Guarente  (LIBERIAMO LA CITTA’) sul sostegno a Potenza e ai comuni in difficoltà

"E’ ormai passato quasi un anno dal giorno in cui Matera fu eletta Capitale europea della cultura 2019. Un giorno che difficilmente dimenticherò perché ricordo nitidamente l’esplosione di gioia che ci fu a Potenza, a Melfi, a Rionero, a Lavello, a Venosa e in tutti i Comuni della Basilicata che nonostante non avessero conseguito direttamente quell’importante risultato, esultavano per il riscatto di una terra, di un’intera regione. 

Quel giorno lo dimenticherò difficilmente perché da Consigliere appena eletto nell’assise comunale di Potenza avvertii il successo di Matera come l’incipit di una nuova era per la Basilicata tutta e per la sua gente. Una terra che fino a quel momento era stata martoriata dal Petrolio, dai piccoli numeri, da un tasso di emigrazione sempre  crescente, dalla mancanza di lavoro, dall’assenza di infrastrutture diventava, di colpo, la regina di tutte le testate giornalistiche nazionali, europee e mondiali  per un inaspettato successo. Un trampolino di lancio fondamentale che regalò una nuova speranza ai lucani i quali, in controtendenza col passato, iniziarono a credere nuovamente in un futuro da costruire in Basilicata. 

Mi sembrò un po’ di vivere quei giorni in cui si festeggia s. Gerardo a Potenza, la Bruna a Matera, le Cantine a s. Angelo le Fratte o a Vaglio o, ancora, tante altre feste lucane in cui non importa se sei di Accettura o di Brienza, di Tursi o di S. Costantino Albanese, di Latronico oppure di Montescaglioso, ma si festeggia tutti insieme, si balla, si beve con un forte senso di appartenenza e con la voglia di rivendicare, tra una tarantella e un “ brigante se more “ , le proprie origini lucane. 

Oggi  a quasi un anno di distanza da quella gioia la città di Potenza, capoluogo della Regione Basilicata, si trova a vivere un momento di forte difficoltà dettato da un default del Comune che non riesce più a sostenere le maggiori uscite di denaro rispetto ai soldi che realmente entrano nelle casse. Dal giorno del nostro insediamento abbiamo tagliato tutto ciò che ci era possibile partendo dalla totale eliminazione dei benefit come auto blu, autisti, rimborsi telefonici, spese di viaggio, assunzione di personale da attestare ai gruppi consiliari; abbiamo rinunciato ad ogni centesimo che spetta ai gruppi politici fino ad arrivare ai tagli delle voci macroscopiche come i trasporti che da 17 milioni di euro annui sono stati ridotti ad 8, gli appalti per le pulizie e tanto altro che ha già avuto drammatiche conseguenze su molti lavoratori. Per la prima volta il Comune di Potenza ( che al giorno del nostro insediamento giovava di circa 70 milioni di euro di entrate a fronte di 95 milioni di euro di uscite ) oggi si trova ad aver presentato un piano di riequilibrio triennale che entro la fine del terzo anno porterà le casse dell’Ente in una condizione di stabile sicurezza grazie all’abbattimento di quei 25 milioni di euro in più di uscite rispetto alle entrate. 

Per arrivare a conseguire quel risultato, però, è necessario che la Regione oggi trovi le modalità per trasferire al nostro Comune quei 32 milioni di euro che sono indispensabili per permettere alla città di raggiungere il definitivo pareggio di bilancio tra tre anni. 

A questo punto immagino vi stiate  chiedendo cosa c’entri il discorso iniziale di Matera Capitale della cultura con il dissesto di Potenza. Beh, c’entra eccome perché a quel “ volemose bene “ della vittoria di Matera, a quel “ siamo lucani e non molleremo mai “ cantato spesso allo stadio, a quel successo che doveva essere il punto di partenza per il riscatto della comunità lucana, sta facendo seguito una vera e propria alzata di scudi da parte di qualche Sindaco  che, con forza, si oppone a quello che viene millantato come “ salva Potenza “ , ma che in realtà è solo un sostegno a tutti i Comuni lucani che versano in uno stato di difficoltà. 

Così il Sindaco di Melfi, convinto di potersi giocare una partita politica che – sono sicuro - ritiene possa portargli non so quali vantaggi elettorali, si fa promotore di una battaglia finalizzata a far morire la nostra città. Si, perché quello che a molti non è chiaro è che quei 32 milioni di euro non sono finalizzati a salvare una consiliatura, ma ad evitare che una comunità intera ( non solo di potentini, ma anche delle 40 mila persone che ogni giorno si recano in città dagli altri comuni ) paghi, ancora una volta, le conseguenze di una discutibile passata gestione delle risorse pubbliche. Negli anni addietro nessuno ha proferito parola sui fondi che la Regione destinava alla città capoluogo, eppure quei soldi venivano letteralmente buttati nel vuoto visto e considerato che fino al nostro insediamento nulla è stato fatto per abbattere quei  25 milioni di euro in più rispetto a quelli che entravano. Oggi che finalmente presentiamo un bilancio che vuole rendere virtuoso l’Ente cosa succede? Il Sindaco di Melfi e quello di Viggiano ( la posizione di quest’ultimo mi appare, sinceramente, molto strana ) cercano di evitare che i Comuni in difficoltà vengano soccorsi. 

E allora concludo – scusandomi per la prolissità di questa riflessione – invitando  tutti coloro che gravitano in ambienti politici a prendere una posizione chiara, netta e definitiva evitando di cambiare idea a seconda delle opportunità politiche che possono nascondersi dietro la “ morte “ di un Comune e chiedendo loro: siamo lucani o non lo siamo? E più importante una battaglia finalizzata a meglio posizionarsi politicamente oppure le sorti di un’intera comunità? Potenza c’era quando c’è stata la battaglia contro il rischio che Scanzano divenisse un sito per le scorie, così come c’era quando bisognava pretendere a gran voce che i Tribunali di Melfi e Lauria venissero salvati ( anche se per giochi politici in quel caso ottenemmo una sconfitta).

Ora a chiedere aiuto ci sono Potenza, i potentini e tanti comuni della Basilicata: decidete cari Sindaci, Consiglieri regionali e Segretari di partito se stare dalla parte della politichetta, oppure dalla parte della Lucania evitando però, qualora vogliate schierarvi contro, di venire ancora a fare incetta di voti qui da noi.    I potentini hanno una buona memoria e sapranno incensare e bocciare chi si schiererà contro o a favore della nostra comunità."

Comunicato Stampa del Consigliere comunale Guarente