FUSIELLO_E_DE_STRADIS.jpg

Dal 1 luglio il Questore di Potenza ha il viso disteso e la determinatezza tutta al femminile di una poliziotta da record, la dottoressa Isabella Fusiello, prima donna in assoluto a ricoprire questo delicato ruolo nel capoluogo di regione. Dal curriculum notevole, al pari dei suoi predecessori particolarmente esperti in faccende di mafia, nel corso della conversazione pareva sottolineare con gli sguardi (caratteristica comune ad alcuni inquirenti quando colloquiano con i cronisti) alcune delle parole richiamate nell’intervista. Ambiente, politica…

D: Come giustifica la sua esistenza?

R: Fin da piccola il mio scopo è sempre stato quello di rendermi utile, specialmente per la comunità nella quale vivevo. All’inizio volevo fare il medico, poi la volontaria, fino a quando, dopo la laurea, si presentò l’occasione di un concorso per vice commissario della Polizia di Stato. Il mio sogno si era finalmente realizzato.

Io sono originaria di Andria, tuttavia ho sempre scelto di lavorare fuori dalla mia regione, ossia in altre realtà nelle quali svolgere senza condizionamenti di nessun genere la mia professione.

D:...Nelle piccole realtà vige un po’ il sistema delle relazioni corte?

R: Esatto. Io ho sempre lavorato, salvo per un periodo di tre anni in Sardegna, a Bologna ed è proprio lì che ho svolto gran parte della mia carriera professionale, essendoci rimasta per quasi vent’anni.

D: Lei è il primo Questore donna di Potenza.

R: Il primo questore donna di Potenza e, ancor prima, di Cuneo, di Reggio Emilia e di Trieste.

D:...Cosa significa ciò per lei? Sente di dover dimostrare qualcosa in più essendo la prima di un’intera categoria?

R: Sì, è chiaro che svolgere una funzione che fino a qualche tempo fa era una prerogativa tipicamente maschile ti mette di fronte a delle responsabilità, oltre che a veri e propri dubbi del tipo: “Sarò in grado di portare avanti un’attività del genere?”. In realtà questo sentire non riguarda in maniera specifica solo questa funzione, poiché anche quando ho diretto alcuni uffici gestiti prima di me da uomini mi sono posta gli stessi dubbi. Forse è proprio il mio mettermi sempre in discussione ad avermi portata a svolgere sempre al meglio questo lavoro.

D: Ha mai incontrato qualche diffidenza?

R: In linea di massima direi proprio di no, forse solo all’inizio della mia carriera.

D: Ha ricevuto delle indicazioni particolari quando le è stata assegnata la sede di Potenza? Ci sono delle specificità del territorio che l’hanno spinta a documentarsi in maniera particolare?

R: Mi piace sempre rendermi conto da me delle problematiche, senza che sia qualcun altro a farmele notare, ed è ciò che ho fatto anche qui a Potenza.

D: Quali sono le problematiche più evidenti che ha riscontrato?

R: Ho sempre lavorato nelle città del Nord, da Bologna in su, e posso asserire che lì c’è una maggiore partecipazione da parte della cittadinanza nella soluzione dei problemi, sono proprio i cittadini a coinvolgere le Istituzioni affinché quelle criticità possano essere rimosse. I cittadini fungono da pungolo e da sensori del territorio, tanto è vero che in ogni realtà in cui ho fatto il Questore ho sempre incontrato periodicamente i cittadini dei diversi quartieri i quali, nel corso di vere e proprie riunioni, erano soliti rappresentarmi le situazioni più stringenti.

D:...Quindi i potentini pungolano poco?

… a tal proposito sto cercando di contattare alcuni referenti dei quartieri ove si sono verificati i furti per incontrarli di persona e per capire se sussiste una percezione di insicurezza o se trattasi di insicurezza vera e propria. Al momento sembra che una contrada voglia incontrarmi per parlare non solo della situazione furti, ma anche dello stato generale dei problemi. Una delle criticità maggiormente segnalata dai cittadini è il problema dei furti, tuttavia non vorrei fosse trascurato anche un fenomeno che ormai è diventato di portata nazionale, ossia lo spaccio e l’uso di sostanze stupefacenti da parte dei giovanissimi. Su questo aspetto come Polizia di Stato stiamo ponendo una particolare attenzione. Vorremmo esserci nelle scuole, avere incontri con i familiari e gli stessi studenti con lo scopo di affrontare questa tematica non solo dal punto di vista giudiziario, ma anche da quello culturale e sociale.

D: Le problematiche dei più giovani spesso si legano all’utilizzo dei social e molte nuove tendenze nascono proprio lì. C’è un’attenzione particolare da parte vostra in merito?

R: C’è un fenomeno che si sta sviluppando e che teniamo costantemente monitorato, ossia l’acquisto e lo smercio di sostanze stupefacenti attraverso la rete. La Polizia Postale e delle Comunicazioni sta ponendo particolare attenzione a questo fenomeno, anche per evitare che la situazione sfugga totalmente di mano.

D: Quando si è insediata lei ha detto: “Penso che non vi debbano essere delle zone off limits e che ogni parte del territorio debba essere fruibile”. A cosa si riferiva in particolare?

R: Significa che non devono esserci quartieri nei quali le forze dell’ordine in generale non entrano, ma questa è un’eventualità che qui non risulta. Potenza è, almeno apparentemente, una realtà abbastanza tranquilla, anche se di problemi e di reati ce ne sono, quindi qui non esistono zone off limits.

D: Molti sostengono che la posizione geografica peculiare della Basilicata tra Campania, Puglia e Calabria la renda particolarmente appetibile per la criminalità organizzata di quelle stesse regioni. Secondo lei è realmente così?

R: Ritengo che non ci siano più delle zone libere dalla criminalità organizzata. Sicuramente la Basilicata subisce l’influenza della ‘Ndrangheta, della Camorra e della criminalità organizzata del foggiano. Non ci sono attualmente delle sentenze …, ma ciò non esclude che non ci sia anche da parte nostra una particolare attenzione.

D: Fa riferimento forse alla sentenza sui Basilischi che afferma che non si tratta di mafia?

R: Dico semplicemente che c’è attenzione.

D: In passato ci sono state molte polemiche riguardo l’appropriatezza della definizione di “isola felice” e i maggiori pensieri, qui in Basilicata, sembrano essere venuti proprio dalla politica.

R: Come ho già avuto modo di dirle, zone libere e felici non ne esistono più, anche perché lì dove ci sono i soldi…

D: … e qui c’è il petrolio…

R: …dicevo, dove ci sono i soldi la criminalità è pronta ad investire, dunque sia le forze dell’ordine sia l’autorità giudiziaria stanno lavorando.

D: In molti sostengono che qui da noi forse manca la mafia vera, ma non la cosiddetta mafia dei "colletti bianchi", anche perché spesso i casi di cronaca più eclatanti, come accennavo, riguardano i nostri notabili.

Molto in generale, in Italia, già da tempo i mafiosi ‘ndranghetisti non vanno più in giro con la coppola e il fucile sotto il braccio, ma in giacca e cravatta e con la Maserati, come ha detto qualche giorno fa il direttore della Dda. Si tratta, dunque, di persone che non sembrano apparentemente dei mafiosi. Si è semplicemente modificato il modo in cui si presentano.

D: Cambiamo argomento. Ha già incontrato il presidente della Regione Basilicata?

R: Certamente, l’ho incontrato due volte e anche in altre circostanze.

D: Cosa vi siete detti?

R: (Silenzio) …Posso dirle che si è parlato del territorio.

D: La presenza di un Governatore che è appartenuto alle forze dell’ordine può essere una risorsa in più?

R: Sicuramente ha un approccio più vigile rispetto a chi è stato sempre un politico. Da generale della Finanza ha un occhio clinico rispetto a tutte quelle attività che possono sembrare strane.

D: I suoi predecessori (e anche i colleghi a Matera) erano tutti esperti in materia di mafia, dunque i lucani hanno iniziato a chiedersi come mai vengono mandati tutti qui. Solo un caso?

R: Io stessa sono stata a Reggio Emilia che, apparentemente, sembrava libera dalla criminalità organizzata, eppure proprio lì si è svolto il più grande processo sulla ‘Ndrangheta, con duecentoventi imputati di cui quindici in regime di 41bis.

D: Appunto.Come influisce la presenza delle estrazioni petrolifere rispetto all’appetibilità della Regione, parlando sempre in termini di fenomeni malavitosi?

R: Dico semplicemente che bisognerebbe mantenere alta l’attenzione sul territorio, anche perché questa realtà, che da sempre si basa su un’economia agro-alimentare, necessita di un territorio sano, dunque accanto alle naturali attività di crescita non bisognerebbe certo trascurare l’importanza dell’ambiente, visto che costituisce una delle maggiori economie dei cittadini della Basilicata.

D: A Potenza ha trovato una struttura adeguata?

R: Ho un altro modo di lavorare. Non è soltanto con l’implementazione dell’organico che si lavora bene, bensì con il modo giusto, la passione e la determinazione. Sono queste le caratteristiche che fanno di me un buon poliziotto e i sentimenti che cerco di inculcare nei miei collaboratori, dai dirigenti al personale dipendente.

D: Quale messaggio vorrebbe lanciare ai cittadini di Potenza?

R: Chiederei ai potentini di essere vicini alle Istituzioni e allo Stato. I problemi vanno risolti insieme ai cittadini. Lo Stato è vicino ai cittadini e i cittadini insieme devono diventare lo Stato per la soluzione di problemi e fenomeni che il territorio presenta. Non sono le ronde a dover risolvere i piccoli e grandi episodi di criminalità, noi ci siamo.

D: Ha qualcosa da chiedere alla stampa potentina, anche perché ho notato che, da quando lei si è insediata, tiene una conferenza stampa alla settimana.

R: Già, anche se non è molto partecipata, al massimo vengono due o tre giornalisti. Se anche i rappresentanti della stampa iniziassero a porre alla mia attenzione determinate situazioni, potremmo cercare di capire cosa può interessare di più al cittadino. La mia porta è sempre aperta, e non solo in senso metaforico, ma anche reale.

D: La vita di Potenza è cambiata in seguito alla presenza degli immigrati, che prima semplicemente non c’erano, tuttavia molti cittadini temono che gli stessi abbiano influito in molti dei fenomeni di cui abbiamo parlato poc’anzi: furti e spaccio. È un ragionamento dal fondamento logico o è solo approssimazione?

R: In generale, il fenomeno dell’immigrazione non riguarda solamente l’accoglienza, ma anche l’integrazione; nel momento in cui gli immigrati non vengono messi nelle condizioni di essere integrati, è chiaro che si possono verificare degli episodi limite.

D: Che impressione le fa la città? Glielo chiedo da nuova cittadina, e non da Questore.

R: È una città che dovrebbe essere maggiormente vissuta dai suoi cittadini. Bisognerebbe che in ogni quartiere ci fossero iniziative o eventi, altrimenti diventano dei semplici dormitori, mentre nel caso dei quartieri più isolati e che si sentono abbandonati è necessario mantenere alta l’attenzione, poiché lì potrebbero annidarsi soggetti dediti ad attività illecite. Se i quartieri tornano ad essere vissuti dalle persone in maniera sana, si finisce per esercitare anche una sorta di forma di controllo.

D: E per ciò che concerne la vivibilità?

R: Ribadisco, avete un patrimonio naturalistico straordinario e dovete cercare in tutti i modi di preservarlo.

D: Il libro che la rappresenta?

R: L’ultimo libro che sto leggendo è veramente straordinario: “Poteri invisibili” di Don Marcello Cozzi.

D: La canzone?

R: Un po’ tutti i brani dei Coldplay.

D: Il film?

R: L’ultimo film che ho visto è “Joker”. Bellissimo!

D: I film e le fiction che spettacolarizzano la mafia che effetto le fanno da telespettatrice?

R: Ritengo siano dei programmi deleteri e diseducativi e che sicuramente non offrano una buona immagine dello Stato e della reale portata di questo fenomeno.

D: Se tra cent’anni dovessero scoprire una targa alla Questura di Potenza dedicata a lei, cosa le piacerebbe ci fosse scritto?

R: Non saprei. Mi piacerebbe essere ricordata più per le cose che ho fatto, e non con una targa.