combustionespontanea.jpgCari Contro-Lettori,

Mel Gibson mangia le mozzarelle di bufala in un bar latteria di Caserta, a pochi chilometri da noi lucani, che mentre guardiamo quel video su Tik Tok, in cuor nostro reclamiamo il suo ritorno, la sua presenza a Matera, per girare il nuovo film sulla Resurrezione di Cristo.

Ormai va così, forse, le star del Cinema ci lanciano pezzi di cioccolata dalle torrette dei loro cingolati di Hollywood, zollette dolci di uno sviluppo che ci pare arrivare –a pezzettini- dalla “fabbrica dei sogni”, e non dalla politica. Candidiamolo alle prossime regionali, Mel Gibson.    

Nella “realtà”, la Basilicata soffre, e non da oggi, di un doppio male: da un lato la fragilità strutturale di una terra ai margini (infrastrutture vecchie, servizi ridotti, spopolamento galoppante), dall’altro una classe politica troppo spesso –da sempre- chiusa nella ritualità delle nomine, delle passerelle, dei “tavoli di confronto” che non approdano mai a nulla. La minoranza di oggi attacca quella che era la minoranza di ieri: a parti invertite, il gioco rimane lo stesso.

Non è solo un problema di efficienza. È una questione culturale e politica. In questa regione si continua a vivere alla giornata, a reagire più che a progettare. Ci si brucia di combustione spontanea. Si cerca di “non perdere il treno”, ma il treno, quello vero, spesso non parte proprio. Lo sanno bene i comitati dei pendolari, ignorati sistematicamente da chi dovrebbe ascoltarli. E lo sanno anche i giovani agricoltori, i piccoli imprenditori del turismo, i sindaci delle aree interne che chiedono solo di non essere dimenticati.

E poi ci sono i numeri. Una frana silenziosa. Le case vuote nei paesi, le scuole con una sola sezione, i treni che partono solo per andarsene, mai per tornare.

Una Passione quotidiana, senza Resurrezione alcuna.

Servirebbe fermarsi davvero, sedersi accanto ai pendolari stanchi, ascoltare i contadini che guardano il cielo senza più chiedere nulla, imparare da chi resta, senza clamore.

Walter De Stradis