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Cari Contro-Lettori,

la tiri-tera sul petrolio finora ha suonato più o meno così. Quelli del centrosinistra (il vecchio governo regionale) hanno passato buona parte del loro tempo a rimproverare Bardi, Rosa e soci di cincischiare, di non saper che pesci prendere e di essere in soggezione con le compagnie; quelli del nuovo governo (di centrodestra), dal canto loro, ribattevano di stare tranquilli (anzi, sereni), che loro (e solo loro) sanno quel che c’è da fare, che non ripeteranno gli errori (voluti o meno) del centrosinistra; fatto sta, che a un certo punto “si è scoperto” che Bardi le deleghe del petrolio le ha trattenute per sé, e qualcuno –contestualmente- si è spiegato perché l’assessore all’ambiente Gianni Rosa diceva sempre che la trattativa con Total era “riservata”, e cioè che forse lo era anche per lui. A lungo accusato di assenteismo e di silenzio, il Generale napolucano Bardi, da buon amico del Berluska, ha quindi finalmente preso la parola nel consiglio regionale voluto da Polese, e da par suo ha detto: «Ghe pensi mi». E giù annunci su futuri radiosi, su incassi stratosferici, sul Potenza che vince i mondiali di calcio e così via. Iperboli a parte, il discorso del governatore, che finalmente si è degnato di scendere dal monte con le tavole della legge, deve aver comunque tranquillizzato gli animi, visto e considerato che gli interventi a mezzo stampa del day after, da parte degli “avversari” del centrosinistra, erano per lo più di compiacimento, anche se attendista. Anzi, quegli stessi che prima accusavano il governo regionale di non far niente, si sono ritrovati a dire che le cose buone che si stanno facendo seguono la via tracciata da loro. Pura comicità involontaria. Resisi conto, forse, di essere stati troppo buoni nei confronti del Grande Bardo, il giorno dopo ancora Cifa, Braia e soci hanno cominciato a diramare comunicati (che fanno il paio con quelli dei sindacati), in cui lamentavano scarso coinvolgimento nelle trattative.

Un clima del genere spiega perché, quando la Regione ha annunciato che il Capodanno Rai si farà a Potenza (e non a Matera, Metaponto o Venosa), e soprattutto quando ha giustificato il tutto con la “pregnanza estetica” del capoluogo di regione, qualcuno ha malignato che Bardi abbia operato la controversa (polemiche alla mano) scelta, proprio affinchè noi tutti si parli di altro.

Pertanto, mentre Eni estrae in prorogatio, senza compensazioni, è lecito aspettarsi su quel palco del Concertone un affiatato duo (“I Due Presidenti”) di musica italo-disco, in stile Righeira, con tanto di motivetto regional-popolare: “No tengo DINERO, oh-oh-oh!”.

Canta, che ti (ci) passa.

Walter De Stradis