Basteranno i 4 Moschettieri, agli Affari regionali (Boccia) ed europei (Amendola), al Mezzogiorno (Provenzano) e alla Sanità (Speranza), fra l’altro giovani e competenti, appoggiati da Lamorgese e Conte, a sbloccare la Questione meridionale?

Dipenderà almeno da 4 condizioni! speranzasavino.jpg

A) Anzitutto, dalla capacità dei Produttori settentrionali di convincersi che lo sviluppo del Nord dipende dal decollo del Sud, come già il “miracolo economico” dalla migrazionedi oltre 4 milioni di meridionali! Invece, nell’assemblea del 30 settembre, il Presidente della Confindustria piemontese, Gallina, ha invocato la coesione delle Regioni settentrionali per ottenere “un (altro!) forte sostegno istituzionale, di risorse tutt’altro che marginali(sic!), per soluzioni che evitino la logica dei due tempie dei due Nord” (Corsera del 1°ott). Per Lui, le distinzioni tra Nord Ovest e Nord Est “sono anacronistiche! Siamo una macroregione nel cuore dell’Europa!”. E però, il ruolo mitteleuropeo del Nord, su cui Gallina punta, non funziona se non si sfruttala nostra “centralità nel Mediterraneo” .Se cioè Gioia Tauro, che da Suez ha una settimana di vantaggio rispetto a Rotterdam, non sarà collegata velocemente all’Europa. Il problema non è infatti tra Est ed Ovest della Padania, ma- al solito- tra Nord e Sud del Paese: che fu unificato proprio per acquisire l’importanzache non aveva nel contesto europeo! Chiarirsi su questo punto, significa acquisire la strategia di baseper concordare anche sulla necessità deiLep (livelli essenziali di prestazioni) e del Fondo perequativo.

B) Questo secondo obiettivo riguarda infatti le aree depresse (anche del Nord) perché attual’art. 3 della Costituzionee serve ad assicurare a tutto il Paese uguali condizioni di civiltà. Giustamente, perciò, il ministro Boccia lo antepone all’organizzazione nazionale dell’autonomia!A queste due condizioni “esterne”, la cui realizzazione dipende cioè dalla collaborazione del Nord, occorre affiancarne due interne: la sburocratizzazione degli apparati pubblici e il coordinamento interregionale delle varie “politiche”.

Quest’ultimo (C), che il presidente piemontese Gallina sollecita al Nord (il quale, finora, lo ha attuato cinicamente e puntualmente- a proprio costante vantaggio- su tutte le decisioni parlamentari, dall’edilizia scolastica alla finanza locale, dagli asili nido alla viabilità grande e piccola), è indispensabile per sorreggere l’azione dei Parlamentari meridionali, la quale risulta irrilevante se condotta da ciascuno per proprio conto! Il Centro Studi Svimez ha tutti i requisiti per il supporto e il coordinamento tecnico-politico occorrenti!

Quanto alla Burocrazia (D), bisogna partire dal fatto che, da noi, per compiere un’opera di100 miln passano oltre 15 anni: 8 per avere gli ok burocratici e 7, 1 per realizzarla (dato dei Giovani di Confindustria nel recente convegno di Capri). Nell’area di Genzano, sono fermi da decenni 60 miln di eu per l’irrigazione. L’Ente appaltante assicura da mesi che i lavori sono sul punto d’iniziare; ma purtroppo nulla si vede e i fondi rischiano di essere stornati di nuovo per qualche emergenza: un solo esempio!

Dunque? Questa incapacità di spendere è l’argomento più potente a favore del Nord (ed a danno dell’intero Paese), perché persino i Sindacati Confederali non possono giustificare agli occhi dei disoccupati che i fondi non si traducano nel loro impiego! A questo punto, si tratta di decidere se gli Uffici invece di dire il “perché sì” (attraverso un’interminabile procedura)siano obbligati a dire “perché no”. Nel senso che, trascorso un dato termine, si debba poter procedere; e che le diatribe giudiziarie siano slegate dalla realizzazione ed affidate ad una qualche formula di salvaguardia-tipo rimborsoo penali a posteriori. Ai tempi del miracolo economico, nelle città del Nord spiccavano cartelli con “non si fitta ai meridionali”, spesso definiti “terroni”. Ora, settentrionalizzati, dovrebbero dare una mano: cioè concorrere all’evoluzione culturale del Nord per la soluzione dei primi due problemi. Agli altri due devono applicarsi le Regioni e il Governo centrale; oltre che contro l’assistenzialismo, il clientelismo ed il familismo. Dai nostri Moschettieri ci aspettiamo dunque un forte impegno per il bene pubblico, che –finalmente, ora o mai più-eviti al Mezzogiorno il buio della mezzanotte!