- Redazione
- Sabato, 17 Gennaio 2026 07:41
di Walter De Stradis
Fra pochi mesi compirà quarant’anni
colei che fu una delle sindache
(a Pisticci, nel 2016) più giovani
in assoluto. Per di più, era anche
la prima, in Basilicata, con i
gradi da “Cinque Stelle”. Oggi Viviana
Verri è consigliere regionale di opposizione
in Consiglio regionale e di (ritrovata)
maggioranza al Comune di Pisticci.
d - Tocchiamo subito il tema più scottante:
i cosiddetti (mini) "vitalizi” ripristinati in
Consiglio Regionale. Lei è stata una delle
personalità politiche intervistate nella
recente puntata delle “Iene”: vogliamo
riassumere per quei pochi che non sanno
cosa sia successo?
r - Questa brutta pagina di storia della politica
lucana in realtà è stata scritta circa un mese fa,
quando il 18 dicembre, in consiglio regionale,
approda il cosiddetto “collegato alla legge di
stabilità”, un testo che era già in commissione
da tempo, ma nel quale sono arrivati alcuni
emendamenti fatti proprio quel giorno, tra
cui questo, ormai famoso, sui vitalizi. Il
“collegato” è una sorta di “legge omnia”,
in cui si affrontano vari argomenti, quindi
questo tema non era entrato nel collegato, ma
ci è arrivato proprio quel giorno. Veniamo
quindi a conoscenza di questa misura che,
in buona sostanza, si chiama “indennità
differita”, ma che è una sorta di vitalizio e
che prevede che -al compimento dell’età della
pensione con 65 anni- chi è stato consigliere
per almeno 5 anni, dalla decima Legislatura
in poi, può acquisire questa sorta di pensione.
Come funziona? In parte contribuisce il
consigliere con la sua indennità, un’altra
parte consistente, circa due terzi se non vado
errata, la metterà la Regione.
d - Ma ci sono altri particolari “interessanti”.
r - La cosa più odiosa è che è previsto anche
un meccanismo retroattivo: ci sono alcuni
consiglieri che magari hanno fatto più
legislature (quando questa norma non c’era)
e quindi per poterne beneficiare anche loro,
potranno versarsi contributi e potranno
attingere ad un Fondo nel quale noi consiglieri
devolviamo una parte dell’indennità -e questo
si fa da diversi anni- e che viene utilizzato
per finalità sociali. L’ultima cosa fatta e
deliberata con questo Fondo erano degli aiuti
per la popolazione di Gaza.
d - Facciamo un piccolo stop, perché c’è chi
ha obiettato che quel Fondo, tuttavia, non
è stato mai utilizzato. Mi pare di capire che
non è così.
r - Diciamo che quei soldi sono stati utilizzati
poco rispetto alla capienza, che ammonta a
oltre un milione di euro. In questa consiliatura
sono stati utilizzati per varie iniziative, per
esempio per un centro autistico, ma negli
anni sono state fatte altre cose, come quella
misura a favore degli esposti all’amianto.
È vero che non è stato utilizzato sempre in
maniera frequente, però è un Fondo che oggi
c’è, e ci si possono fare tante cose. Non è che
questi soldi “scadono”, insomma.
d - La maggioranza si è difesa dicendo che è
stata adottata una norma presente anche
in altre regioni, però -altro particolare
non di poco conto- questi vitalizi potranno
andare anche ai congiunti, agli eredi dei
consiglieri.
r - Sì, c’è anche un meccanismo di reversibilità. È
vero che questa è una misura che hanno tante
regioni, ma noi come opposizione abbiamo
contestato sia la retroattività, sia il modo in
cui è arrivata in aula, perché normalmente
una proposta di legge viene presentata
in commissione, si fa una discussione, si
invitano anche le parti sociali. Si è scelto
una via poco trasparente, molto opaca, con
un provvedimento
adottato sotto
Natale; quasi quasi si
sperava che passasse
inosservato, ma così non è stato perché c’è
stato chi, come noi del M5S, si è opposto
fermamente alla norma (sia io sia la collega
Araneo) e chiarisco che NON usufruiremo
del beneficio.
d - Ora cosa accadrà?
r - La legge è stata varata, il 31 dicembre è stata
pubblicata sul bollettino, entro 90 giorni dalla
pubblicazione chi vuole usufruire del vitalizio
dovrà comunicarlo. Non è automatico
prendere il vitalizio. Possiamo scegliere di
non farlo e noi 5 Stelle lo non lo prenderemo.
d - Quindi dobbiamo aspettare due mesi
e mezzo per vedere quali e quanti
sceglieranno di beccarselo.
r - E’ facoltativo, c’è un meccanismo di scelta.
d - Da più parti è stato chiesto di fare un passo
indietro, ma alla fi ne potrebbe essere già
questo: rinunciare.
r - Il passo indietro necessario sarebbe
l’abrogazione di questa norma, come
abbiamo chiesto, perché non si può lasciare
al singolo la scelta di una cosa del genere,
considerando che è un meccanismo che
beneficia anche consiglieri di altre, passate
legislature: persone che oggi potrebbero
venire a chiedere la restituzione di quei soldi
che versarono nel Fondo per finalità sociali.
d - Ciò che è certo, è che, con “Le Iene”, non si
è fatta una bella fi gura a livello nazionale.
r - Assolutamente no, per niente, anche perché
chi è stato chiamato a spiegare non ha trovato
le parole di fronte alle telecamere. Perché
non è una misura che si può “spiegare” al
cittadino. Specie in un momento storico
nel quale, in Basilicata ci sono vertenze
che riguardano il lavoro; Stellantis, la crisi
del polo del mobile imbottito, la Smart
Paper, ci sono un sacco di crisi industriali,
economiche, imprenditoriali e in un momento
del genere una norma così appare ancora
più odiosa. Non era necessaria, noi abbiamo
un’indennità di tutto rispetto, abbiamo anche
la possibilità, insomma, di poter integrare il
nostro fondo pensionistico autonomamente,
molti di noi lo fanno.
d - La Corte dei Conti, poco tempo prima,
aveva bocciato la legge regionale 23 del
2024 che prevedeva un aumento dei fondi
per i gruppi consiliari. A suo tempo, anche
lei non fu scevra da polemiche, avendo
partecipato al progetto di legge.
r - Sì, sì. Quello fu, diciamo, uno scivolone di inizio
legislatura. Io sono componente dell’Ufficio
di Presidenza e si iniziò a discutere, sin dalle
prime battute, di una necessità che era quella,
in qualche modo, di dotare i gruppi consiliari
anche di più personale o comunque di più
aiuti per svolgere l’attività. Quindi è nata
questa discussione, in Ufficio di Presidenza,
che si concretizzò ben presto in un progetto
di legge, che normalmente porta la firma
del proponente o dei proponenti. All’epoca,
essendo anche poco
avvezza ai meccanismi
tecnici, non fui
pronta a ritirare la
mia adesione alla
discussione -non
al principio- anche
perché in questa legge
poi c’è fi nito anche
altro. E mi spiego.
Della nostra indennità
fa parte una somma
di 1950 euro, che
all’inizio di questa
consiliatura ci
venivano dati SOLO
E SE avessimo
attivato contratti
di collaborazione.
Ora, in virtù di
quella legge, il
consigliere può non farlo. Tecnicamente non
è un aumento, ma il consigliere oggi può
decidere se incamerarsi quei soldi o pagarci
il collaboratore. Io, come la collega Araneo,
come altri, continuiamo a pagare il nostro
collaboratore, anche perché l’abbiamo
assunto. Tuttavia, poi c’è stato un secondo
errore, un’astensione generale su questa
norma. Però poi abbiamo proposto come
minoranza -io prima fi rmataria- un’altra
legge che facesse fare un passo indietro,
avendo già presagito da alcune cose
l’intervento della Corte dei Conti. Questa
legge ci è stata bocciata, però poi ne abbiamo
presentata un’altra per fare un referendum,
che ancora sta facendo il suo iter consiliare.
Quindi dall’errore iniziale, abbiamo cercato
di rimediare in ogni modo e soprattutto con
la dignità di non prendere quei soldi.
d - Chiudiamo il discorso sui vitalizi. “Le
Iene” a volte vengono accusate –da chi
è stato da loro “pizzicato”- di tagliare e
montare ad arte le interviste. E magari
qualche consigliere di maggioranza si
lamenterà in tal senso. Lei che era lì, quel
giorno, cosa può dirci?
r - Il tema in sé era oggettivamente scivoloso,
quindi dare spiegazioni non è comunque
semplice. Chiaramente, i tagli delle interviste
ci sono stati (anche il mio passaggio che
è andato in onda non è stato completo),
però ritengo che in generale “Le Iene” non
abbiano stravolto o fatto delle interpretazioni
sbagliate della cosa. La questione è quella,
così come è stata spiegata.
d - C’è anche chi ha commentato: va bene,
ma tra tante cose, questa delle 600 euro
di mini-vitalizio non è la più importante,
essendoci altri temi, tipo la crisi di
Stellantis e dell’indotto (oggetto di una
recente risoluzione in Consiglio).
r - Si è parlato tanto dei vitalizi perché questa
è una classe dirigente che ha altre priorità:
per portare in Consiglio Stellantis ci abbiamo
messo mesi.
d - La priorità di questa maggioranza è
l’autoconservazione?
r - Evidentemente sì. Intanto, venendo alla
risoluzione consiliare, è stato trovato un
punto di mediazione e abbiamo cercato di
portare a casa degli impegni di Stellantis
innanzitutto, ma anche a tutela dell’indotto;
perché oggi la vera emergenza è anche lì, sui
lavoratori che sono in sciopero. Ci sono due
presidi, Tiberina e Pmc, che sono in piedi da
quasi 100 giorni e sono persone che hanno
bisogno di risposte. Quindi, ci aspettiamo che
il governo regionale, forte anche del mandato
ricevuto dal Consiglio, faccia delle azioni a
tutela di questi lavoratori. Avendo avuto io
stessa, da sindaca, ruoli di governo, quando
facciamo opposizione in Regione non la
facciamo mai cercando di strumentalizzare
le difficoltà. Sappiamo che ci sono questioni
come la Sanità che non è facile risolvere,
ma quello che noi chiediamo sempre è un
approccio condiviso. Ad esempio, il piano
sanitario doveva arrivare in Consiglio a fi ne
anno, doveva essere frutto di un percorso di
confronto anche con le minoranze, e invece
noi abbiamo assistito solo a una presentazione
di linee-guida molto vaghe; prima dell’estate
poi c’è stato un silenzio stampa assoluto e
oggi non c’è manco il piano, ancora si parla
di linee.
d - Senza contare i 50 milioni di saldo negativo
in riferimento alla mobilità sanitaria.
r - …e i sessantamila lucani che hanno proprio
scelto di non curarsi. Perché le liste d’attesa
del pubblico sono infi nite e perché non sempre
è possibile accedere a strutture private, che
costano tanto; quindi su questo bisogna dare
delle risposte con la riorganizzazione. La
Giunta l’anno scorso fece una delibera in cui
riorganizzò la sanità territoriale, ma anche
quella non è passata dal Consiglio, non se
n’è discusso e ancora si fatica a calare quel
modello nella realtà e nei problemi. Oggi noi
abbiamo strutture fi nanziate col PNRR, come
gli ospedali di comunità, che ancora non
sono aperte e quando verranno aperte non
ci saranno i medici, perché c’è una carenza
endemica di personale sanitario.
d - Voi Cinque Stelle avete spesso lamentato
l’assenza del governatore Bardi in
Consiglio regionale. La mancanza di una
“leadership” conta quanto l’assenza di
condivisione?
r - C’è un’assenza totale del governatore, che
non solo non viene ai consigli regionali, ma le
dico una cosa ancora più grave: tramite PEC,
noi tutti i consiglieri di opposizione abbiamo
fatto una richiesta al presidente Bardi per un
incontro, più di un mese fa, e non abbiamo
avuto risposta, nonostante vari solleciti.
Volevamo “imporgli” un po’ di temi, come la
sanità, ma volevamo anche dei chiarimenti su
altri aspetti: c’è una vicenda su cui non è stata
ancora fatta luce abbastanza, che è quella di
“Affi dopoli” (la questione degli affi damenti
diretti operati da alcuni enti, fi nita al centro
di una inchiesta giornalistica). Notiamo
anche in questo governo regionale una sorta
di “schieramento” che va oltre la politica:
spesso quando un consigliere o una forza
politica fa una critica su qualcosa, non gli
risponde la fi gura politica interessata, bensì
i direttori generali o altre fi gure. E’successo
con Arpab, è successo con altri dipartimenti,
quindi noi volevamo porre anche questo
tema al Presidente. Non abbiamo avuto
assolutamente nessuna risposta, e questo è
grave, non c’è rispetto istituzionale
d - Chi legge potrà dire: vabbè, lei critica
perché è dell’opposizione. Pertanto, io la
costringo a dire una cosa positiva di questo
governo regionale.
r - Beh, mi mette in difficoltà con questa
domanda, perché la nostra non è una
posizione preconcetta. Noi davvero
vediamo un atteggiamento di grande,
grande chiusura. Le cose positive infatti
accadono quando ci si riesce ad unire su
temi importanti, come appunto con Stellantis
oppure quest’estate quando approvammo
unitariamente una mozione su Gaza. Non
sono mancati i provvedimenti che abbiamo
adottato all’unanimità (penso alla legge sui
disturbi alimentari). Però vediamo proprio
una mancanza, ci manca “la testa” in questo
governo regionale, manca il Presidente e
spesso ci sono figure che sopperiscono a lui
in qualche modo. Ma non funziona così.








