- Redazione
- Categoria: Editoriale
- Sabato, 18 Aprile 2026 07:57

Cari Contro-Lettori,
questa settimana abbiamo appreso che in Italia (e di conseguenza in Basilicata) l’applicazione della legge è celere ed efficace.
Se di mezzo ci sono i potenti.
C’è da aumentare lo stipendio(ne) al dirigente tal dei tali (vedi ultimi casi alla Regione Basilicata)? Pronti, partenza, via! Qualcuno se ne accorge (vedi consigliere Vizziello) e grida allo scandalo, vista la condizione dei Lucani? La risposta istituzionale è altrettanto celere ed efficace: “E’ la Legge, baby!”. Tutto regolare, quindi. E chi lo nega. Ma mai qualcuno che rinuncia agli aumenti. Hai visto mai, seh. Consentiteci, però, di reclamare allora uguale celerità ed efficacia per l’applicazione di quelle leggi che non sono a beneficio dei già benestanti, ma dei più bisognosi e dei cittadini normali. E qui, nel nostro Paese, diventa tutto un altro paio di maniche.
E così accade che per un parcheggio destinato a una persona disabile servano anni di segnalazioni (leggere all’interno). Che per la manutenzione di un’area pubblica si giochi a scaricabarile (leggere all’interno). E così via. In questo numero il nostro giornale racconta storie diverse, ma legate da un filo comune: quello di una Basilicata che fatica. Fatica a garantire servizi essenziali. Fatica a scrollarsi di dosso logiche di appartenenza che troppo spesso prevalgono sul merito (leggere all’interno). E mentre si costruiscono narrazioni rassicuranti, nella realtà quotidiana restano le attese, i disservizi, le disuguaglianze. Lo vediamo nella gestione delle risorse pubbliche, con una manovra regionale miliardaria che promette sviluppo (leggere all’interno) mentre aumenta la pressione fiscale sui cittadini e lascia aperti nodi strutturali, dalla sanità al lavoro. Sapete, è solo una piccola questione di coerenza. Se la legge è un principio invocabile, giustamente, allora deve esserlo sempre.
Perché uno Stato, una Regione, un’istituzione si misurano esattamente lì: nella capacità di essere presenti dove non c’è convenienza, ma necessità. Dove non c’è visibilità, ma dignità.
E non fatemi tirare fuori per l’ennesima volta Orwell e quei cittadini che sono “più uguali” di tutti gli altri…
Walter De StradisDUE PESI E DUE MISURE







