- Redazione
- Categoria: Editoriale
- Sabato, 07 Febbraio 2026 07:20

Cari Contro-Lettori,
il sottoscritto è anche autore di satira, inclusa quella disegnata. Ed è quindi con particolare interesse che ho ascoltato l’intervista di Enrico Bertolino al programma La Confessione condotto da Peter Gomez. In quell’occasione il comico (satirico) di Zelig diceva che ai giorni nostri la satira ha perso parecchio del suo potenziale, e non tanto per la scarsa qualità di chi la veicola, ma perché la realtà politica italiana è più satirica della satira stessa. Puro e semplice. Bertolino faceva l’esempio di Crozza e della sua imitazione di De Luca: stante la bravura del comico che gli fa il verso, il personaggio originale è di per sé assai più divertente della caricatura.
E’ più o meno lo stesso spirito che a volte muove il vignettista Natangelo, quando si limita a pubblicare una foto-notizia nuda e cruda (vedi il caso dell’ “Angelo Meloni”), senza intervento alcuno, chiosando: “E per oggi il mio lavoro è finito”.
E’ così.
Il lavoro dell’autore satirico in qualche modo finisce, quando in un consiglio regionale si votano nottetempo i mini-vitalizi (con emendamento anonimo); poi si annunciano marce indietro (più o meno “spintanee”); e poi ancora non ci si presenta in consiglio per votarle o discuterle, mentre alcuni ex consiglieri –hai visto mai- fanno domanda per ottenere il beneficio; e, come se non bastasse, in Consiglio ci si aumenta anche l’indennità, tramite la possibilità di non tagliarsi più le quote destinate all’ormai famosissimo “fondo sociale”.
E che satira vuoi fare, se in un Capoluogo, l’assessore al bilancio -pochi giorni prima di una data contabile fondamentale!!!- rassegna le dimissioni “per motivi personali”, lasciando il sindaco ignaro, percosso, attonito (?) e solo, a balbettare qualcosa di circostanza al cospetto di chi gli chiede “ma che cavolo è successo?!?”.
E così al quel punto, sia gli oppositori sia gli internauti e i cronisti hanno ipotizzato scenari anche foschi, su eventuali dissapori dovuti a chissà cosa. Sta di fatto che il giorno dopo la notizia, TAAAC!, pozzettianamente le dimissioni sono rientrate e così l’assessore ha spiegato e sottolineato che il suo gesto era dovuto esclusivamente a questioni personali, non chiarite, ma piuttosto serie. Massimo rispetto ovviamente per i fatti dell’assessore, a cui auguriamo il meglio, ma sta di fatto che la crisi di maggioranza è rientrata in quattro e quattr’otto, come se protocollare il proprio addio alla Giunta non fosse un fatto dal peso politico rilevante. Se la situazione non era più sostenibile, anche per un dichiarato sovraccarico di responsabilità (com’è parso di capire), come mai è bastata una nottata a rimetterla a posto? Domande al vento, probabilmente.
E che satira vuoi fare, pertanto, se in un paio di giorni in quel municipio succede tutto e il contrario di tutto. Non fai in tempo a pensare a una battuta, che la realtà ti supera di slancio. E allora, vale la regola Bertolino.
Ma perdonateci, allora, se la vignetta di prima pagina la facciamo lo stesso: è Carnevale e i giullari, fateceli fare pure a noi.
Walter De Stradis







