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Cari Contro-Lettori,

“Velatissimo, e vai fuori di gamba!”.

Era l’immaginario spot per un collant femminile pensato dal Jerry Calà di “Yuppies”.

La Nuova del Sud di ieri riportava un’interessante intervista-fiume al governatore napo-lucano Bardi, il quale –forse ringalluzzito dalla ripresa del dialogo con Eni- si è lasciato scappare di bocca alcune parole che –è parso- nascondono delle “velatissime” critiche ai Lucani.

Leggiamo: «Se la Basilicata potesse raggiungere gli obiettivi prefissati e mi chiedessero di circondarmi di giapponesi, io lo farei. Sono delle critiche sterili (quelle di Vaccaro e degli altri che lo accusano di essersi circondato di troppi professionisti da fuori regione – ndr) perché non è necessario circondarsi di lucani, l’importante è risolvere i problemi ai lucani. Se potessi farlo con i giapponesi sono convinto che i lucani sarebbero contenti. Ho un capo di gabinetto che è sardo, un capo del legislativo che è di Roma, un capo ufficio stampa napoletano, ma originario di Picerno».

Seguendo il ragionamento logico della deduzione, dalle parole di Bardi qualche maligno potrebbe evincere che “per risolvere i problemi dei Lucani” vanno bene tutti, Sardi, Napoletani, Romani e financo Giapponesi: tutti, insomma, fuorché i Lucani stessi.

“Se potessi farlo coi Giapponesi, lo farei”, dice. Ma perché, santoddio?

Il “Governatore” del Giappone, quello della Campania, della Sardegna, del Lazio, hanno forse capi di gabinetto, capi del legislativo, capi uffici stampa Lucani? Non è peregrino ritenere che se ne guarderebbero bene. E non per le in-capacità dei Lucani stessi, come invece sembra trapelare dal vedo-non-vedo del collant col quale il Governatore è andato “fuori di gamba”.

E poi, se è vero quel che riporta il Fatto Quotidiano, ovvero che c’è stato quel suo -FORTUNATO- collaboratore Campano che aveva già dichiarato di essere “suo amico e parente” -quando il Bardi era solo in campagna elettorale- lo stesso generale non se ne può poi uscire chiamando in causa i Giapponesi.

Tuttavia, dalle parole del Governatore sembra emergere un’altra eventualità: ovvero il non fidarsi di ciò che avrebbe trovato negli uffici. Politicamente non è un discorso campato (o “campano”) in aria, ma che non vi siano Lucani meritevoli di un posto APICALE è una conclusione troppo drastica. Non sarà che il Nostro –pur armato di buone intenzioni- è malconsigliato da chi gli sta più vicino? Non vorremmo che –paradossalmente- quei pochi -FORTUNATI- lucani ai quali l’ex Ufficiale si è affidato si stiano rivelando dei “grilli parlanti”, appiccicosi, sì, ma poco intonati.

Ne deriverebbe, ancora paradossalmente, che allora ha ragione il Generale!!!

Walter De Stradis