- Redazione
- Categoria: Editoriale
- Sabato, 11 Aprile 2026 07:30

Cari Contro-Lettori,
Non sono state poche le volte che il Presidente, preso dai suoi mille impegni, non si è presentato in Consiglio Regionale. Ma la doppia finale dei rossoblù, trasferta in quel di Latina inclusa, non se l’è persa.
Al giornalista che glielo chiedeva, Bardi ha risposto sorridente: «Sì, è vero, ho portato fortuna al Potenza. E un presidente che porta fortuna, gli elettori hanno fatto bene a votarlo!».
Mecojomberi. Che culo che ci abbiamo noi Lucani.
Questi politici sono anche dispensatori di buona sorte, con la sola imposizione delle mani, apotropaicamente parlando. Ma allora, se è così, non si spiega l’affollata corsa dei vari “big” locali (sindaco, vicesindaco, assessori/consiglieri regionali e così via) per toccare la Coppa Italia vinta dai rossoblu, manco fosse una gobba d’oro sulla schiena di un nano portafortuna. Tuttavia, a una più attenta analisi, lo scopo del gesto appare chiaramente ambivalente: da un lato, farsi fotografare col trofeo calcistico può solleticare il subconscio del cittadino, che da quel momento in poi potrebbe abbinare il faccione del politico alla scintillante coppa; dall’altro, si spera che il contatto fisico, lo strofinamento corporeo col simulacro del trionfo, possa essere foriero di successi futuri. Riassumendo, al di là di quel che possa dire o pensare il Generalissimo, sono i politici a sperare che la Coppa Italia porti fortuna. A LORO.
E i Lucani? Possono dirsi “fortunati” ad avere un tasso di disoccupazione inarrestabile, un’emigrazione galoppante, delle strade groviera, i carburanti con i prezzi alle stelle, le liste d’attesa intasate e quant’altro? Pensate, persino i registi di Hollywood (vedi caso Mel Gibson) ci ri-pensano due volte e se ne vanno in Puglia. E tanti saluti.
Ma che vuoi fare, noi abbiamo dei leader politici che sanno il fatto loro, che tengono saldamente in mano lo scettro e il “Segno del comando”, che hanno attributi cromati d’acciaio, che portano pure fortuna. E allora perché non mettere all’ingresso della Regione una statua in bronzo di Bardi (come quella della mamma del Direttore Megagalattico in “Fantozzi”), per inginocchiarci tutti quanti prima di entrare, e rendere grazia per un così sorridente Fato?
Ai posteri l’ardua sentenza
Walter De Stradis







