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Non un semplice album musicale, ma una vera operazione culturale. Con “Ti parlo dei Sud – Canzoni di Pino Aprile”, lo scrittore Pino Aprile e i Renanera trasformano la riflessione sul Meridione in un’opera sonora intensa, capace di intrecciare denuncia sociale, memoria storica e ricerca musicale contemporanea.

L’incontro tra la voce saggistica di Aprile — autore del bestseller Terroni — e la raffinata ricerca etno-elettronica dei Renanera dà vita a un lavoro che supera i confini del disco tradizionale. Il risultato è un’opera di “realismo civile”, fatta di ballate di protesta, canti viscerali e preghiere laiche, in cui la musica diventa strumento per raccontare ciò che spesso la saggistica non riesce a esprimere pienamente.

Dopo anni di libri, viaggi e inchieste, Pino Aprile approda infatti alla canzone per colmare quello che definisce il vuoto dell’ineffabile: se la scrittura analizza, la musica “sente”. Da questa intuizione nasce un album che costruisce un ponte ideale tra il mito arcaico — sirene, eroi omerici, formule magiche — e le grandi ferite contemporanee: Gaza, Taranto, il dramma dei migranti nel Mediterraneo e quello degli emigranti approdati a Ellis Island.

In questo progetto il “Sud” non rappresenta un genere folkloristico, ma una categoria dello spirito, una condizione dell’anima capace di parlare a tutti i Sud del mondo.

La veste sonora dell’opera trova piena espressione nel lavoro dei Renanera, progetto artistico formato da Concetta De Rosa e Antonio Deodati. Centrale è la voce di Unaderosa, intensa e ancestrale, interprete di una profonda pietas, sostenuta da arrangiamenti che fondono armonia classica, suggestioni world music e tensione contemporanea.

“Ti parlo dei Sud – Canzoni di Pino Aprile” si presenta così come un’opera di resistenza etica: un viaggio che parte da Puglia, Calabria, Sicilia, Molise e Basilicata per arrivare idealmente a Ellis Island, a Gaza e a ogni terra ferita del pianeta. Un percorso in cui la memoria diventa bussola per affrontare le contraddizioni della modernità.

Numerosi i musicisti coinvolti nel progetto discografico, chiamati a interpretare l’universo sonoro che da sempre caratterizza i Renanera. Accanto a Unaderosa e Antonio Deodati — impegnato alle tastiere, percussioni, saz, chitarra e cori — partecipano Daniele Lerose al saz, chitarre e mandolino; Gianni Zongaro alle chitarre; Aldo Gurnari al bouzouki; Claudio Laguardia alla batteria; Nicolò Deodati, Pierpaolo Grezzi e Ian Sands alle percussioni; Leandro Sileo alla fisarmonica; Alberto Oriolo al violino; Rosanna Vitacca al violoncello; Antonino Barresi alla ciaramella lucana e al flauto traverso; Antonello Mango, Gianluca Sanza, Nello D’Anna e Vito Santamato al basso elettrico e contrabbasso; Karola De Rosa, Giorgia Ielpo, Diego Pisano e ancora Nicolò Deodati ai cori.

Lo stesso Pino Aprile compare inoltre nel brano “Ti parlo del Sud”, prestando la propria voce narrante in un cameo che rafforza il legame tra parola scritta e racconto musicale.

L’album sarà disponibile dal 22 maggio 2026 su tutte le piattaforme digitali per l’etichetta T.S.A. Total Sounding Area. Ogni brano sarà accompagnato da un’introduzione firmata da Pino Aprile e da un’illustrazione realizzata da Unaderosa. Dalla stessa data, sul canale YouTube dei Renanera saranno pubblicate anche versioni video con introduzioni e illustrazioni animate.

Il primo singolo estratto dal disco è “La voce del mare”, brano nato da una suggestione raccontata a Pino Aprile dal poeta Rafael Alberti. Al centro del racconto vi è un poeta che si rovinò economicamente per acquistare le isole delle ninfe alla foce del Guadalquivir, inseguendo una misteriosa sequenza di tre accordi — Mi, Fa#, Sol#m — nascosta nel suono delle onde oceaniche e registrata da un navigatore solitario olandese.

Nel testo, il mare diventa un’entità viva e poetica che continua a cantare a un’umanità ormai incapace di ascoltare, intrecciando il mito delle sirene con la disperata ricerca della bellezza.