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Cari Contro-Lettori,

la foto di prima pagina l’abbiamo scattata, casualmente, a Tito -provincia di Potenza- domenica scorsa alle ore 9:00 circa. Ovvero solo alcuni attimi prima che un guasto alle tubature costringesse i residenti a un'astinenza da acqua pubblica che si è protratta per giorni, con una incredibile serie di comunicati che annunciavano di volta in volta il ripristino del servizio anzi no. “Che fastidio”, avrebbe cantato Ditonellapiaga, fra le pieghe di questa estate particolarmente bollente per i cittadini lucani. E quelli di loro che hanno avuto la fortuna di poter passare alcune giornate al mare, sotto l'ombrellone agostano hanno via via letto un susseguirsi di notizie a dir poco dissonanti: il comune di Potenza che chiede di fare una colletta per il concerto del maggio prossimo venturo, mentre si vede sfilare sotto il naso dal municipio di muro Lucano il concerto gratuito promesso da Arisa proprio nel capoluogo; intanto, il ciclista Jovanotti si fa una passeggiata materana da €30.000, dopo aver appena finito di elogiare il pane della vicina Altamura. Dice: ma quello fa un milione di visualizzazioni ed è tutta promozione. Vero, come è altrettanto vero che se uno viene pagato per dire che siamo belli e bravi... vuol dire che abbiamo a che fare con un complimento di plastica. E i followers di oggi non è che non lo sanno, specie se la notizia del compenso ha ampio riscontro sui giornali. Ma come diceva Corrado, non finisce qui. Per molti Lucani il rientro dalle ferie è stato battezzato con la notizia dell'introduzione dei ticket da €2,50 a ricetta, per tutti coloro che per varie ragioni non ne sono esenti (leggetene all’ìnterno). “Dio lo vuole” diceva Papa Urbano II per spingere i fedeli alle Crociate; “Lo Stato lo vuole”, dice Latronico, per giustificare ai cittadini, secondo i sindacati, l’ennesimo Calvario. Certo è che al lettore lucano che per tutto l' “inverno” ha seguito con attenzione la faccenda dei Mini vitalizi, la questionecella dei “Mini ticket” appare un pochettino pelosa. Nel frattempo, come ci conferma ancora una volta un portavoce di quartiere quale può essere il parroco di Poggio Tre Galli a Potenza, giovani e anziani tendono sempre più a chiudersi nella solitudine; i primi affetti (anche) da una incomunicabilità da social, i secondi perché si sentono semplicemente abbandonati a loro stessi e probabilmente, visto i fatti narrati, lo sono pure. Che dire, se la politica latita e i Lucani se ne vanno, in questo vuoto cosmico a cui sembriamo sempre più destinati è rimasta davvero solo la sedia. Che sia quella della politica o quella della gente che disabita i nostri paesi non fa differenza.

Walter De Stradis