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Un caffè, una rapida occhiata ai titoli dei giornali locali e poi una passeggiata per le vie del Centro
di Potenza, per parlare di politica e di altri fatti nostrani,

ma anche per annusare gli “umori” della strada e cercare di leggere negli sguardi dei cittadini presi nel
proverbiale “struscio”.
E’ lunedì mattina, Via Pretoria e i locali annessi sono colmi di studenti “in sciopero” per la questione
petrolio (il cappuccino e il cornetto evidentemente fanno parte della forma di “contestazione” di quel
giorno), e il tempo è fortunatamente clemente (c’è il sole).
Mario Polese –ex segretario del Pd lucano, eletto consigliere regionale con Comunità Democratiche
e di recente transitato in Italia Viva di Renzi- saluta, stringe mani e raccoglie spunti, mentre si parla del
più e del meno, in questa intervista volutamente stradaiola.
Il primo dei titoli di giornale che balza all’occhio è «Pessolano lascia la segreteria. Per Carlo Calenda
Pd commissariato». Polese, che asserisce di aver aderito a Italia Viva non per “polemica” nei
confronti del Pd, ma per questione di semplice “coerenza” (si iscrisse al partito proprio col Matteo
Renzi segretario), commenta al volo: «Donato è un ragazzo in gamba, che ha svolto con passione il
suo ruolo di segretario del Pd cittadino. Ha deciso di fare un percorso diverso e lo fa in uno spazio
che è quello tracciato da Calenda, che tuttavia ritengo sia marginale rispetto all’offerta politica
attuale, e rispetto al progetto di Matteo Renzi.
Spero, anzi, che possa diventare complementare ad esso, pur mantenendo la sua peculiarità. Donato
sono sicuro che farà bene e gli faccio il migliore in bocca al lupo».Ciò premesso, il discorso scivola
rapidamente e inevitabilmente sul petrolio, visto e considerato l’eco che hanno avuto le parole di
Bardi nel corso del consiglio regionale tematico, voluto proprio da Polese.
PETROLIO: LE TRATTATIVE
E IL FUTURO “NO OIL”
«I temi del petrolio –spiega- per noi erano stanzialmente tre. Il primo riguardava
l’opportunità politica –a fronte della vicenda di Report- della partecipazione della Lega ai tavoli
delle trattative. Il secondo tema, ovviamente, è quello sul perpetrarsi delle estrazioni senza
compensazioni ambientali. Bardi ha ribadito che la questione è –sin dall’inizio- di SUA competenza,
pertanto ne consegue che l’assessore Rosa o era abusivo o -come sostengo io- è stato sfiduciato
dalla relazione di Bardi, che infatti parla in prima persona. E’ evidente che Bardi ha preso coscienza
dell’inadeguatezza della squadra politica che lo affianca (pensiamo anche a quella conferenza
stampa pasticciona, voluta per rispondere a me, che ha fatto più che altro danni). Il terzo tema non
riguarda la forma, bensì il merito delle questioni. La partita su Total -derivante comunque anche dalle
trattazioni precedenti- sembra possa portare frutti soddisfacenti (anche se i numeri riferiti al passato
non sono quelli che abbiamo letto sui giornali, poiché non tengono conto delle compensazioni sul
gas o di alcuni aspetti aggiuntivi rispetto al 2006).
Il fatto grave, ripeto, è l’attuale assenza delle compensazioni ambientali».
Ma Bardi ha detto che, quando ritorneranno, saranno “retroattive”, gli facciamo notare.
«Se così sarà, noi gliene renderemo merito. Il governatore deve tuttavia riferire in consiglio dello
stato dell’arte delle trattative, così com’è sempre stato, salvo il fatto –mi sovviene- che spesso e
volentieri l’assemblea salta per mancanza di numero legale, per responsabilità LORO: un fatto
non di natura politica, ma di bassa sciatteria e superficialità».
Sui giornali c’è anche la posizione di Basilicata Possibile, che chiede la sospensione in toto delle
estrazioni. «Fa parte della nostra risoluzione. Sospendere del tutto le estrazioni per me sarebbe opportuno, ma è
una cosa che è stata anche recepita, nel momento in cui si è deciso di valutare se, dal punto di vista
normativo, esiste questa possibilità, in attesa della chiusura delle negoziazioni e il ritorno delle
compensazioni.
La partita in ogni caso deve riguardare la questione occupazionale e quella del post-petrolio, poiché è
una risorsa che finirà… e qui si rischia veramente il “default” della regione».
Ma ha davvero senso, come ha fatto notare qualcuno, chiedere alle Compagnie di programmare il Nostro
futuro senza petrolio?
«La verità sta nel mezzo, poiché le compagnie probabilmente hanno anche la capacità
economica, le risorse umane e un know-how per costruire un vero e proprio piano industriale per
la Basilicata del post-petrolio; ma è ovvio che non può essere una cosa calata dall’alto e che ci debba
essere la compartecipazione degli stakeholders locali e soprattutto dei territori per capire dove,
effettivamente, c’è la necessità d’investire. Io sono sempre stato del partito “meno cattedrali nel deserto
e più progetti ad ampio raggio”. E soprattutto sinergia fra territori, cittadini e istituzioni».
Altro titolo di giornale. «Il sindaco di Montemurro, Di Leo, chiede “Compensazioni dirette ai comuni:
i soldi da usare per creare lavoro”». «Non mi appassionano molto i discorsi su quale
debba essere il soggetto istituzionale a beneficiarne, quanto piuttosto il fine: è chiaro che noi abbiamo
la necessità assoluta di un piano straordinario per la Basilicata, in virtù proprio della sua capacità
estrattiva. L’occupazione non può risolversi in una dinamica meramente assistenziale, pertanto
bisogna fare in modo che in Basilicata si crei una specie di “mini Silicon Valley”, considerato che
l’occupazione si crea se si sostiene l’impresa».
La passeggiata con annessa e connessa intervista si conclude con una puntatina sulle polemiche
inerenti il Capodanno Rai che –con sommo rammarico dei politici e dei cittadini di Matera,
Venosa e Matapontino- si terrà nuovamente nel capoluogo, la città di Polese.
CAPODANNO RAI E …
“COMPENSAZIONI”
«Il fatto che questa giunta non abbia rescisso l’accordo che noi avevamo fatto la dice lunga
sulla bontà di quell’accordo stesso. Fa un po’ sorridere il fatto che quelli che avevano criticato
l’operazione come un mero “spot” politico, oggi ne facciano vanto della propria azione politica.
Il progetto nasce tuttavia da una mission precisa, ovvero rendere itinerante la promozione della
Basilicata. E’ evidente, quindi, che se si perde proprio il concetto dell’ “itineranza”, l’idea viene
snaturata. Poi, sì, è chiaro che –in quanto “ultrapotentino”, sono contento che il concerto si tenga
nella mia città, il capoluogo di regione, ma allo stesso tempo ritengo vada fatto un ulteriore sforzo:
la giunta regionale dovrebbe impegnarsi per prorogare quest’intesa, almeno per altri due anni,
per coprire (come noi avevamo immaginato) tanto il Vulture-Alto Bradano, quanto il Metapontino».
Ma sarà almeno in minima parte vero ciò che si maligna fuori (ma anche dentro) la Basilicata,
ovvero che Capodanno Rai e Matera 2019 sono essi stessi delle “compensazioni” per il petrolio che
si estrae da noi?
Polese scuote la testa.
«Non c’è niente di vero, si tratta di una strategia di marketing territoriale, azzeccata, che va
riproposta».
(WalDeS)