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di Walter De Stradis

 

 

 

 

Fra pochi mesi compirà quarant’anni

colei che fu una delle sindache

(a Pisticci, nel 2016) più giovani

in assoluto. Per di più, era anche

la prima, in Basilicata, con i

gradi da “Cinque Stelle”. Oggi Viviana

Verri è consigliere regionale di opposizione

in Consiglio regionale e di (ritrovata)

maggioranza al Comune di Pisticci.

d - Tocchiamo subito il tema più scottante:

i cosiddetti (mini) "vitalizi” ripristinati in

Consiglio Regionale. Lei è stata una delle

personalità politiche intervistate nella

recente puntata delle “Iene”: vogliamo

riassumere per quei pochi che non sanno

cosa sia successo?

r - Questa brutta pagina di storia della politica

lucana in realtà è stata scritta circa un mese fa,

quando il 18 dicembre, in consiglio regionale,

approda il cosiddetto “collegato alla legge di

stabilità”, un testo che era già in commissione

da tempo, ma nel quale sono arrivati alcuni

emendamenti fatti proprio quel giorno, tra

cui questo, ormai famoso, sui vitalizi. Il

“collegato” è una sorta di “legge omnia”,

in cui si affrontano vari argomenti, quindi

questo tema non era entrato nel collegato, ma

ci è arrivato proprio quel giorno. Veniamo

quindi a conoscenza di questa misura che,

in buona sostanza, si chiama “indennità

differita”, ma che è una sorta di vitalizio e

che prevede che -al compimento dell’età della

pensione con 65 anni- chi è stato consigliere

per almeno 5 anni, dalla decima Legislatura

in poi, può acquisire questa sorta di pensione.

Come funziona? In parte contribuisce il

consigliere con la sua indennità, un’altra

parte consistente, circa due terzi se non vado

errata, la metterà la Regione.

d - Ma ci sono altri particolari “interessanti”.

r - La cosa più odiosa è che è previsto anche

un meccanismo retroattivo: ci sono alcuni

consiglieri che magari hanno fatto più

legislature (quando questa norma non c’era)

e quindi per poterne beneficiare anche loro,

potranno versarsi contributi e potranno

attingere ad un Fondo nel quale noi consiglieri

devolviamo una parte dell’indennità -e questo

si fa da diversi anni- e che viene utilizzato

per finalità sociali. L’ultima cosa fatta e

deliberata con questo Fondo erano degli aiuti

per la popolazione di Gaza.

d - Facciamo un piccolo stop, perché c’è chi

ha obiettato che quel Fondo, tuttavia, non

è stato mai utilizzato. Mi pare di capire che

non è così.

r - Diciamo che quei soldi sono stati utilizzati

poco rispetto alla capienza, che ammonta a

oltre un milione di euro. In questa consiliatura

sono stati utilizzati per varie iniziative, per

esempio per un centro autistico, ma negli

anni sono state fatte altre cose, come quella

misura a favore degli esposti all’amianto.

È vero che non è stato utilizzato sempre in

maniera frequente, però è un Fondo che oggi

c’è, e ci si possono fare tante cose. Non è che

questi soldi “scadono”, insomma.

d - La maggioranza si è difesa dicendo che è

stata adottata una norma presente anche

in altre regioni, però -altro particolare

non di poco conto- questi vitalizi potranno

andare anche ai congiunti, agli eredi dei

consiglieri.

r - Sì, c’è anche un meccanismo di reversibilità. È

vero che questa è una misura che hanno tante

regioni, ma noi come opposizione abbiamo

contestato sia la retroattività, sia il modo in

cui è arrivata in aula, perché normalmente

una proposta di legge viene presentata

in commissione, si fa una discussione, si

invitano anche le parti sociali. Si è scelto

una via poco trasparente, molto opaca, con

un provvedimento

adottato sotto

Natale; quasi quasi si

sperava che passasse

inosservato, ma così non è stato perché c’è

stato chi, come noi del M5S, si è opposto

fermamente alla norma (sia io sia la collega

Araneo) e chiarisco che NON usufruiremo

del beneficio.

d - Ora cosa accadrà?

r - La legge è stata varata, il 31 dicembre è stata

pubblicata sul bollettino, entro 90 giorni dalla

pubblicazione chi vuole usufruire del vitalizio

dovrà comunicarlo. Non è automatico

prendere il vitalizio. Possiamo scegliere di

non farlo e noi 5 Stelle lo non lo prenderemo.

d - Quindi dobbiamo aspettare due mesi

e mezzo per vedere quali e quanti

sceglieranno di beccarselo.

r - E’ facoltativo, c’è un meccanismo di scelta.

d - Da più parti è stato chiesto di fare un passo

indietro, ma alla fi ne potrebbe essere già

questo: rinunciare.

r - Il passo indietro necessario sarebbe

l’abrogazione di questa norma, come

abbiamo chiesto, perché non si può lasciare

al singolo la scelta di una cosa del genere,

considerando che è un meccanismo che

beneficia anche consiglieri di altre, passate

legislature: persone che oggi potrebbero

venire a chiedere la restituzione di quei soldi

che versarono nel Fondo per finalità sociali.

d - Ciò che è certo, è che, con “Le Iene”, non si

è fatta una bella fi gura a livello nazionale.

r - Assolutamente no, per niente, anche perché

chi è stato chiamato a spiegare non ha trovato

le parole di fronte alle telecamere. Perché

non è una misura che si può “spiegare” al

cittadino. Specie in un momento storico

nel quale, in Basilicata ci sono vertenze

che riguardano il lavoro; Stellantis, la crisi

del polo del mobile imbottito, la Smart

Paper, ci sono un sacco di crisi industriali,

economiche, imprenditoriali e in un momento

del genere una norma così appare ancora

più odiosa. Non era necessaria, noi abbiamo

un’indennità di tutto rispetto, abbiamo anche

la possibilità, insomma, di poter integrare il

nostro fondo pensionistico autonomamente,

molti di noi lo fanno.

d - La Corte dei Conti, poco tempo prima,

aveva bocciato la legge regionale 23 del

2024 che prevedeva un aumento dei fondi

per i gruppi consiliari. A suo tempo, anche

lei non fu scevra da polemiche, avendo

partecipato al progetto di legge.

r - Sì, sì. Quello fu, diciamo, uno scivolone di inizio

legislatura. Io sono componente dell’Ufficio

di Presidenza e si iniziò a discutere, sin dalle

prime battute, di una necessità che era quella,

in qualche modo, di dotare i gruppi consiliari

anche di più personale o comunque di più

aiuti per svolgere l’attività. Quindi è nata

questa discussione, in Ufficio di Presidenza,

che si concretizzò ben presto in un progetto

di legge, che normalmente porta la firma

del proponente o dei proponenti. All’epoca,

essendo anche poco

avvezza ai meccanismi

tecnici, non fui

pronta a ritirare la

mia adesione alla

discussione -non

al principio- anche

perché in questa legge

poi c’è fi nito anche

altro. E mi spiego.

Della nostra indennità

fa parte una somma

di 1950 euro, che

all’inizio di questa

consiliatura ci

venivano dati SOLO

E SE avessimo

attivato contratti

di collaborazione.

Ora, in virtù di

quella legge, il

consigliere può non farlo. Tecnicamente non

è un aumento, ma il consigliere oggi può

decidere se incamerarsi quei soldi o pagarci

il collaboratore. Io, come la collega Araneo,

come altri, continuiamo a pagare il nostro

collaboratore, anche perché l’abbiamo

assunto. Tuttavia, poi c’è stato un secondo

errore, un’astensione generale su questa

norma. Però poi abbiamo proposto come

minoranza -io prima fi rmataria- un’altra

legge che facesse fare un passo indietro,

avendo già presagito da alcune cose

l’intervento della Corte dei Conti. Questa

legge ci è stata bocciata, però poi ne abbiamo

presentata un’altra per fare un referendum,

che ancora sta facendo il suo iter consiliare.

Quindi dall’errore iniziale, abbiamo cercato

di rimediare in ogni modo e soprattutto con

la dignità di non prendere quei soldi.

d - Chiudiamo il discorso sui vitalizi. “Le

Iene” a volte vengono accusate –da chi

è stato da loro “pizzicato”- di tagliare e

montare ad arte le interviste. E magari

qualche consigliere di maggioranza si

lamenterà in tal senso. Lei che era lì, quel

giorno, cosa può dirci?

r - Il tema in sé era oggettivamente scivoloso,

quindi dare spiegazioni non è comunque

semplice. Chiaramente, i tagli delle interviste

ci sono stati (anche il mio passaggio che

è andato in onda non è stato completo),

però ritengo che in generale “Le Iene” non

abbiano stravolto o fatto delle interpretazioni

sbagliate della cosa. La questione è quella,

così come è stata spiegata.

d - C’è anche chi ha commentato: va bene,

ma tra tante cose, questa delle 600 euro

di mini-vitalizio non è la più importante,

essendoci altri temi, tipo la crisi di

Stellantis e dell’indotto (oggetto di una

recente risoluzione in Consiglio).

r - Si è parlato tanto dei vitalizi perché questa

è una classe dirigente che ha altre priorità:

per portare in Consiglio Stellantis ci abbiamo

messo mesi.

d - La priorità di questa maggioranza è

l’autoconservazione?

r - Evidentemente sì. Intanto, venendo alla

risoluzione consiliare, è stato trovato un

punto di mediazione e abbiamo cercato di

portare a casa degli impegni di Stellantis

innanzitutto, ma anche a tutela dell’indotto;

perché oggi la vera emergenza è anche lì, sui

lavoratori che sono in sciopero. Ci sono due

presidi, Tiberina e Pmc, che sono in piedi da

quasi 100 giorni e sono persone che hanno

bisogno di risposte. Quindi, ci aspettiamo che

il governo regionale, forte anche del mandato

ricevuto dal Consiglio, faccia delle azioni a

tutela di questi lavoratori. Avendo avuto io

stessa, da sindaca, ruoli di governo, quando

facciamo opposizione in Regione non la

facciamo mai cercando di strumentalizzare

le difficoltà. Sappiamo che ci sono questioni

come la Sanità che non è facile risolvere,

ma quello che noi chiediamo sempre è un

approccio condiviso. Ad esempio, il piano

sanitario doveva arrivare in Consiglio a fi ne

anno, doveva essere frutto di un percorso di

confronto anche con le minoranze, e invece

noi abbiamo assistito solo a una presentazione

di linee-guida molto vaghe; prima dell’estate

poi c’è stato un silenzio stampa assoluto e

oggi non c’è manco il piano, ancora si parla

di linee.

d - Senza contare i 50 milioni di saldo negativo

in riferimento alla mobilità sanitaria.

r - …e i sessantamila lucani che hanno proprio

scelto di non curarsi. Perché le liste d’attesa

del pubblico sono infi nite e perché non sempre

è possibile accedere a strutture private, che

costano tanto; quindi su questo bisogna dare

delle risposte con la riorganizzazione. La

Giunta l’anno scorso fece una delibera in cui

riorganizzò la sanità territoriale, ma anche

quella non è passata dal Consiglio, non se

n’è discusso e ancora si fatica a calare quel

modello nella realtà e nei problemi. Oggi noi

abbiamo strutture fi nanziate col PNRR, come

gli ospedali di comunità, che ancora non

sono aperte e quando verranno aperte non

ci saranno i medici, perché c’è una carenza

endemica di personale sanitario.

d - Voi Cinque Stelle avete spesso lamentato

l’assenza del governatore Bardi in

Consiglio regionale. La mancanza di una

“leadership” conta quanto l’assenza di

condivisione?

r - C’è un’assenza totale del governatore, che

non solo non viene ai consigli regionali, ma le

dico una cosa ancora più grave: tramite PEC,

noi tutti i consiglieri di opposizione abbiamo

fatto una richiesta al presidente Bardi per un

incontro, più di un mese fa, e non abbiamo

avuto risposta, nonostante vari solleciti.

Volevamo “imporgli” un po’ di temi, come la

sanità, ma volevamo anche dei chiarimenti su

altri aspetti: c’è una vicenda su cui non è stata

ancora fatta luce abbastanza, che è quella di

“Affi dopoli” (la questione degli affi damenti

diretti operati da alcuni enti, fi nita al centro

di una inchiesta giornalistica). Notiamo

anche in questo governo regionale una sorta

di “schieramento” che va oltre la politica:

spesso quando un consigliere o una forza

politica fa una critica su qualcosa, non gli

risponde la fi gura politica interessata, bensì

i direttori generali o altre fi gure. E’successo

con Arpab, è successo con altri dipartimenti,

quindi noi volevamo porre anche questo

tema al Presidente. Non abbiamo avuto

assolutamente nessuna risposta, e questo è

grave, non c’è rispetto istituzionale

d - Chi legge potrà dire: vabbè, lei critica

perché è dell’opposizione. Pertanto, io la

costringo a dire una cosa positiva di questo

governo regionale.

r - Beh, mi mette in difficoltà con questa

domanda, perché la nostra non è una

posizione preconcetta. Noi davvero

vediamo un atteggiamento di grande,

grande chiusura. Le cose positive infatti

accadono quando ci si riesce ad unire su

temi importanti, come appunto con Stellantis

oppure quest’estate quando approvammo

unitariamente una mozione su Gaza. Non

sono mancati i provvedimenti che abbiamo

adottato all’unanimità (penso alla legge sui

disturbi alimentari). Però vediamo proprio

una mancanza, ci manca “la testa” in questo

governo regionale, manca il Presidente e

spesso ci sono figure che sopperiscono a lui

in qualche modo. Ma non funziona così.