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Nel novembre 2024, Il Comitato medico
internazionale di Lourdes, aveva dichiarato
la sua guarigione "completa, durevole e
inspiegabile”. Il vescovo di Lourdes aveva
informato la diocesi lucana. Infine, ad aprile
scorso, la proclamazione ufficiale del 72/o
miracolo. La proclamazione è avvenuta da parte
di mons. Vincenzo Carmine Orofino, vescovo
della diocesi di Tursi-Lagonegro. (ANSA)

 

 

 

di Rossana Artese

 

 

 

Antonietta Raco, 67 anni, di Francavilla in Sinni (PZ) inizia ad avvertire i primi sintomi della sua malattia nel 2004, dopo essere appena guarita da un tumore. A maggio dello stesso anno sente le forze mancare, soprattutto nelle gambe. Da lì inizia il suo calvario, e dopo alcune visite mediche, varie terapie e un ricovero di venti giorni presso l’Ospedale Molinette di Torino, arriva purtroppo la diagnosi: Sclerosi Laterale Primaria (PLS). Nel 2009 però Antonietta decide di recarsi a Lourdes in pellegrinaggio. Ed è lì che la sua vita cambia per sempre.

d - Cos’è successo a Lourdes?

r - E’ stato il mio primo pellegrinaggio a Lourdes. La mia malattia era a uno stadio molto avanzato. Non camminavo più, avevo problemi a respirare e non mangiavo più autonomamente. I volontari dell’Unitalsi mi hanno accompagnata e aiutata in tutto: a vestirmi, a mangiare, ad alzarmi. Il giorno dopo essere arrivata a Lourdes, mi hanno accompagnata alle piscine e lì ho sentito un abbraccio sul collo e una bellissima voce di giovane donna, la quale per tre volte mi ha detto: “Non avere paura”. In quel momento sono scoppiata a piangere e ho iniziato a pregare per le intenzioni per cui ero andata lì. Nel frattempo le volontarie mi avevano già immersa nella vasca ed è stato in quel momento che ho sentito un forte dolere alle gambe, ma piangendo ho continuato a pregare, senza raccontare a nessuno quello che mi era successo. Il 5 agosto sono rientrata in casa sulla sedia a rotelle e mio marito mi ha aiutata a sedermi sul divano. In quel preciso istante ho sentito nuovamente quella bellissima voce che mi diceva: “Diglielo! Chiamalo!”. Io però non capivo cosa dovessi dire a mio marito. Pensavo quasi che la mia malattia stesse peggiorando al punto da sentire anche le voci! (sorride), mentre Lei mi invitava con una voce tenera a chiamarlo. A quel punto mi alzai in piedi, dritta, con le mie forze. Avevo la sensazione che qualcuno mi stesse reggendo. Ho camminato. Ci siamo abbracciati, abbiamo pianto e pregato. Lì ho capito di essere guarita. Nel frattempo i medici di Torino mi dissero di non sospendere nessun farmaco, fino a quando non mi avessero vista anche loro. Dopo venti giorni li ho raggiunti e dopo avermi visitata dissero che per loro era inspiegabile.

d - Quando si è recata a Lourdes, c’era dentro di lei la speranza di un miracolo?

r - Io avevo chiesto la guarigione per una bambina del mio paese. Per me avevo solo chiesto la forza e la pace per affrontare la malattia. Io ho avuto la fortuna di avere quattro figli e di vederli crescere, correre, giocare. Questa coppia di miei amici invece non avevano mai visto loro figlia correre e giocare.

d - Qual è stato il suo primo pensiero quando si è resa conto di essere guarita?

r - Beh non sapevo cosa fare, come dirlo. Soprattutto non riuscivo ad andare a casa della mamma della bimba a dirle che io era guarita e la loro bambina no. Ho chiamato il parroco e gli ho raccontato tutto. Poi abbiamo pregato insieme.

d - La sua fede ha assunto un significato diverso?

r - La mia fede che c’è sempre stata, è cresciuta ancora di più. Ho sperimentato sul mio corpo quello che leggiamo nei Vangeli e quindi i miracoli di Gesù. La vivo come una missione. Se riesco a dare pace e conforto a chi sta affrontando una prova, perché non farlo.

d - Si è mai chiesta: perché proprio a me?

r - E’ una domanda che mi sono chiesta dal primo momento e alla quale non sono mai riuscita a dare una risposta. Sicuramente so di non essere migliore di nessuno. Il Signor ha scelto me, ma potrebbe capitare a chiunque.

d - Sicuramente per lei Lourdes ha un grande significato…

r - Da subito mi sono iscritta all’Unitalsi e sono diventata una volontaria. Quello che loro hanno fatto per me io vorrei farlo agli altri. Ho assisto due mie zie per diverso tempo, mio marito, mio papà… Lourdes è tutti i giorni.