riportiamoli_sulla_terra.jpgCari Contro-Lettori,

no, dico, poverini. Loro, i consiglieri regionali e comunali di maggioranza. Forse hanno il PC rotto, forse non gli funziona più internet a casa, in ufficio e sul cellulare; magari qualche collaboratore non gli fa più la rassegna stampa; magari –per il troppo lavoro- hanno avuto un comprensibile black-out cognitivo…

Insomma, poverini, siamo sicuri che non è colpa loro se non hanno saputo che alla Caritas (diocesi di Potenza-Muro-Marsico) ci sono andate 4.442 persone in stato di indigenza, e il 90% di loro per aiuti alimentari. Tradotto: gente che non ha da mangiare. Insomma Houston, abbiamo un problema. Si è perso il contatto con la Terra.

Ma ripetiamo, sicuramente l’assessore regionale della Basilicata alle Politiche agricole, alimentari e forestali, Carmine Cicala, non era a conoscenza del dato Caritas, altrimenti –forse- non si sarebbe sperticato in un lungo comunicato per esprimere la sua «più viva soddisfazione per lo storico riconoscimento attribuito alla Cucina Italiana», di recente nominata “Patrimonio dell’Unesco”. Se avesse pensato, cioè, a tutti i lucani poveri che hanno serie difficoltà a mettere insieme il pranzo con la cena, magari avrebbe usato toni meno enfatici nel parlare di «un risultato di portata straordinaria, che valorizza l’identità profonda dell’Italia» (manco fosse un SUO traguardo); e magari, se avesse saputo che tra le cause della povertà di quei lucani che sono ricorsi alla Caritas, ci sono la precarietà lavorativa, reddito insufficiente per l'88% delle famiglie incontrate, non avrebbe sottolineato che per lui è stato «un onore partecipare alla serata organizzata dal Ministero presso l’Auditorium Parco della Musica – Sala Santa Cecilia di Roma». E forse, riflettendo sui suoi tanti, tantissimi concittadini che mangiano cibo in scatola (se pure), chissà se avrebbe ancora scritto che «La Basilicata c’è. E con orgoglio celebra questo storico riconoscimento insieme a tutta l’Italia. Un motivo in più, oggi, per sentirci orgogliosamente italiani».

Ma, come si diceva, Cicala non è l’unico a cui si è sicuramente rotto il PC o la rete internet, se è vero come è vero che hanno esultato alla notizia (il cibo italiano patrimonio del’Unesco), in bell’ordine: Cosimo Latronico, assessore regionale alla Salute («Ringrazio la Premier Giorgia Meloni e il Ministro Francesco Lollobrigida per la determinazione con cui hanno sostenuto questo traguardo storico»);. il consigliere regionale Michele Casino («Oggi celebriamo un successo che ci rende orgogliosi»); il collega Alessandro Galella («una notizia che riempie di orgoglio l’Italia intera») e molti altri ancora. Tutti esponenti dell’attuale coalizione di maggioranza che amministra questa regione; tutti impegnati nel lodare il Governo Meloni e i suoi ministri per il risultato raggiunto; tutti pronti a sottolineare “il contributo” lucano e le eventuali ricadute sul territorio (discorso generico, questo, che sicuramente hanno fatto anche nelle altre regioni). Tutti, insomma, a darsi pacche sulle spalle per la fuffa (o poco più), ma soprattutto bisognosi di un tecnico informatico, che gli ripristini al più presto il contatto con la Rete, ma soprattutto con la realtà dei Lucani che essi rappresentano.

Walter De Stradis