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Cari Contro-Lettori,

a Napoli il saggio dice “fottono e se ne fottono”, in riferimento a coloro che traggono soddisfazione personale impipandosene delle eventuali ricadute sugli altri. Specie se questi ultimi sono occupati ad azzuffarsi come le stupide galline di Battiato.
Qui in Basilicata si potrebbe contestualizzare l’adagio partenopeo in un più nostrano: “Trivellano, e CI trivellano”.


Al dunque, quelli della Regione Basilicata, sospinti del vento del cambiamento, sono arrivati al fotofinish al tavolo delle trattative con i big del petrolio, ove si sono accorti che quelli lì –per mutuare le parole dell’assessore all’ambiente Gianni Rosa- fanno i furbi e offendono i lucani. “Non gioco più, me ne vado”, hanno quindi tuonato gli improvvisamente consapevoli uomini di Bardi, nell’atto di alzarsi indignati dal tavolo, ma quelli lì, quelli che trivellano e ci trivellano, hanno detto: “Andate pure, amici sportivi, ma sappiate che il pallone non è vostro”. E così hanno continuato allegramente a trivellar(ci), in regime di prorogatio di una concessione scaduta, e senza versare più le compensazioni dovute. La legge lo consente, dicono, ma sta di fatto che gli offesi della Regione Basilicata All-Stars tengono poi una conferenza stampa in cui ne dicono quattro alla vecchia gestione (leggi Pittella, Braia, Cifa & Co), sventolando una vecchia delibera della stessa, pro-Eni, tenuta (accusano) praticamente top scecret, e Rosa poi –forse in uno di quei rari momenti di totale corrispondenza di amorosi sensi coi Lucani che hanno votato per il cambiamento- dice che quelli lì che trivellano qui hanno fatto i morti e che la gente di queste cose (politici compresi) si schifa solo a sentirne parlare; salvo poi –il giorno dopo- riaggiustare il tiro e dirsi pronto a chiedere scusa se ha offeso qualcuno.
Quelli del vecchio governo, nel frattempo, offesi a loro volta, rispondono per le rime respingendo le accuse della nuova giunta e tacciandola pure di ignoranza. Che Bardi chiuda il Cova, se ne è capace, dicono.
E mentre tutti qui si offendono (o fanno finta di) ed Eni continua ad estrarre senza compensazioni, il primo questore donna della storia di Potenza, da soli tre mesi in città, con saggezza e intuito tipicamente femminili ci ricorda una cosa semplice-semplice, che forse in tutte le chiacchiere che questi fanno davanti al forno (con annessa perdenza di pane) sembra perdersi: “occhio al vostro Ambiente” (insomma, per la serie, “come ve lo devo dire”?). A buon intenditor…
Walter De Stradis

Walter De Stradis