, tweet e quant’altro, lasciatecelo fare anche a noi.
Noi, che settimanalmente, insieme a tutti i colleghi di questa sfortunata regione, raccontiamo di liste d’attesa infinite, di fuga dei cervelli, di prezzi che salgono alle stelle, di risorse non sfruttate, di aree interne abbandonate, di centri storici -proprio come quello del capoluogo- che cadono a pezzi (soprattutto in senso figurato), di collegamenti che fanno pena, di politici che si aumentano stipendi/indennità/ vitalizi, di dirigenti pescati puntualmente fuori regione, di “miracolati” e “miracolate” della Cosa Pubblica, di anziani che raggiungono i loro figli negli esilii forzati… il resto aggiungetelo voi, perché altrimenti rischiamo di essere tremendamente ripetitivi. E forse lo siamo pure.
Una volta tanto, però, la città di Potenza ha vinto. È finita nei titoli delle pagine dei giornali nazionali non per magagne, indagini, disservizi o brutture assortite, ma per un risultato storico, anche se “solo” sportivo. È il momento di fare tesoro di questa, forse inaspettata, risorsa che ora scopriamo avere, insieme all’acqua, al petrolio e alle nostre ricchezze storiche: una squadra di calcio titolata a livello nazionale.
E per favore, non facciamone una speculazione politica, perché -sappiate- non sono mancati coloro che hanno gufato, temendo questo tipo di risvolti.
Intelligenti pauca.
Pertanto, per il momento: grazie, Potenza. Davvero.
Walter De Stradis







