- Redazione
- Venerdì, 30 Gennaio 2026 12:19

Il 28 gennaio scorso, a Roma, nella casa della figlia Rosa, è scomparso il maestro Gerardo Corrado.
Corrado nasce a Potenza nel 1936. Da ragazzo, conosce i pittori Michele Giocoli e Mauro Masi frequentandone lo studio di Via Manhes, luogo di convegno degli intellettuali della città. In età di neorealismo, in tempidi riscoperta della questione meridionale, in tempi di ricostruzione, con igiovani e sodali di quegli anni, che fanno gruppo fra loro, fra Matera e Potenza, con Luigi Guerricchio, Ugo Annona, Antonio Masini, Rocco Falciano, Michele Parrella, Mario Trufelli, subisce il fascino di Rocco Scotellaro e Carlo Levi.
Già espositore alla 1° edizione delle Olimpiadi della Gioventù (1949), il critico Corrado Maltese parla della sua pittura su un quotidiano nazionale. Anche lo scrittore Ezio Taddei si interessa del giovane Corrado le cui opere, selezionate per il confronto internazionale della 2° edizione delle Olimpiadi della Gioventù, sono esposte prima a Roma e poi a Nizza dove richiamano l’attenzione di Picasso. Insegnante, per brevi periodi, in alcune scuole dell’Appennino lucano, viene in contatto con l’estrema povertà dell’interno della regione. Dopo il servizio militare, per tre anni, è insegnante dei minori presso il carcere giudiziario di Potenza. Nel 1969 lascia Potenza e va a insegnare nella periferia romana (Primavalle). Qui l’intreccio tra sviluppo e sottosviluppo lo impegna politicamente con proposte contro l’emarginazione e il disadattamento. Ma non cessa i legami con la sua regione nativa. Roma è solo la “Capitale del Sud” dove si scarica il peso di un’opposizione mai risolta in Italia: quella tra città e campagna. È proprio riflettendo sul contrasto tra città e campagna che Corrado fa il suo incontro con il pensiero di Giustino Fortunato, il primo, tra gli storici e gli studiosi del tempo, che indicherà agli italiani l’esistenza di due Italie, non solo economicamente ma anche moralmente.
Nell’ambito di una narrativa meridionalistica ha pubblicato nella sezione “Saggi” di Pocket, mensile lucano di informazione culturale i seguenti titoli: Il vescovo Andrea Serrao e la Repubblica Potentina del 1799; Inizio e fine della repubblica Potentina; Andrea Serrao vittima della reazione borbonica nel racconto di Forges Davanzati, vescovo di Canosa Pocket, Anno IV (1987) n. 34; Dall’inciviltà si sprigiona la civiltà”, dibattito a margine di un convegno su Vincenzo Padula, Pocket, Anno III (1987) n. 2; Magia, religiosità e Cultura Riformatrice in Basilicata: un confronto dibattito tra E. De Martino e G. De Rosa, Pocket, Anno IV (1988), n. 32; Università della Basilicata. Il problema della legittimazione, Pocket, Anno III (1988), n. 1.
Sempre nell’ambito dei suoi interessi meridionalistici, Corrado ha partecipato al Convegno indetto dal Consiglio Regionale di Basilicata prima a Potenza (30 novembre 1996) e poi a Matera (7 dicembre 1996) sui temi “La Basilicata e il federalismo” e “ La Basilicata e la nuova questione meridionale”, lasciando agli atti il suo intervento sulle “iconografie” regionali quali fattori di stabilizzazione sociali”.
Negli ultimi anni, con Villani editore ha pubblicato: Giustino Fortunato e le due Italie(2021), Joseph Stella, da Muro lucano a New-York (2024) e Iconografie del paesaggio lucano (2025).
Franco Villani







