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Cari Contro-Lettori,

i nostri politici, sì, quelli lucani, quelli dei vitalizi, quelli che leggono sempre “aspetti positivi” nei dati negativi (vedi sanità), quelli che si arrabbiano per le interviste (degli altri), quelli che foraggiano solo i leccaculo di professione e sviliscono il merito in favore dell' “amichettismo” (copyright Fulvio Abate) in ambo i sessi, sì, sempre loro, sono esperti nell'arte della “sostituzione”.

Il treno non passa? C’è il bus. Il bus non passa? C'è il tram (attaccatevi). L’acqua manca? C'è il vino. Ma guai a chiamarlo “sistema”: sulla carta sono ancora un’eccezione. Che dura anni. Una categoria filosofica, più che amministrativa. Dalla diga di San Giuliano scorrono verso il mare decine di metri cubi d’acqua al secondo. Non per scelta, certo -ci sono norme, sicurezza, procedure- ma il risultato resta quello: acqua che se ne va, mentre l’agricoltura si fotte. Si discute di come trattenere ciò che già abbiamo, mentre altrove si pianifica come procurarselo. La Basilicata è il cuore estrattivo del Paese, il famoso “Texas” nostrano. Come a Dallas. E magari un giorno scopriremo il vero volto dei“J.R. Ewing” di casa nostra. Intanto, fare il pieno costa più che altrove. Una specie di tassa sulla geografia. Sei lucano? Fottiti anche tu. Le royalties arrivano, certo, ma non bastano a riequilibrare il conto. L’agricoltura lucana -che non è un dettaglio folkloristico- si ritrova esposta, fragile, spesso ignorata. Si chiedono misure strutturali, arrivano interventi tampone. Si invoca strategia, si risponde con emergenza. Anche qui: una sostituzione. Come se il sistema avesse imparato a convivere con le proprie incoerenze, trasformandole in normalità. Un gigantesco hamburger al formaggio, senza formaggio. Il temporaneo diventa permanente, l’emergenza diventa metodo, il paradosso diventa statistica. Tanto, dice il politico di razza, sempre dietro questa porta dovete venire a elemosinare. Magari dopo aver protestato in piazza. Siamo intrappolati in un meccanismo dove le risorse ci sono, ma le decisioni arrivano sempre un attimo dopo. Si continua a fare i conti con una promessa incompiuta. E allora, forse, noi tutti si meriterebbe più di una sostituzione. Ai piani alti. Per contrappasso dantesco.

Walter De Stradis