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Cari Contro-Lettori,
«pensi che è finita, invece non è che l’inizio», cantava Bob Marley.
In una notte (buia e tempestosa) di cervellotici arrovellamenti e di turbinosi sconvolgimenti d’animo, come nei migliori/peggiori film e fumetti Marvel, in viale Verrastro è nato un nuovo supereroe. La Basilicata è ormai terra di cinema, si sa, ed è per questo che dalle nostre parti non si vuol essere da meno rispetto all’andazzo Hollywoodiano, in cui impazzano tizi in calzamaglie che (come nei fumetti) portano le mutande SOPRA i pantaloni. Il vendicatore mascherato di noialtri è Super-Cicala, che in forza dei suoi super “poteri sostitutivi” (previsti dalla legge regionale n. 32/2000) ha provveduto a effettuare le nomine e le designazioni di competenza del Consiglio regionale (si tratta delle nomine previste dai bandi pubblicati sul bollettino ufficiale della Regione Basilicata n. 29 del 02/09/2019). Il risultato non ha sorpreso nessuno: le cose sono a andate esattamente come dovevano andare (e cioè alla cara, vecchia maniera), salvo l’indignazione di chi, rimasto a bocca asciutta, si è all’improvviso accorto che le designazioni negli enti sub-regionali sono state effettuate senza nessun criterio valutativo dei curricula, né di competenze circa il ruolo che “i fortunati” occuperanno, ma solo ed esclusivamente su indicazione dei due maggiori partiti della coalizione. Meglio tardi che mai, come si dice. Ma –e qui torniamo alla canzone di Bob Marley, significativamente intitolata “Want More” (“Ne vuoi di più”)- prestissimo quesgli stessi “poteri sostitutivi” daranno vita a un altro supereroe, manco fossero il mozzico di un ragno radioattivo (nascita di “Spiderman”), un siero per super-soldati (nascita di “Capitan America”), o i raggi di un Sole alieno (nascita di “Superman”). Ci sono in ballo, infatti, le nomine (Apt, Alsia, Egrib e Ardsu) che deve emettere il governatore Vito Bardi, per l’occasione sul punto di rinascere come “Bard-Man”. Il piatto è ricco e ci si ficca, almeno ci si prova, e gli aspiranti commensali sono anche in questo caso piuttosto variopinti, compresi gli habitué delle candidature (in proprio o etero dirette) che inviano i propri curricula alla ‘ndo cojo cojo, sperando (ingenuamente, piuttosto e anzichenò) in una super botta di culo. Tuttavia, come fa notare la nostra vecchietta di paese a pagina 3, nei casi peggiori a cambiare sono solo i culi (appunto), ma non anche le teste.
Walter De Stradis