Le serrande abbassate sono soltanto il segnale più evidente di una difficoltà che, a Potenza, riguarda ormai l'intero centro storico. Accanto alle attività che hanno chiuso, ci sono quelle che continuano a lavorare, senza riuscire più a raggiungere una clientela ampia e costante. Via Pretoria, da sempre uno dei principali luoghi di passeggio e di incontro del capoluogo, sembra aver perso la propria centralità nella vita cittadina. Nei pomeriggi e nelle serate in cui non sono previste iniziative, la strada fatica a riempirsi e il passaggio si riduce, lasciando i negozianti a fare i conti con una realtà sempre più difficile. Per chi tiene aperta un'attività, infatti, non basta avere una vetrina curata o un prodotto da vendere: servono persone che entrino, guardino, acquistino e ritornino.
I numeri restituiscono le dimensioni di una trasformazione che dura da anni. Secondo un'analisi dell'Ufficio Studi Confcommercio ripresa da ANSA nel marzo 2026, Potenza ha perso il 23,7% dei negozi tra il 2012 e il 2025. Un dato che invita a interrogarsi non soltanto sulle ragioni delle chiusure, ma anche sulle condizioni in cui si trovano a operare gli esercizi commerciali ancora presenti lungo le strade del centro. Decine e decine sono gli annunci che si trovano online di locali commerciali,anche storici, in vendita proprio nel Centro.
Negli ultimi anni via Pretoria ha visto arrivare anche marchi conosciuti, capaci ,almeno nelle aspettative, di richiamare pubblico. L'apertura di McDonald's e la presenza di negozi come Pandora hanno modificato l'offerta commerciale del centro, avvicinandola a quella che si incontra nelle vie centrali di altre città. Eppure, queste aperture non sembrano aver contribuito in misura sufficiente a restituire all'intera strada una frequentazione costante.
Le difficoltà emergono soprattutto nella quotidianità dei commercianti. Ci sono negozi nei quali, secondo quanto riferitoci, possono entrare appena due persone nell'arco di quattro ore di apertura. Una situazione che rende difficile sostenere le spese e programmare il futuro..
Le manifestazioni organizzate in città rappresentano occasioni importanti per animare le strade e riportare il pubblico nel centro storico. Il Lucania Is Comics 2026,dal 9 all’11 ottobre, ha offerto un momento di richiamo e partecipazione, ma una volta terminato l'evento via Pretoria è tornata a fare i conti con una presenza ridotta di persone, senza un passeggio capace di mantenersi con continuità nei pomeriggi e nelle serate successive.
Se la vitalità di una strada dipende quasi esclusivamente dagli appuntamenti in calendario, il commercio rimane esposto a un'alternanza difficile da sostenere: momenti di maggiore affluenza e lunghi periodi nei quali le vetrine restano senza visitatori. Una manifestazione può rappresentare una boccata d'ossigeno, ma non può essere l'unica occasione in cui il centro torna a vivere.
C’è da considerare che l’aumento del costo della vita incide sulle abitudini di tutti. Molte famiglie sono costrette a prestare maggiore attenzione al proprio bilancio. Questa difficoltà attraversa tutte le attività, dalla ristorazione ai negozi di abbigliamento. Ma il centro storico, proprio per la concentrazione di attività differenti, dovrebbe avere una capacità di attrazione superiore rispetto a quella di un qualsiasi quartiere.
A risentire della scarsa attrattività del Centro è anche la frequentazione da parte delle nuove generazioni. Alcuni ragazzi e studenti provenienti dai paesi limitrofi,riferiscono di preferire, per il tempo libero, il proprio paese di provenienza oppure altri luoghi di ritrovo, anziché trascorrere il pomeriggio o la serata nel centro storico di Potenza ,come accadeva tempo fa.
A rendere ancora più evidente la fragilità di questa situazione basta osservare cosa succede quando cambiano le condizioni meteorologiche. A volte è sufficiente una giornata di pioggia perché il centro storico si svuoti quasi completamente, con via Pretoria che perde anche quel poco di passeggio rimasto. Alcuni commercianti hanno scelto di raccontare questa realtà anche attraverso i social network, pubblicando osservazioni e contenuti talvolta scherzosi o ironici. Dietro una battuta, però, può nascondersi una difficoltà concreta: trascorrere ore all'interno del proprio negozio senza vedere entrare quasi nessuno, mentre le spese continuano ad accumularsi e il futuro dell'attività diventa sempre più incerto.
Se le attività faticano a raggiungere i clienti, se il passeggio si interrompe appena termina una manifestazione e se una giornata di pioggia è sufficiente a lasciare le strade quasi deserte, il problema merita di essere affrontato senza nasconderne le dimensioni.
Riconoscere le difficoltà non significa negare il valore del centro storico o ignorare gli sforzi compiuti per animarlo. Significa, al contrario, prendere sul serio la necessità di restituirgli una funzione concreta nella vita della città.
Il rilancio di via Pretoria non può dipendere esclusivamente da una nuova apertura o da un singolo evento. Servono attenzione alla mobilità, cura degli spazi pubblici, occasioni di aggregazione e una programmazione capace di dare continuità alla presenza delle persone.
Quando a svuotarsi è il luogo simbolo di una comunità, il rischio è quello di perdere molto più: una parte della propria identità.
Che cosa resterà del centro storico di Potenza quando anche chi ha resistito fino a questo momento sarà costretto ad abbassare la serranda?
Noà Cappiello
