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Quando è stata eletta, una sua vecchia zia quasi centenaria è salita su al Comune, l’ha abbracciata, e le ha detto «Non ti stancare troppo, ma fai cose buone!». E lei ha subito piazzato una telecamera sulla macchinetta del caffè…

Gelsomina Sassano è il primo sindaco-donna di Marsico Nuovo, comune della “zona calda” del petrolio (la Val D’Agri), di recente divenuta vice-presidente della Provincia di Potenza.

In vent’anni sono stata la prima donna assessore ai lavori pubblici di Marsico, poi lo sono stata al turismo e contenzioso, e ho ricoperto anche il ruolo di vicesindaco nell’amministrazione Vita. Aderisco ad Articolo Uno: uscii dal Pd quando loro (Polese) appoggiarono il mio avversario politico, Coiro. Trovo che i personalismi, le manie di onnipotenza di quella classe dirigente siano stati davvero troppi. Ho invece sempre stimato Roberto (Speranza -ndr): una persona seria. Che lavora.

D: Cosa vi siete detti quando è diventato Ministro?

R: Già tempo prima al telefono, in occasione dei festeggiamenti del nostro patrono, mi aveva anticipato questa possibilità. Poi ci siamo sentiti di nuovo, anche in occasione della mia nomina a vice presidente della Provincia. La sanità lucana ha subìto un depauperamento proprio a causa dei personalismi di cui sopra, senza tenere conto delle reali necessità dei territori. A Speranza ho chiesto di porvi particolare attenzione, anche se non potrà essere certo lui a risolvere i problemi dei piccoli ospedali lucani, che non sono di competenza di un ministro. Così com’è inutile generare aspettative sulla riapertura del punto nascite a Villa D’Agri (a mio avviso non ci sono le condizioni); tuttavia, come dicevo, Roberto dovrà vigilare. La politica sanitaria non si fa seguendo gli “umori” degli assessori regionali di turno…

D: …ogni riferimento a Leone…

R: …beh, mi ha deluso molto. E’ venuto a Villa D’Agri per incontrare il personale e gli amministratori dell’ospedale, nonché il comitato che ormai esiste da anni. Proprio il presidente del comitato voleva parlargli delle problematiche delle sale operatorie, della carenza di anestesisti, dei pediatri in affanno per mancanza di sostituzioni, per poi sentirsi dire: «E ia’, ragazzi, sorridete un po’, la vita è bella! Ma io mò me ne devo andare…». Una cosa patetica.

D: La critica che viene mossa dai detrattori a questa nuova classe dirigente è l’esser parsa più che altro intenta ad allevarsi un proprio bacino elettorale, in vista di ambizioni future più consistenti.

R: E’ quel che stanno dimostrando. Tra l’latro sono molto approssimativi nell’affrontare i problemi. Litigano fra di loro per accaparrasi quei futuri elettori.

D: I fratelli Cicala vogliono essere i nuovi fratelli Pittella?

R: Sì. E in Val D’Agri si soffre molto questo… “Cicalismo”. Vengono Pittella e Braia per incontrare i cittadini dell’area? Il Cicala-sindaco (di Viggiano) prende la parola, fa un comizio di un’ora e passa…e pazienza per gli altri sindaci. Evidentemente ora ritiene di avere le spalle coperte, col fratello Presidente del Consiglio regionale, ma è altrettanto chiaro che si sta preparando per candidarsi al Parlamento.

D: E con Bardi ci ha parlato?

R: Qualche minuto, quando si è discusso del P.O. Val D’Agri. Il suo è un approccio molto poco …politico: «Abbiamo mezzora», ci ha detto. Pensi un po’. E si doveva parlare di royalties ed eventualmente anche delle trattative con le compagnie! Senza contare che, naturalmente, quella mezzora se l’è presa quasi tutta il Cicala-sindaco. Il sindaco di Paterno fece un breve, ma interessante intervento. Bardi comunque è apparso quasi scocciato, nell’ascoltarci.

D: Come viene percepito “il petrolio” nel suo paese?

R: Male.

D: Ricadute positive sul comune non ce ne sono?

R: No. Al di là delle royalties che abbiamo impiegato per fare gli ascensori…

D: …avete anche voi rifatto i marciapiedi dieci volte?

R: …pure, ma non abbiamo rifatto gli stessi marciapiedi. Il mio comune ha due grandi frazioni (Pergola e Galaino), e insieme fanno praticamente tre paesi.

D: E quindi cosa avete fatto con le royalties?

R: Nel 2017 abbiamo percepito 500 mila euro, a fronte del milione previsto (ci fu il blocco delle estrazioni). In quei primi sei mesi della mia amministrazione dovetti usarli anche per la spesa corrente, non avendo i soldi per gestire nemmeno l’ordinario. Ciò ci consente di garantire il pasto alla mensa scolastica a 2 euro e 50, e il trasporto scolastico gratuito. Abbiamo realizzato gli ascensori sul “belvedere” e altri lavori sono in essere.

D: Si è letto molto a proposito dei comuni della Val D’Agri, Viggiano in primis, che di tutti quei soldi non saprebbero che farsene, e quindi ecco –che so- gli stadi da serie A…

R: …no, noi non siamo certo a quei livelli. Quest’anno abbiamo preso un milione e duecentomila euro; con duecentomila ho fatto un bando per l’acquisto delle abitazioni in Centro (scade a fine anno, ma sono già arrivate undici o dodici richieste), con l’obbligo di mantenervi la residenza per cinque anni. Un altro bando, in fase di rifinitura, è volto a dare un contributo alle imprese, per ottenere o aggiornare le certificazioni di qualità. Un contributo –concreto- alla loro crescita.

D: Nonostante queste misure, mi diceva che la percezione del petrolio è comunque negativa.

R: La colpa è in parte della politica. Sono pochi quelli dell’area che lavorano nell’indotto, e vi sono tutti arrivati grazie all’amico dell’amico. Poiché io mi sono rifiutata di fare queste cose –e ho immediatamente diffuso questa voce- alcuni dicono che “tutti lavorano, tranne quelli di Marsico”, poiché io non sarei capace. Non mi interessa. Alla dirigente del distretto di Viggiano –visto e considerato che loro ci contestano che noi abbiamo solo manovali- avevo chiesto di fare dei corsi specifici (per tubisti, saldatori) indirizzato ai nostri giovani. Così si crea lavoro, alla luce del sole! Il tutto finì col più classico dei “le faremo sapere”. Ma la stessa Regione doveva chiedere il finanziamento di corsi seri: la nostra stessa scuola professionale -da alcuni bollata come quella “dei ciucci”- poteva invece essere un trampolino di lancio.

D: Bardi ha confermato la “riservatezza” delle trattative con le compagnie.

R: E invece i territori vanno sentiti, ovvio. E noi NON siamo stati sentiti. Noi sindaci della Val D’Agri abbiamo intenzione di produrre un documento congiunto, di richieste concrete.

D: La sua quale sarebbe?

R: Che bisogna coinvolgere le imprese locali per farle crescere professionalmente. Quando queste si vanno a candidare sui siti Eni, se non hanno determinate qualificazioni, le scartano a prescindere. Come le dicevo, poi, c’è tutto il discorso sulla formazione dei NOSTRI giovani che devono diventare un serbatoio da cui attingere.

D: Lei si aspettava che si sarebbe arrivati a questo, dopo tutto il tempo a disposizione, ovvero alla scadenza della concessione e alle estrazioni “in proroga” –da parte di Eni- senza compensazioni ambientali?

R: Certo che no, poiché sono passati vent’anni. Ed Eni è un’azienda che fa i propri interessi! La Regione non doveva farsi trovare impreparata…il discorso vale anche a livello centrale (il ministro Costa c’era anche col LORO governo, e qui ci è venuto).

D: Se potesse prendere sotto braccio Bardi, cosa gli direbbe?

R: Persona perbene, ma non ha –a mio avviso- la benché minima idea di cosa significhi amministrare la nostra regione. Non vorrei peccare di presunzione, ma bisognerebbe aver prima amministrato un comune. La vita militare è cosa diversa. Alla Regione bisogna avere il coraggio di prendere delle decisioni, e in tempo utile. Pensi che in occasione dell’inaugurazione dell’Hospice di Viggiano (io non ero presente), qualcuno ha fatto notare al Governatore l’imminente scadenza della concessione Eni, e lui ha risposto «Ci vediamo dopo l’estate». Queste non sono certo cose da rimandare! Se ne doveva occupare già all’indomani della sua elezione. E oggi è grave che non ci faccia nemmeno sapere cosa ha messo sul tavolo delle trattative. Invece, se si vuole bene ai territori, bisogna discuterne, con i territori.

D: Ma perché Bardi non lo fa, secondo lei?

R: Mah. Una volta, scherzando, ho detto: «Con tutti i soldi delle royalties che abbiamo buttato in giro, avremmo fatto una bella autostrada Potenza-Taranto», che ci avrebbe risolto tanti problemi (sulla 598 qui si muore tutti i giorni). Non è una soluzione allargare i beneficiari delle royalties a comuni che non c’entrano nulla col petrolio (per intenderci, il De Filippo che inserisce Sant’Arcangelo o il Folino che aggiunge Pietrapertosa). Così diventa una guerra di poveri, una gara a chi becca di più; mentre la popolazione continua a diminuire perché non c’è lavoro. Mio figlio se n’è andato a Verona, e non ho speranze affinché torni. I suoi coetanei hanno fatto lo stesso. Vent’anni di petrolio non hanno portato sviluppo e oggi non ci sono assolutamente più scusanti. E invece, siamo punto e a capo. Si torna a parlare delle “grandi strade”, come vent’anni fa (pensi alla Tito-Brienza). E’ solo un modo per prendere tempo.

D: Perlomeno, in Val d’Agri non avete “il problema” del Capodanno Rai…

R: (Ride). Beh, queste opportunità sicuramente fanno conoscere. Noi l’abbiamo dimostrato col nostro “Premio Brassens” (i nonni materni del celeberrimo cantautore francese erano di Marsico –ndr) ed è una cosa che continuerà. Certo però che un Capodanno non è la soluzione dei problemi di quella città: Viggiano –con i soldi delle royalties- ha fatto venire Alvaro Soler, ma la mattina dopo c’era soltanto tanta spazzatura da raccogliere. Con 40 mila euro io ci faccio tutto l’agosto marsicano -coinvolgendo tutte le associazioni- invece che darli a un solo artista di richiamo per la sola serata finale della Festa Patronale.

D: Il film che la rappresenta?

R: Non mi rappresenta, ma mi piace molto “Top Gun”.

D: La canzone?

R: Le mie amiche mi affibbiano sempre “Combattente” di Fiorella Mannoia.

D: Il libro?

R: “Cristo si è fermato a Eboli”.

D: Fra cent’anni cosa vorrebbe fosse scritto sua una eventuale targa –a suo nome- su in Comune?

R: «Ha lavorato per la crescita del paese».