DE_STRADIS_E_TRIUNFO.jpgdi Walter De Stradis

 

 

 

 

«Il patronato di S. Valentino ad Abriola iniziò nel 1616. La ricorrenza si festeggia il 16 agosto, mentre quella liturgica è il 14 di febbraio, con messa propria, processione con le reliquie e accensione dei falò nella notte». (dal libro di Giuseppe Pronesti “San Valentino Romano ad Abriola”).

Romano Triunfo, che compirà sessant’anni questa domenica, al terzo mandato da sindaco nel piccolo e grazioso borgo lucano, è un fiume in piena. E’ martedì, e si è già a pieno regime per la festa di San Valentino, che dura una settimana. Lui si muove tra telefono, volantini, brochure… e giornalisti. Certo che avere un patrono così “famoso”, crea non poche responsabilità. E non solo per le celebrazioni.

d- Sindaco, mentre parliamo, è martedì 10 febbraio, ma siamo già nel pieno dei festeggiamenti di San Valentino. Il tema di quest’anno è “The Power of Love”.

r - “La forza dell’amore”. Con l’amore si fa tutto. Con il cuore si fa tutto.

d- L’evento ormai ha una dimensione che va oltre quella regionale, è un fatto nazionale.

r - Gli eventi sono iniziati sabato scorso con il percorso delle luminarie. L’11 c’è l’inaugurazione di tutto il percorso del videomapping. Poi si arriva a venerdì, col primo Festival dell’amore, con ospiti di una rilevanza nazionale. Il 14, sabato, è il clou, proprio il giorno di San Valentino. Partiremo alle ore 10 con l’inaugurazione dello screening sul microbiota intestinale, un’analisi che offriremo a 40 cittadini di Abriola. In più, omaggeremo di un buono sconto (per effettuare questa analisi) anche le coppie che compiono il 25esimo o il 50esimo anniversario di matrimonio, e altri cittadini che si candideranno. Poi, naturalmente, arriviamo con l’evento religioso alle 11, la Santa Messa, celebrata dal Monsignor Davide Carbonaro e dal nostro padre, don Dino. A seguire ci sarà la processione, con il Santo che gira nei rioni. Ci saranno animazioni e la pausa pranzo. Ritorniamo nel pomeriggio con la celebrazione religiosa, alle 17.30, in cui saranno anche omaggiate le coppie che stanno insieme da diversi anni. Al termine ci sarà un percorso con il parroco, le autorità civili e politiche, per ogni quartiere ove ci saranno “i fucanoj”, i tradizionali falò (abbinati a un percorso di prodotti tipici locali). Attorno ai “fucanoj” ci si stringe: il tema dell’amore, insomma, c’è sempre. Infine, si terminerà con il brindisi di mezzanotte, l’amore stellato. L’ospite di punta di quest’anno è Miss Italia, Katia Buchicchio, originaria del nostro territorio, di un paese qui vicino, Anzi.

d- Che tipo di presenze vi aspettate?

r - I turisti arrivano anche da altre regioni d’Italia, addirittura alcuni anche dall’estero. Diciamo che i posti letto che abbiamo non sono sufficienti a ospitare tutti; ho sentito un po’ gli operatori del territorio e hanno già le strutture piene. Pertanto i visitatori si riversano anche nei territori limitrofi: Pignola, Potenza…insomma, riempiamo anche altre strutture. Oltretutto possiamo vantare il comprensorio turistico-sciistico di Sellata-Pierfaone, l’unico impianto in Basilicata (e forse persino nel Mezzogiorno), che in questo momento sta funzionando. Stiamo inoltre mettendo in campo un nuovo impianto di attrazione turistica, la “neve plast”, una pista sintetica, che va ad integrare l’offerta sulla neve

d- Sulle locandine vedo il logo della Regione e dell’Apt.

r - Questo evento viene soprattutto patrocinato con il fondo operativo Val D’Agri (soldi che derivano dall’estrazione petrolifera). Noi, come comitato P.O., insieme alla Regione, socio di maggioranza, e altri 35 comuni, abbiamo destinato una parte di queste risorse per le attività turistiche e di promozione culturale del territorio. Altrimenti non avremmo potuto farlo. Un’altra piccola risorsa viene dai Beni intangibili della Regione.

d- La Festa funziona bene ed è consolidata. Tuttavia, la domanda che si fa in questi casi è: “Sì, ma nel resto dell’anno..?”. Sa bene che i nostri borghi si riempiono con gli eventi, con le sagre estive, ma poi negli altri mesi spesso ci si deve confrontare con spopolamento, carenza di servizi e collegamenti.

r - Da quando sono sindaco io, ho declinato la festività di San Valentino tutto l’anno. Il “ritorno” deve esserci sempre, perché la Festa -che è comunque un importante momento di raccoglimento devozionale per la comunità- è una vetrina di presentazione, di promozione di quelle che sono le caratteristiche, i prodotti del territorio e la sua conformazione. Certamente, i visitatori arrivano anche durante l’anno e noi dobbiamo essere pronti; i servizi ci sono, vanno messi un po’ a sistema, migliorati. La Basilicata è una regione turistica, ricca di storia, di risorse culturali, bisogna quindi lavorare sul turismo, sull’ospitalità, bisogna creare i posti letto. Purtroppo a volte è proprio quello che manca. Certo, grazie alle strutture alberghiere presenti, c’è l’ospitalità, ma se si rende necessaria l’iniziativa privata del singolo cittadino, questi avverte un po’ di sfiducia. Sa, la pressione fiscale è quella che è. La Regione, devo dire, e devo anche apprezzare, fa tanti sforzi per impegnare risorse, ma vanno messe a sistema; perché ognuno, ogni territorio, giustamente, cerca di prendere il più possibile. Si investe tanto sulla promozione del turismo, ma bisogna migliorare su viabilità, infrastrutture, collegamenti.

d- Di recente la Regione ha stanziato dei fondi (45 milioni) proprio per le strade comunali.

r - Sì, grazie anche all’assessore Pasquale Pepe, che devo ringraziare. Si vede che è stato sindaco! Conosce bene le dinamiche dei territori. Oltre a quelli infrastrutturali, sono importanti anche i collegamenti immateriali, come la fibra ottica -che sta arrivando- ma devono migliorare, proprio perché nei nostri territori si può vivere, ci si può lavorare da remoto. Quindi, chi vuole può scommettere in Basilicata, io sono fiducioso.

d- E quindi: “Venite (o rimanete) a vivere ad Abriola perché…”?

r - Perché ci sono i servizi, i collegamenti… Certo, va migliorata un po’ la viabilità, siamo a 25 km da Potenza, non è tanto lontano, ma ci stiamo lavorando, abbiamo preso anche un finanziamento. Certamente i numeri per creare un’attività non ci sono, ma tutto ciò diventa possibile se i servizi li mettiamo a sistema, e li promuoviamo in modo giusto.

d- E i rapporti con gli altri sindaci come sono?

r - Buoni…

d- No, perché, a volte il “campanilismo” non è solo un concetto astratto.

r - Purtroppo il campanilismo c’è, io lo vedo. Io sono Presidente dell’Unione di sei Comuni (Abriola, Calvello, Anzi, Laurenzana, Brindisi di Montagna e Trivigno), un’associazione spontanea… e da quando sono state tolte le comunità montane, purtroppo è venuta a mancare un po’ questa cosa. La forma di coesione c’è, ma a volte nasce su iniziative spontanee. Per dire: ho preso un finanziamento di 3 milioni di Euro per il miglioramento di un tratto di strada qui sotto, che collega i comuni della Val Camastra, Anzi, Abriola, Calvello. Ci siamo messi insieme col comune di Anzi e l’abbiamo presentato. L’Unione dei Comuni nasce per fare coesione, ma si fa fatica a volte, perché c’è il campanilismo: i cittadini non sempre comprendono quando un comune deve cedere qualcosa all’altro o viceversa. Tra comuni abbiamo un buon rapporto, ragioniamo insieme (c’è il parco Appennino-Lucano-Val D’Agri-Lagonegrese). La montagna ci deve anche unire.

d- C’è chi sostiene che la prassi, di solito è: chi conosce meglio l’assessore regionale, chi ha migliori rapporti, vince.

r - Beh, non è proprio così, perché quando vengono emessi dei bandi regionali o ministeriali bisogna presentare le proposte progettuali. I rapporti istituzionali ci possono anche essere, ma se non ci sono le condizioni progettuali, le idee non vengono finanziate.

d- Il suo rapporto con Bardi? Molti suoi colleghi lamentano di non averlo mai neanche visto.

r - Io con il Presidente ho un buon rapporto, anche telefonico, devo dirlo.

d- Finalmente abbiamo un buon rapporto.

r - Io ho trovato disponibilità. Tre anni fa erano scaduti i termini di vita tecnica ventennale della Seggiovia sciistica. A fine anno, io rischiavo di chiudere gli impianti; mi sono rivolto al Presidente, e lui -insieme alla Giunta e ai collaboratori della programmazione e bilancio- ha trovato una soluzione per darmi un sostegno economico, E’ pur sempre un Presidente, sono tanti i problemi e quindi non è facile, non è che tutti i giorni possiamo interloquire con lui; però ci sono anche i collaboratori che ci aiutano a facilitare il rapporto.

d- Evito di chiederle –ingenuamente- se la politica va fatta con “amore”, ma è certo che molti cittadini hanno visto la faccenda dei “mini-vitalizi” (la cosiddetta “pensioncina” di 600 euro per i consiglieri regionali, approvata di recente –ndr) come un atto di “dis-amore” nei loro confronti. Lei che idea si è fatto?

r - Diciamo che ogni attività ha un suo corso, merita ognuno una copertura. Io lo vedo come sindaco: noi non abbiamo copertura previdenziale. Anche se c’è una norma, io faccio il libero professionista e verso alla mia cassa di previdenza. Potrei attingere dal Comune, ma siccome ha risorse limitate, non l’ho mai fatto. La Regione ha la possibilità, ma devono forse rivedere un po’ la norma. Chi oggi fa un’attività politica sa che non può essere un’attività occasionale, bensì costante, per il territorio, a contatto con le istituzioni. E quindi bisogna ragionare, verificare qual è la dimensione e cosa può essere utile. Una “pensione d’oro” per un solo mandato certo sarebbe ingiusta, ma può esserci un minimo contributivo per migliorare la condizione pensionistica di un domani.

d- Mettiamo che tra cent’anni qui al Municipio scoprano una targa a suo nome: cosa vorrebbe ci fosse scritto?

r - Mah, vorrei essere ricordato per quello che sto facendo. Oggi è difficile gestire un ente, perché scontiamo l’esiguità delle risorse finanziarie. Vi dico solo un aspetto: abbiamo una spesa corrente, spese di funzionamento dell’ente, un bilancio corrente di 1.400.000/1.500.000 Euro; il Ministero trasferisce 550.000 Euro, il resto li devo recuperare io.

d- Con le tasse e…

r - Tasse non le possiamo mettere a nessuno, consideri che ad Abriola non abbiamo l’addizionale comunale, perché sono pochi i cittadini. Recuperiamo con dei progetti, con i fondi del P.O. Val D’Agri (dal 2021, con l’assessore Cupparo e il Presidente Bardi, abbiamo trovato una soluzione -anche con il parere favorevole della Corte dei Conti- per poter utilizzare una piccola parte per le spese di funzionamento dei servizi degli uffici comunali). Altri fondi li recuperiamo dalla Tari, dall’Imu … e poi mi devo inventare io un po’ di progetti con il Ministero (tutti rientranti nelle spese di funzionamento).

d- Una canzone adatta a “titolare” il momento che vive il suo paese?

r - “Sono ancora qua” (sorride)