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aggiornamento (18-01-26) - 

Con riferimento alle polemiche emerse in questi giorni sulla norma approvata dal Consiglio regionale in materia di indennità differite, " spesso rappresentata in modo non corrispondente al suo effettivo contenuto", il Presidente della Regione, Vito Bardi, ritiene necessario intervenire per chiarirne la portata e migliorare alcuni aspetti della disciplina.

“Non è mai stato approvato alcun vitalizio, né è stato introdotto alcun privilegio. La norma riguarda esclusivamente un sistema contributivo e volontario, senza automatismi, operativo solo al raggiungimento dell’età pensionabile. Si tratta di un modello già adottato in 16 Regioni italiane, dalla Lombardia alla Sardegna, sotto governi di diverso colore politico: la Basilicata non fa eccezione e non inventa nulla. Detto questo, con l’intera maggioranza abbiamo condiviso due indirizzi chiari, che saranno tradotti in modifiche normative: separare completamente il sistema contributivo da qualsiasi fondo ed eliminare ogni riferimento e ogni possibile interconnessione con la retroattività. Il fondo costituito integralmente dal taglio delle indennità mensilmente accantonato dai consiglieri regionali non verrà toccato e sarà destinato a interventi nel sociale, a difesa dei più fragili, individuati contestualmente alla modifica della normativa. Resta fermo che tali risorse non sono e non saranno in alcun modo collegate al sistema contributivo.

Ribadisco un punto fondamentale: l’adesione resta e resterà facoltativa. Nessun obbligo, nessun automatismo. Si andrà rapidamente in questa direzione, chiudendo la discussione sul tema e tornando a concentrarsi su ciò che davvero interessa ai lucani. Come Presidente – conclude Bardi – sono il garante di tutta la maggioranza, di trasparenza, responsabilità e unità istituzionale, consapevole che la politica deve sempre saper ascoltare, spiegare e, quando necessario, migliorare le proprie decisioni”.

 

 

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Cari Contro-Lettori,
negli ultimi giorni –un po’ in tutto il
mondo- si è celebrato il cinquantenario
della scomparsa della scrittrice inglese
Agatha Christie, la cosiddetta “regina
del giallo”, autrice di una quantità
spropositata di best-seller internazionali,
alcuni dei quali sono diventati anche
fi lm e piece teatrali di grande successo.
Soverchiati dall’alta rotazione sui social
del video de “Le Iene” riguardante i
famigerati “mini-vitalizi” istituiti (dalla
maggioranza lucana) in Consiglio
Regionale, non abbiamo potuto fare
a meno di immaginare cosa sarebbe
successo se, al posto del bravo inviato
Sortino, ad aggirarsi in cerca di risposte
per i corridoi del Palazzo ci fosse stato
l’omino buff o coi formidabili baff etti,
inventato dalla Christie, che corrisponde
al nome di Hercule Poirot. Nonostante la
sua proverbiale compostezza, il piccolo
detective belga si sarebbe vistosamente
irritato al cospetto di quelle mezze
risposte, di quei belbettii e di quelle
“fuitine” che hanno caratterizzato
l’apparizione televisiva di alcuni nostri
Consiglieri “di governo”, davvero
pessimi “testimoni” istituzionali
(e, nell’ottica di un investigatore),
“colpevoli” dell’ennesimo delitto
commesso alle spalle di quei cittadini
che li hanno votati. Poirot avrebbe
perso le staff e, proprio per il suo
ben noto amore per la simmetria, in
quanto la misura, comunque la si
voglia chiamare (persino “indennità
diff erita”) -approvata praticamente
tra il lusco e il brusco –come dicono
a Roma- è assolutamente “asimmetrica”
rispetto ai bisogni e allo status quo
di moltissimi lucani che non possono
permettersi nemmeno un Giallo
Mondadori da cinque euro. L’accesso
al “mini-vitalizio” è volontario, e il
Consigliere dovrà comunicarlo entro
novanta giorni: fra due mesi e mezzo
circa, sapremo quanti effettivamente
ne beneficeranno.
Alla prossima puntata di un “Giallo” un
po’ troppo telefonato.
Walter De Stradis

17-01-2026