bardi_e_telesca_bilancio.jpgCari Contro-Lettori,

visto che sia avvicina l’appuntamento lucano col Giro d’Italia, useremo un linguaggio “ciclistico”, descrivendo il “percorso” della querelle sul bilancio regionale, per “tappe” (appunto).

Tappa n. 1: il Consiglio Regionale, non senza inciampi (vedi cicaleggi vari), approva il bilancio di previsione 2026-2028 della Regione Basilicata.

Tappa n. 2. Il sindaco di Potenza Vincenzo Telesca denuncia una "totale miopia politica" e la completa assenza di risorse destinate al Capoluogo per i servizi essenziali. Secondo il primo cittadino, la Città sostiene costi strutturali gravosi per garantire uffici, scuole e infrastrutture a un'utenza che è in realtà l'intera comunità regionale, senza però ricevere trasferimenti adeguati. Ce l’avete con me -dice il sindaco sostanzialmente- perché non sono del vostro circoletto politico.

Tappa n. 3: Da Matera arriva a stretto giro di posta il solito contrappunto di quelli che amano lanciare i Sassi: che vi lamentate, potentini maledetti, che di soldi ne avete avuti fin troppi.

Tappa n. 4: Il consigliere regionale di maggioranza, Alessandro Galella, che da qualche tempo in qua sembra fare l’imitazione di De Filippo, ovvero del filosofo, accusa l'amministrazione comunale di "populismo amministrativo", sostenendo che non sono mai pervenute richieste formali o documenti contabili che giustifichino tali ammanchi. Gli fanno eco i gruppi di maggioranza al comune di Potenza, che chiedono a Telesca di presentare un bilancio "leale" e trasparente prima di invocare aiuti, sollevando dubbi su previsioni di spesa ritenute sovradimensionate. Insomma, si ripete pari-pari la pantomima sulla Scala Mobile Prima, che fra rimbalzi di responsabilità Comune-Regione-Destra-Sinistra (e viceversa), alla fin fine ha chiuso e basta.

Tappa n. 5: Il dibattito si allarga oltre i confini del capoluogo coinvolgendo i sindacati (Cgil) e l'ANCI, i quali esprimono forte preoccupazione per la tenuta sociale dell'intera regione. Le organizzazioni sindacali evidenziano come la carenza di personale e i tagli ai trasferimenti colpiscano duramente il welfare e i lavoratori dei servizi esternalizzati. Mancano risorse certe per il Fondo Unico Autonomie Locali (FUAL), per la manutenzione stradale e per fronteggiare le emergenze climatiche che hanno colpito i territori nel 2025 e 2026. Ma, si badi bene, in tutta questa previsione di servizi essenziali che (forse) non ci saranno, e prima di tutte queste “tappe” fantozziane, ahinoi, c’era stata una…

Falsa partenza: Con un post sui social, e relativa foto di gruppo, nel bel mentre della bagarre consiliare per il Bilancio, alcuni consiglieri regionali e assessori di maggioranza avevano annunciato al popolo –gaudium magnum- un risultato sicuro portato a casa: lo stanziamento di fondi per le feste patronali dei due capoluoghi.

Insomma, “all’arrivo” potrebbero non esserci i soldi per scuole, uffici, servizi e collegamenti, ma di sicuro ci saranno per i festoni del Santo (ognuno ci ha il suo) e simili.

Evviva!!!

Walter De Stradis