- Redazione
- Sabato, 03 Ottobre 2026 08:15
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di Walter De Stradis
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smettila di darmi del lei, non sei mica così tanto più giovane di me!». mi dice, sorridendo, a un certo punto. Vincenzo Taddei ha sessantotto anni e un curriculum politico, lungo come un braccio, che ha coltivato sin da quando fu sindaco ventiduenne nella sua Castelmezzano (Pz). Dal recente congresso di Forza Italia, il già deputato e senatore azzurro è uscito vice-segretario regionale.
d - Come giustifica la sua esistenza?
r - Per chi crede, come me, la risposta è abbastanza chiara: c’è Uno che ha deciso per noi. C’è un disegno che a volte si esplica, altre volte bisogna intuirlo e altre ancora semplicemente accade. Siamo qui per un disegno divino, per svolgere, tra virgolette, un compito, fare un’esperienza e dare un contributo insieme agli altri.
d - E quando ha capito che avrebbe fatto politica?
r - Dico subito una cosa: a differenza di quanto si possa pensare, la politica non è una professione. È una passione che ti prende e che, come tutte le passioni, difficilmente riesci ad abbandonare. Da ragazzo frequentavo il liceo scientifico a Potenza, eravamo nella fase post-’68 e c’era molto fermento. Venivo dall’Azione Cattolica e per me fu quasi naturale aderire al movimento giovanile della Democrazia Cristiana. Da lì è partito un percorso. Quando inizi a fare politica non pensi alle responsabilità istituzionali o di partito che potrai avere domani. Io dico sempre che ognuno di noi ha tre età: quella anagrafica, quella biologica e quella spirituale.
d - Un’età politica no?
r - Mi spiego. L’età anagrafica è quella che sta scritta all’anagrafe e non puoi modificarla. Quella biologica dipende dalle condizioni fisiche di ciascuno. Poi c’è l’età spirituale e, da questo punto di vista, mi considero un privilegiato: ho ancora la stessa voglia e la stessa passione di allora. In politica ho avuto tanti ruoli, ma anche quando non ne ho avuti ho sempre fatto politica. Penso al medico: finché ci sono persone che vanno nel suo studio a chiedere una consulenza, continua a svolgere la sua professione. In politica è la stessa cosa: finché una comunità ti riconosce credibilità e consenso, puoi continuare a dare il tuo contributo.
d - Lei dunque, quando non aveva incarichi istituzionali, lavorava....
r -...ho lavorato per dieci anni alla Cassa del Mezzogiorno. Quando fu sciolta, nel 1995, i dipendenti furono assegnati a diversi ministeri. Io scelsi il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, perché aveva una sede in Basilicata, il Provveditorato regionale delle opere pubbliche.
d - Veniamo all’esito de congresso di Forza Italia. Non è mancata qualche voce secondo cui sarebbe stata necessaria una guida più giovane.
r - Ma guardi, non c’è dubbio. Tant’è che nella nuova segreteria abbiamo previsto una presenza significativa dei giovani. Abbiamo un bel movimento giovanile, con ragazzi e ragazze che stanno maturando e crescendo e che dovranno, in prospettiva, prendere in mano il partito. In questa fase si è ritenuto opportuno mettere insieme una figura istituzionale, quella del presidente Bardi, e una figura di esperienza politica come la mia, anche per i ruoli parlamentari e istituzionali che ho ricoperto. Dobbiamo gestire una fase di transizione, poi vedremo. Io sono convinto che prima o poi dovremo dare piena possibilità ai nostri giovani. Ma le generazioni non vanno recise: una forza politica popolare, democratica e rappresentativa delle proprie comunità deve avere al suo interno giovani, adulti, meno giovani e anziani.
d - Rottamare non è buono, insomma.
r - No, non ha senso. Ognuno deve dare il proprio contributo. La società è diversificata e una forza politica che voglia essere davvero rappresentativa deve avere al suo interno le diverse generazioni e tutti i generi.
d - L’altra polemica riguarda Bardi segretario regionale: c’è chi legge questa scelta come una rampa di lancio verso le Politiche.
r - Il presidente Bardi è stato molto chiaro. Ha detto pubblicamente: “Sono stato eletto dai lucani per fare il presidente della Giunta regionale e rimarrò a fare il presidente della Giunta regionale”. Io stesso ho fatto un comunicato su questo.
vMa lei sa che le parole sono una cosa e i fatti un’altra.
r - Ad oggi è così, non c’è nessuna richiesta da parte sua, né di altri, perché assuma un ruolo parlamentare. Questo comporterebbe lo scioglimento anticipato del Consiglio regionale. Non vedo questa eventualità e non penso che ci sarà in futuro, anche perché Bardi è una persona seria e responsabile. Avendo dichiarato pubblicamente questa volontà, la manterrà.
d - Curiosamente, mesi prima del congresso si parlava di un passo indietro di Elisabetta Casellati. All’epoca avevate tutti smentito. Poi, però, in pratica è successo.
r - Sì, in quelle dichiarazioni concordammo tutti. Vede, avevamo riconosciuto all’unanimità l’ottimo lavoro svolto dalla Casellati in Basilicata. È una delle figure più importanti del panorama di Forza Italia: è stata la prima donna presidente del Senato, candidata alla Presidenza della Repubblica, componente del CSM e, nell’ultimo governo Berlusconi, era stata indicata come ministra della Giustizia. Per noi è stato un onore averla come candidata nel 2022. In questi quattro anni ha lavorato insieme a noi e abbiamo ottenuto risultati significativi. Il problema era però anche logistico: tra Padova e Potenza ci sono mille chilometri. Il segretario regionale deve avere una presenza puntuale sul territorio. Per questo abbiamo lasciato a lei la decisione se rimanere o meno.
d - Lei parla di un ottimo lavoro, ma sicuramente si riferisce alle cose di partito; ma cosa ha fatto concretamente Casellati per la Basilicata? I lucani l’hanno vista due/tre volte.
r - Essendo una persona che non viene dal territorio, ha dovuto prima conoscerlo. Le questioni che le abbiamo sottoposto, sia particolari sia generali, sono state affrontate nel ruolo che ricopriva. È una persona abituata a occuparsi dei massimi sistemi: prima presidente del Senato, poi ministra delle Riforme istituzionali. Ha lavorato molto per il Paese e anche la legge elettorale che sarà approvata nei prossimi giorni l’ha vista protagonista per conto del governo. In questo lavoro gli interessi della Basilicata sono stati naturalmente compresi. Dal punto di vista del partito, inoltre, la sua credibilità è stata importante per attrarre candidature di rilievo e acquisire consensi alle ultime elezioni amministrative.
d - Passiamo al petrolio, tema che interessa molto da vicino i lucani. Il decreto del governo prevede anche un commissario nel caso in cui le procedure di estrazione rallentino. C’è chi teme un aumento delle estrazioni. Bardi sostiene invece che il tetto esiste già e non è mai stato raggiunto.
r - Partiamo da un punto: non c’è nessun aumento del tetto previsto dagli accordi del 1998, guarda caso sottoscritti da un governo di centrosinistra a livello nazionale e da un governo di centrosinistra in Basilicata. C’erano D’Alema presidente del Consiglio e il presidente della Regione Di Nardo. Noi, dall’opposizione, concordammo che fosse un buon accordo. Quel tetto rimane. Negli ultimi anni, per una serie di problematiche, le estrazioni sono diminuite. Tutto può accadere, ma quel limite non deve essere superato. Quanto alla salute e all’ambiente, la priorità deve essere assoluta. C’è anche il progetto LucaS, che va nella direzione di un monitoraggio continuo e permanente degli impianti e delle estrazioni petrolifere. Si può fare tutto, ma ambiente e salute dei cittadini vengono prima.
d - Se dovesse fare un bilancio di ciò che il petrolio ha dato alla Basilicata e di ciò che eventualmente ha tolto, quale sarebbe?
r - Dal 2013 in poi abbiamo avuto nel Paese una serie di governi instabili e questo non ha favorito ragionamenti di lungo periodo. Ma vorrei ricordare che quando eravamo al governo aumentammo le royalties dal 7 al 10 per cento. Era previsto che quel 3 per cento andasse direttamente ai lucani attraverso il cosiddetto bonus carburante. Successivamente il centrosinistra, in particolare l’allora capogruppo del Pd in Parlamento Roberto Speranza, modificò la normativa, destinando quel 3 per cento alla Regione Basilicata. Molte iniziative e molti bandi per incentivare le attività produttive sono stati finanziati proprio con quelle risorse. Nel frattempo, però, l’estrazione di petrolio è diminuita. E c’è un’altra questione: l’articolo 16 del decreto liberalizzazioni del 2012 prevedeva un fondo alimentato dal gettito fiscale delle aziende che effettuano le estrazioni in Basilicata. Ogni anno queste aziende, Eni in particolare, producono un gettito significativo per lo Stato. Noi avevamo previsto di utilizzare quel fondo per finanziare quanto stabilito dal Memorandum. L’articolo 16, però, è rimasto inattuato. Io credo che oggi ci siano le condizioni per attuarlo e istituire finalmente quel fondo, attraverso un confronto aggiornato tra Regione e governo nazionale. Perché l’idea era quella lì: un 7% per le attività sul territorio e un 3% era per il bonus carburante. Il Memorandum (voglio ricordare che uno degli artefici era il sottosegretario Viceconte) prevedeva grandi investimenti. Nel 2011 il governo Berlusconi diede una prima tranche di 600 milioni per opere infrastrutturali in Basilicata: il completamento della Tito-Brienza, con 120 milioni, l’ammodernamento della Potenza-Bari e quello della ferrovia Potenza-Melfi. L’articolo 16 dovrebbe consentire di alimentare ulteriormente questo meccanismo.
d - All’epoca la carta benzina venne definita dal centrosinistra un “contentino”. Oggi c’è il bonus gas. Siamo andati avanti o siamo tornati indietro?
r - Il bonus gas è un fatto estremamente positivo. Siamo in una fase di emergenza energetica determinata dalle note questioni geopolitiche internazionali e i lucani hanno avuto la possibilità di beneficiare di questa misura. L’aumento del costo dell’energia ne ha attenuato gli effetti, ma il bonus ha comunque contribuito a ridurre l’impatto negativo sulle famiglie.
d - Ci sono state, però, anche questioncelle antipatiche, come i conguagli.
r - Eh sì, dal punto di vista organizzativo ci sono state difficoltà, ma tutte le cose sono emendabili. Tant’è che si è lavorato e si sta lavorando. E vorrei ricordare che accanto al bonus gas col governo Bardi abbiamo introdotto un’altra iniziativa importante: gli incentivi per realizzare impianti fotovoltaici nelle case lucane. Il fotovoltaico consente di abbattere significativamente sia la bolletta elettrica sia quella del gas. Sono stati inoltre implementati altri strumenti per rendere accessibile questa misura. Su questo versante credo che stiamo facendo cose positive per difendere famiglie e imprese.
d - Con Bardi c’è piena condivisione? C’è stato un periodo in cui lei veniva definito addirittura “l’anti-Bardi”.
r - (Sorride) No, no. Diciamo che proveniamo da due storie diverse. Bardi ha una storia professionale di altissimo profilo e viene da un altro mondo. Io, invece, sin da ragazzo ho fatto politica: sono stato amministratore pubblico, funzionario pubblico e sindaco del mio paese, Castelmezzano. Ho sempre fatto attività politica e, per alcuni versi, ho una sensibilità diversa dalla sua.Ma quando il partito nazionale ha deciso di mettere insieme queste due esperienze, credo abbia fatto una scelta estremamente positiva. Sono convinto che insieme ci contamineremo in senso positivo e faremo cose positive per la Basilicata e per Forza Italia.
d - Un libro che la rappresenta?
r - Sono un appassionato di romanzi storici. Ho letto e riletto una bellissima serie di libri di Max Gallo su Napoleone.
d - Un film?
r - Mi piace moltissimo l’ambiente dell’America degli anni Trenta. Direi “C’era una volta in America” e “Cotton Club”. Sono film che ho visto più volte, perché ogni volta scopri particolari che prima non avevi notato.
d - E la canzone?
r - Non sono particolarmente appassionato di musica, ma sono molto legato a Lucio Battisti, Baglioni e Venditti. Recentemente sono stato a Matera per un concerto di Venditti. Diciamo che questa è la musica italiana che sento più vicina.








