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Cari Contro-Lettori,

anche se la Basilicata è Terra di Cinema, questa non è la cronaca di una serata di gala a Los Angeles, anche se il titolo che abbiamo scelto è da Oscar: "Una battaglia dopo l'altra" non è per noi solo una pellicola: è la nostra biografia collettiva. Lo confermano i borghi che si svuotano e le serrande che si abbassano in Città. In Basilicata, la lotta quotidiana non è per una statuetta, ma per il diritto di restare.

A Potenza, il cuore antico batte a fatica. Tra parcheggi che mancano e un commercio che soffoca, il centro storico cerca una salvezza che somiglia a un miraggio. La vivibilità è diventata una parola da convegno, mentre la realtà ci consegna impianti sportivi ridotti a "campi di patate". È lo specchio di un capoluogo dove le istituzioni troppo spesso sonnecchiano, lasciando che lo sport sociale - quel collante che dovrebbe tenere uniti i nostri ragazzi- frani sotto il peso dell’abbandono (e dell’elicottero nordiano).

Fuori dalle mura cittadine, la sfida si sposta nelle aree interne. San Fele è il simbolo di questo paradosso lucano: un borgo che attrae migliaia di visitatori ma continua a perdere residenti, con una diaspora che ha portato più sanfelesi a Sydney e New York che tra i vicoli di casa. È la battaglia contro lo spopolamento, combattuta con le armi spuntate di chi aspetta ancora che il petrolio diventi opportunità reale e non solo una posta in bilancio per far quadrare i conti della sanità (e menomale)

Eppure, in questa resistenza stancante ma necessaria, emergono segnali di vita. C’è un’agricoltura "altra" che prova a farsi strada, rispettosa e tenace, e ci sono le donne di Stigliano che rivendicano un ruolo attivo contro l’abitudine di "vivacchiare". La storia di Potenza, quella "Potentia" che non urla, ma sussurra tra le pietre dei suoi vicoli, ci ricorda che le radici sono profonde, ma per non seccare hanno bisogno di cura, non di indifferenza. Vincere un Oscar è un momento di gloria, ma vincere le battaglie del quotidiano richiede una politica che smetta di fare da spettatrice e scelga, finalmente, di salire sul ring insieme ai lucani.

Walter De Stradis